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“Le Baccanti”, altro che Euripide: la tragedia è un capriccio napoletano

Marco Isidori dirige "Le Baccanti" 

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La recensione / Sul fondale un Vesuvio da cui eruttano chicchi d’uva: così si celebra il quarantennale della compagnia Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa
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È con un capriccio napoletano, un Vesuvio sul fondale da cui eruttano chicchi d’uva con oblò per gli interpreti, ed è col Dioniso di Paolo Oricco che fa il re del tirabuscion e canta “‘O Tiatro è decaduto” insieme al Tiresia-pianista di Maria Luisa Abate, che parte la riscrittura del regista Marco Isidori de Le Baccanti di Euripide, condivisa con Stabile di Torino.

Non stupisce il prologo pop con cui l’acuta compagnia Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa festeggia 40 anni di vita al Vascello. Con scene e costumi quasi parlanti di Daniela Dal Cin: un graphic novel composto sopra da Palazzo di Tebe e sotto da struttura da scalare, più maschere di labbra, lingue e denti per il Coro.

Tragedia plasmata alla maniera d’un varietà ideo-logico, col semidio irrazionale e ibrido Dioniso offeso dal gretto re Penteo (recitato da una donna, Ottavia Della Porta), che ne rifiuta l’origine semi divina. Il primo si vendica spingendo a un f…

È con un capriccio napoletano, un Vesuvio sul fondale da cui eruttano chicchi d’uva con oblò per gli interpreti, ed è col Dioniso di Paolo Oricco che fa il re del tirabuscion e canta “‘O Tiatro è decaduto” insieme al Tiresia-pianista di Maria Luisa Abate, che parte la riscrittura del regista Marco Isidori de Le Baccanti di Euripide, condivisa con Stabile di Torino.

Non stupisce il prologo pop con cui l’acuta compagnia Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa festeggia 40 anni di vita al Vascello. Con scene e costumi quasi parlanti di Daniela Dal Cin: un graphic novel composto sopra da Palazzo di Tebe e sotto da struttura da scalare, più maschere di labbra, lingue e denti per il Coro.

Tragedia plasmata alla maniera d’un varietà ideo-logico, col semidio irrazionale e ibrido Dioniso offeso dal gretto re Penteo (recitato da una donna, Ottavia Della Porta), che ne rifiuta l’origine semi divina. Il primo si vendica spingendo a un furore bacchico le donne tebane tra cui Agave, Valentina Battistone, la madre del re, ma quando Penteo in panni femminili spia le ribelli, cade nelle loro mani infoiate e la genitrice lo sbrana scambiandolo per un leone. Dal corpo gli usciranno drappi strappati, color sangue. È impotente suo padre Cadmo, lo stesso autore-regista Isidori. Mimetismo forse ora un po’ datato ma specchio d’un lungo stile di lavoro. Dal 20/10 all’Out Off di Milano.


Le Baccanti

Regia di Marco Isidori

Voto: 3 ½ su 5

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