Michela Giraud è a Londra per studiare inglese. La comica, che si divide tra palco, cinema e tv, sta facendo una full immersion prima del nuovo spettacolo, Fisicamente mi piacciono tutti.
A settembre parte il tour europeo, 8 tappe in 13 giorni.
«Gli italiani all’estero hanno una nostalgia devastante del Paese, lo amano molto più di noi. A loro manca tutto ma soprattutto il cibo. Mi colpisce il senso di coesione, per la comunità è un modo di ritrovarsi».
In cosa gli spettacoli sono diversi?
«È come se tu facessi uno show per Rai Italia, la tv per gli expat. C’è gente che magari sta fuori da dieci anni e chi è arrivato da una settimana. Si fanno battute più universali perché la regionalità non si coglie. Sono italiani che vengono da ogni parte del Paese, devi …
Michela Giraud è a Londra per studiare inglese. La comica, che si divide tra palco, cinema e tv, sta facendo una full immersion prima del nuovo spettacolo, Fisicamente mi piacciono tutti.
A settembre parte il tour europeo, 8 tappe in 13 giorni.
«Gli italiani all’estero hanno una nostalgia devastante del Paese, lo amano molto più di noi. A loro manca tutto ma soprattutto il cibo. Mi colpisce il senso di coesione, per la comunità è un modo di ritrovarsi».
In cosa gli spettacoli sono diversi?
«È come se tu facessi uno show per Rai Italia, la tv per gli expat. C’è gente che magari sta fuori da dieci anni e chi è arrivato da una settimana. Si fanno battute più universali perché la regionalità non si coglie. Sono italiani che vengono da ogni parte del Paese, devi essere più largo possibile. È un test eccezionale per uno spettacolo».
L’aspetto più curioso degli spettatori?
«Le coppie miste. Capita che venga uno spettatore con la fidanzata o la moglie straniera, del posto, che non capisce una parola ma si diverte lo stesso. A Monaco ho fatto salire sul palco una signora tedesca e abbiamo improvvisato un balletto. Un’altra volta a Barcellona sono venuti due al loro primo appuntamento: lui spagnolo e lei italiana, fan micidiale. Per fare colpo lui le aveva regalato i biglietti, stavano in prima fila, era evidente che lui non capiva nulla. Aveva una faccia devastata, speriamo almeno che poi si siano messi assieme».
“Fisicamente mi piacciono tutti” che spettacolo è?
«Più corto del precedente e più leggero. Il primo era legato alla fine di una mia relazione, questo è meno personale, parla di ciò che accade nel mondo. Non ho voluto fare “oddio ho quarant’anni”, mi bastano I miei primi quarant’anni di Marina Ripa di Meana».
Il programma comico che conduce, “Roast in peace”, ha un nuovo cast: Alessandro Borghese, Simona Ventura, Asia Argento, Fedez e Giuseppe Cruciani. Com’è andata?
«Si sono messi tutti in gioco, tutti sono stati collaborativi. In Italia non siamo abituati a questi format, non era scontato, e invece ci siamo divertiti».
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Però, dopo la partecipazione di Totti…
«Francesco è stato leggendario, è un comico indiretto, naturale. Con lui niente è scritto. Gli passi la palla e se la gioca, anche metaforicamente. Questo si è visto tanto. Potrebbe fare una bellissima carriera televisiva, non la fa perché non gli va, ma se solo volesse…».