LO CHIAMANO Orgoglio Sat ed è una reazione piuttosto comprensibile alla presunta invasione e successo definitivo della tv via web – Netflix e, ampia, compagnia. Spiegano che come il vecchio satellite non c’è nulla: nulla di più affidabile, di più esteso, di più garantito per il pubblico. Poi ti raccontano dell’Ultra Hd in arrivo – promesse autentiche meraviglie visive – come sistema perfetto di visione: e quando si fa presente che Netflix e gli altri ce l’avrebbero già, l'Ultra Hd, alzano il sopracciglio. Come spiega il gran capo del colosso Eutelsat – flotta principale di satelliti sparsi lassù in cielo – Michel de Rosen, la rete, e soprattutto in Italia, non è il massimo dell’affidabilità per l’altissima definizione. Tanto è vero, spiega de Rosen, che il marchingegno decisivo per Netflix e gli altri è quello incorporato nei sistemi che adatta via via il segnale tv alla disponibilità effettiva della banda più o meno larga di internet: appena quella si restringe o ha un calo di efficacia, l’immagine in automatico degrada di qualità. Punto debole quanto necessario alla ricezione. E prima che in Italia vada a posto alla perfezione una cosa simile ci vorrà chissà quanto.
Secondo, come segno eloquente della persistenza di centralità via sat, non è un segreto ormai che Mediaset da gennaio dovrà aggiungere la via del satellite alla propria offerta a pagamento – Champions League compresa. Con qualche sospiro di sollievo per chi col digitale terrestre ha sempre avuto problemi o problemini, da gennaio dovrebbe essere sufficiente la parabola a patto di dotarsi di un nuovo decoder (marchiato Samsung) dedicato a Mediaset Premium. Di questo e molto altro si parlava poche sere fa nell’annuale cerimonia internazionale a Roma dei premi Eutelsat, dedicati proprio al top mondiale della tv satellitare. Mentre fluivano i riconoscimenti (presidente della giuria Duilio Gianmaria, conduttore del Petrolio di Raiuno: per l’Italia Sky Atlantic miglior canale, e non era difficile, e 1992 come miglior produzione, e qui magari c’è più dibattito. Premi anche a RaiNews 24) tra gli addetti ai lavori era tutto un interrogarsi intorno al non-convitato di pietra, appunto la tv via web e Netflix nello specifico, vista la potenza del colosso, e visto quanto se ne parla. Come detto, al momento l’atteggiamento è di condiscendenza e attesa prudente, ma nemmeno tanto: dal cielo dei satelliti è sempre arrivato il meglio, l’offerta è gigantesca e soprattutto consente il live e le news, cosa che Netflix non ha per principio: E c'è quel futuro è in altissima definizione – prevista entro il 2020 invasione di tv adatti nelle case. Tanto che, restando in zona altissima, quasi partner degli ultimi tempi è diventato il Vaticano, con il suo centro di produzione tv che grazie a facilitazioni in proprio vola appunto altissimo e vara l’Ultra Hd, vantandosene anche parecchio.
Secondo, come segno eloquente della persistenza di centralità via sat, non è un segreto ormai che Mediaset da gennaio dovrà aggiungere la via del satellite alla propria offerta a pagamento – Champions League compresa. Con qualche sospiro di sollievo per chi col digitale terrestre ha sempre avuto problemi o problemini, da gennaio dovrebbe essere sufficiente la parabola a patto di dotarsi di un nuovo decoder (marchiato Samsung) dedicato a Mediaset Premium. Di questo e molto altro si parlava poche sere fa nell’annuale cerimonia internazionale a Roma dei premi Eutelsat, dedicati proprio al top mondiale della tv satellitare. Mentre fluivano i riconoscimenti (presidente della giuria Duilio Gianmaria, conduttore del Petrolio di Raiuno: per l’Italia Sky Atlantic miglior canale, e non era difficile, e 1992 come miglior produzione, e qui magari c’è più dibattito. Premi anche a RaiNews 24) tra gli addetti ai lavori era tutto un interrogarsi intorno al non-convitato di pietra, appunto la tv via web e Netflix nello specifico, vista la potenza del colosso, e visto quanto se ne parla. Come detto, al momento l’atteggiamento è di condiscendenza e attesa prudente, ma nemmeno tanto: dal cielo dei satelliti è sempre arrivato il meglio, l’offerta è gigantesca e soprattutto consente il live e le news, cosa che Netflix non ha per principio: E c'è quel futuro è in altissima definizione – prevista entro il 2020 invasione di tv adatti nelle case. Tanto che, restando in zona altissima, quasi partner degli ultimi tempi è diventato il Vaticano, con il suo centro di produzione tv che grazie a facilitazioni in proprio vola appunto altissimo e vara l’Ultra Hd, vantandosene anche parecchio.