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Massimo Lopez: “Da giovane citofonavo a Walter Chiari. Penso ogni giorno a Anna Marchesini”

Massimo Lopez, 74 anni 

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Gli inizi con Albertazzi, la nascita del Trio, il sodalizio con Solenghi, il legame con l’attrice scomparsa dieci anni fa. L’attore si racconta alla vigilia del ritorno in scena, dal 7 aprile, con il suo Massimo Lopez Show. “Il palco è un privilegio, soprattutto alla mia veneranda età”
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ROMA – Voce suadente, ironia leggera, ricordi personali e mancanze che si fanno sentire. Massimo Lopez ha, tra tutte, una dote che lo mette a riparo dalla finzione: riconoscere che tornare a teatro portando sul palco le sue passioni «è un privilegio, poi alla mia veneranda età lo è ancora di più», dice scherzando ma non troppo – ha da poco festeggiato i 74 anni. Indimenticabile con il Trio – più avanti in questa intervista dedicherà a Anna Marchesini un lungo paragrafo – con il suo Massimo Lopez show partirà il 7 aprile dal Teatro Carcano di Milano e dopo Cosenza e Napoli approderà il 19 maggio all’Ambra Jovinelli di Roma. Uno show nel quale coesistono i pilastri del suo essere artista: un repertorio swing, le parodie, il teatro. Sul palco, anche la Jazz Company diretta da Gabriele Comeglio, con lui anche in altri spettacoli. Lopez da sempre ama lavorare con le stesse persone, in primis suo fratello Alessandro.

Il palco per lei ha un richiamo irresistibile. Ha chiuso da poco la tourné…

ROMA – Voce suadente, ironia leggera, ricordi personali e mancanze che si fanno sentire. Massimo Lopez ha, tra tutte, una dote che lo mette a riparo dalla finzione: riconoscere che tornare a teatro portando sul palco le sue passioni «è un privilegio, poi alla mia veneranda età lo è ancora di più», dice scherzando ma non troppo – ha da poco festeggiato i 74 anni. Indimenticabile con il Trio – più avanti in questa intervista dedicherà a Anna Marchesini un lungo paragrafo – con il suo Massimo Lopez show partirà il 7 aprile dal Teatro Carcano di Milano e dopo Cosenza e Napoli approderà il 19 maggio all’Ambra Jovinelli di Roma. Uno show nel quale coesistono i pilastri del suo essere artista: un repertorio swing, le parodie, il teatro. Sul palco, anche la Jazz Company diretta da Gabriele Comeglio, con lui anche in altri spettacoli. Lopez da sempre ama lavorare con le stesse persone, in primis suo fratello Alessandro.

Il palco per lei ha un richiamo irresistibile. Ha chiuso da poco la tournée con Tullio Solenghi “Dove eravamo rimasti”, ora torna in teatro con un nuovo show.

«Ho delle passioni, le raccolgo e cerco di comunicarle al pubblico che fortunatamente le apprezza. Ogni volta che salgo su un palco lo spettacolo è diverso da quello della sera prima, lo arricchisco di nuovi elementi. E anche questa volta sarà così».

Lopez con Tullio Solenghi 

Ama il jazz e le piace interpretare i grandi classici, ma non dimentica di far ridere il pubblico. Il mix ideale?

«Faccio cose che mi piace fare e che piacciono anche a chi viene in teatro a vedermi, per questo dico che è un privilegio. Nel 2005 feci un tributo a Frank Sinastra, andò molto bene in Italia e grazie a mio fratello Alessandro lo portammo anche negli Stati Uniti dove fu un successo. Ne fummo stupiti anche perché il pubblico era per lo più americano».

A proposito di suo fratello Alessandro, lei lavora con lui e con Gabriele Comeglio da molti anni.

«Mi piace lavorare con le stesse persone. Persone con le quali vado molto d’accordo. Comeglio l’ho conosciuto nel 1994 da Mina nella sua sala di incisione a Lugano, da allora collaboriamo insieme. Ci fu un siparietto divertente con Mina alla quale proposi di venire in giro con noi. Con mio fratello Alessandro lavoriamo insieme dal 2000, ci troviamo bene insieme».

Nella sua autobiografia “Stai attento alle nuvole. La mia vita in viaggio” ha raccontato che con la sua famiglia ha cambiato molte città, amicizie, compagni di scuola, è entrato in contatto con culture diverse.

«Mio padre si spostava spesso per lavoro, e noi con lui. Per me era normale. Eravamo costantemente in giro. E ogni volta cambiavamo tutto. E devo dire che lo farei anche oggi, starei sempre in giro».

RepMagazine. Lopez e Solenghi show. "Anna Marchesini è con noi, come se fossimo sempre in tre"

Cosa la fa ridere?

«Il paradosso, non amo le trasmissioni dedicate alla comicità, a me fa ridere l’inaspettato».

La comicità prima di tutto?

«Ho iniziato facendo spettacoli di prosa, per anni ho girato tutti i palchi italiani portando in scena opere di Pirandello, tra gli altri. Ho lavorato con i grandi del teatro italiano come Albertazzi, ma a un certo punto ho dovuto smontare la matrice teatrale ed essere me stesso».

Massimo Lopez nella sua casa, con una riproduzione della sartoria di sua madre e sua nonna 

Ed è arrivato Il Trio.

«Un incontro di quelli rari. Bellissimo».

A un certo punto con Tullio Solenghi e Anna Marchesini vi siete separati.

«Sì, ma non c’erano motivi personali. Solo il bisogno, dopo tanti anni di spettacoli e di tv, di fare altro».

Con Solenghi avete appena finito la tournée di “Dove eravamo rimasti”.

«Ci siamo divertiti molto e anche il pubblico sembrava molto divertito».

L'attore con Lopez e Anna Marchesini 

A luglio sono dieci anni dalla scomparsa di Anna Marchesini.

«Penso a lei spessissimo, direi quasi tutti i giorni. Quando vedo una scena che mi fa ridere, penso se Anna ne riderebbe, la battuta che farebbe. Ci sentivamo spesso, ci volevamo bene. Con lei era un confronto continuo. Se in strada vedo una situazione comica, subito mi viene in mente lei. Quando creo un nuovo spettacolo, penso a come l’avremmo costruito insieme. È stata, ed è, una presenza molto importante nella mia vita. Ci siamo visti per anni e anni tutti i i giorni. Difficile dimenticare».

Con Anna Marchesini nella celebre rivisitazione televisiva de "I promessi sposi" 

Un desiderio professionale?

«Mi piacerebbe recitare un personaggio molto umano, un ruolo “serio”».

Nella sua biografia racconta anche che da giovane andava a bussare a casa di Walter Chiari, era suo vicino di casa.

«Verissimo, lo stalkeravo. Gli chiedevo consigli, e se non trovavo lui andavo a suonare a Corrado che abitava lì vicino. Due grandi. Come lo era Giancarlo Dettori, un amico e un grande attore. Se ne è andato poche settimane fa purtroppo. Bisognerebbe sempre ricordare i grandi artisti, onorarli».

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