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“Morto un vip se ne fa un altro”: arriva Roast in peace, con Totti, Lamborghini, Saviano e Lucarelli

“Morto un vip se ne fa un altro”: arriva Roast in peace, con Totti, Lamborghini, Saviano e Lucarelli

Dal 9 ottobre su Prime Video il nuovo show comico e il “comedian” più bravo alla fine vince un’urna cineraria

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Quattro celebrità che per autoironia - o per un lauto cachet, come molti hanno ipotizzato con ironia durante lo show - accettano di farsi mettere sulla graticola - sono Selvaggia Lucarelli, Roberto Saviano, Elettra Lamborghini e Francesco Totti - e sei comici - Stefano Rapone, Edoardo Ferrario, Beatrice Arnera, Eleazaro Rossi, Corrado Nuzzo e Maria Di Biase - guidati da una officiante altrettanto comica Michela Giraud con lo slogan "Morto un vip se ne fa un altro". È Roast in peace, il nuovo comedy show, dal 9 ottobre su Prime Video in cinque episodi.


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Durante la première a Roma Francesco Totti non si risparmia in battute. Sul palco insieme a Michela Giraud scherza con Di Biase che gli aveva detto che lei tifa Campobasso. “Anche io tifo Campobasso, lo allena il mio amico Zaui”. Alla domanda se l’esperienza gli è piaciuta, risponde: “Il prossimo anno lo rifaccio”. E a chi gli chiedeva un commentato sulla Roma, prima in classifica ha replicato: “Bene che vada avanti su questa strada” e sui tre rigori sbagliati con il Lille ha aggiunto: “Sono cose che succedono”. In quanto all’audio diventato virale in cui commentava ‘quando li tiravo io dicevano che era facile’, risponde: “Maddai... ti dico solo una cosa: intelligenza artificiale, proprio!”. Sarà una battuta?

Il format è traghettato dalla stand up comedy americana. Negli Usa è una perfida e divertente tradizione quando un comico riceve un riconoscimento, viene anche messo alla berlina dai propri colleghi. Che con i loro discorsi ne sottolineano più i difetti che le qualità. Con grande autoironia e capacità di scherzare su tutto il comico accetta quindi di essere "roastato", ovvero arrostito per bene. Quindi il gioco di parole e l'atmosfera, solo vagamente lugubre in realtà piuttosto colorata, trasformano il titolo dello show traghettandolo da "rest in peace", ovvero riposa in pace.

"Roast in Peace", il vip è morto e lo "arrostiamo": Totti, Saviano, Lucarelli e Lamborghini

In questa prima edizione del format italiano si immagina che le quattro celebrità siano morte all’improvviso e che i sei comici debbano tenere per loro un'orazione funebre di fronte a un pubblico. Stoici i "roastati" che devono assistere muti alla presa in giro. Alla fine delle elegie i comici scendono in sala e "come accattoni" raccolgono gli oboli che il pubblico consegna loro, chi ha più oboli vince la puntata. A contribuire alla classifica, che produrrà il vincitore a fine stagione, saranno gli stessi "roastati" che tornano dall'aldilà per la loro vendetta e possono togliere dieci punti al comico "spreferito". Quello che si aggiudica la prima edizione di Roast in peace porta a casa un’urna cineraria.

Selvaggia Lucarelli: "Belen mi ha sbloccato sui social ma centellina i messaggi. È la sua vendetta"

Si parte con Selvaggia Lucarelli. "Si dice che spenda 100 mila euro all'anno di avvocati, che è la stessa cifra che spenderei io se parlassi liberamente - dice Rossi – Sapete qual è la differenza tra Gesù e Selvaggia? Lui l'hanno crocifisso per molto meno... ma meglio aspettare tre giorni prima di parlarne veramente male. A Ballando, ovvero il cimitero delle balene, vanno quelli dimenticati anche dalle loro famiglie a dimostrare di saper fare qualcosa che non sanno fare. Non capisco però perché anche i giurati sono scelti così”. Si passa a Nuzzo e De Biase che iniziano con l'elogio "oggi il giornalismo perde una voce amatissima", poi però si accorgono di aver confuso il foglio con il necrologio di Francesca Fagnani. ll duo si rivolge al compagno, lo chef Lorenzo Biagiarelli: "Da oggi sei libero, potrai giocarti la reversibilità e non andare più in giro come un hippie cassaintegrato con le collane di pasta e i sandali in cuoio alla fracazzo da Velletri". E poi: "Personaggio divisivo o la odi o la odi - dice Rapone - una martire della libertà di informazione al pari di Cecilia Sala, in mano a un gruppo di maschilisti e fondamentalisti religiosi, dopo 4 anni è fuggita dalla redazione di Libero oggi con grande coerenza scrive sul Fatto. Quotidiano dove raccoglie l'eredità di Indro Montanelli in quanto entrambi hanno avuto un partner molto più giovane". “Il mio è maggiorenne” fa a tempo a dire Lucarelli prima di tornare nella foto cimiteriale. "Che sfiga morire adesso - commenta Beatrice Arnera - ora che si era trovata lo chef toy boy di 15 anni meno, che la tromba e le cucina assieme. Selvaggia ha rifiutato di andare a Belve perché l'avrebbero mandata direttamente al National Geographic, un po' come Fulminacci che va a Che tempo che fa e Bocelli a Chi l'ha visto". "Lucarelli è su ogni mezzo di comunicazione - conclude Ferrario - ma il meglio lo dà su Facebook dove conquista il suo pubblico: le settantenni con il telefono a libretto e la immagine di Padre Pio nella cover".

Arriva poi il momento di Elettra Lamborghini. "Scusate se piangiamo - dicono Nuzzo e Di Biase - ma abbiamo avuto la fortuna di NON conoscerla. Era celebre per due cose: le tette e il culo... di nascere con quel cognome. Affetta da twerking compulsivo le chiappe non hanno retto". "A Belve non ha firmato la liberatoria perché non ha capito il senso del format - dice di lei Rapone - credo che non abbia capito neppure quello di questo programma: nonostante la presenza di Nuzzo e Di Biase non è Uomini e donne senior". "Raggeton all'anima tua - dice Arnera - con un talento incredibile per scegliere cantanti bravissimi che cantino al posto suo. Ora che ci ha lasciato spero che se c'è un paradiso sia insonorizzato". Ferrario ricorda la data di nascita di Elettra: "Esattamente un mese dopo la morte di Kurt Cobain, circolano teorie per cui Cobain abbia percepito l'imminente arrivo di una forza malvagia e potentissima". "Arrivata allo spettacolo con uno show, Riccanza che in confronto Temptation Island è Super Quark" dice Rossi.

Per terzo ecco Roberto Saviano. Il giornalista e scrittore che - secondo Michela Giraud - “da quando ha avuto minacce dai casalesi ha fatto l'amore molto meno di quanto avrebbe voluto ma lui aveva la scusa della scorta a differenza di molte persone in sala. È stato incolpato di aver rovinato l'immagine di Napoli "ma meno della musica neomelodica e dei baby shower". Per Eleazaro Rossi Saviano "è il Salvatore Aranzulla con la depressione. Nasce nel '79, anno straordinario, debelliamo il vaiolo, crolla la dittatura di Pol Pot, esce The Wall dei Pink Floyd. Per bilanciare le cose arrivano sulla terra Giuliano Sangiorgi, Jake LaFuria e Roberto Saviano". "È morto Saviano - dice Rapone - troppo ci hanno messo. Ci lamentiamo dello Stato ma anche la camorra...”

Francesco Totti: "I tre rigori sbagliati della Roma? Può succedere"

Il più atteso rimane Francesco Totti che nel corso dello show ha dimostrato una certa ironia, ma non molta autoironia ("Il morto se si incazza si incazza" dice a Eleazaro Rossi). Quando la cornice di crisantemi cala dall'alto Totti zitto però non ci sta: "Speravo de morì prima" dichiara e strappa la risata. Divertente anche la biografia che Micaela Giraud ha preparato per il Capitano. Da romanista sfegatata ricorda "che a sette anni Totti ha incontrato Papa Giovanni Paolo II e da quel giorno il Papa diventa politeista, che ha giocato nella Roma per 28 anni, la sua relazione monogama più lunga. Il Real Madrid ha provato a portarlo via ma lui è rimasto con la sua Roma, praticamente il Real Madrid è la Flavia Vento delle squadre di calcio". Poi però una piccola zampata ce l'ha mette: "Ha scritto 9 libri, l'unico autore che ha scritto più libri di quanti ne ha letti". E il pubblico ride. Totti faccia da poker. "Andandotene hai lasciato il vuoto, lo stesso vuoto che si vede nei tuoi occhi quando reciti gli spot in tv" dicono Di Biase e Nuzzo. "Chiedere a un romano di insultare Totti è come chiedere a un fedele di insultare il proprio Dio - dice Ferrario - ma di Dio mi hanno solo parlato, ma il cucchiaio a van der Sar l'ho visto con questi occhi" e il roast per Totti si trasforma in quello per Luciano Spalletti. Beatrice Arnera tenta di far uscire le contraddizioni "Ma chi non andrebbe per un milione di euro in un paese che ha invaso un altro paese? Io per un milione vado anche nella Germania del '44". "Non vorrei insultare Francesco Totti - dice Rapone preoccupato delle rappresaglie dei tifosi - ma ho bisogno di soldi... esattamente come lui per pagare gli alimenti. Altrimenti non sarebbe qua".

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