'Stranger Things 2', si torna a Hawkins: ecco la seconda stagione
Di MK-Ultra si sa veramente poco: sul sito ufficiale della Cia è possibile trovare ancora oggi una nota in cui l'Agenzia ammette di aver distrutto nel lontano 1973 la stragrande maggioranza dei documenti, una scelta questa che il guru americano della segretezza, Steven Aftergood, definisce un «abuso deliberato e consapevole» e che, purtroppo, ha contribuito ad alimentare ogni sorta di ciarpame cospiratorio, impedendo un dibattito serio. Sì, perché la ricerca sulle “neuroarmi” (in inglese neuroweapons) che consentono di manipolare la percezione e la coscienza delle persone a scopi militari è una cosa assolutamente seria, tanto che la prestigiosa rivista The Bulletin of the Atomic Scientists, che si occupa di controllo degli armamenti, questa settimana dedica un lungo articolo a queste armi del futuro, prendendo spunto proprio da un fenomeno pop come la serie Netflix.
'Stranger Things 2', chi ha paura di Eleven?
- L'ultima fortezza: il cervello
Stranger Things, la star è Eleven: tutti pazzi per Millie Bobby Brown
E' disponibile su Neflix la seconda stagione di 'Stranger Things', la serie di fantascienza ambientata negli anni Ottanta che ha conquistato il pubblico di mezzo mondo. Cast corale, ma a imporsi è stata fino ad oggi Millie Bobby Brown, che interpreta uno dei personaggi principali, Eleven. Tredici anni, inglese, nata a Malaga e cresciuta a Orlando è una delle più giovani attrici candidate agli Emmy ed è considerata uno dei nuovi talenti del cinema mondiale. Per interpretare il misterioso e affascinante personaggio s'è rasata i capelli. Nella serie è una stramba ragazzina, con il numero tatuato sul braccio, fuggita dal laboratorio di Hawkins. E' a conoscenza delle sorti di Will e aiuta i ragazzi Mike, Dustin e Lucas a cercarlo, spiegando come sia finito in un'altra dimensione, l'Upside down, il sottosopra del mondo reale, popolato da mostruose creature. Millie è diventata regina dei social: tredici anni e oltre 4 milioni di follower su Instagram (4,4 per la precisione), ovvero +760% rispetto ai 500.000 del 2016 (quando la serie è sbarcata su Netflix). Fra gli ultimi riconoscimenti, la copertina di Variety, la "bibbia" di Hollywood.
- La galleria degli orrori
La stimolazione magnetica transcranica, invece, mostra di essere promettente per quanto riguarda il potenziamento della memoria a breve termine e della velocità di recupero dei ricordi. «Alcune nazioni hanno mostrato interesse nell'usare queste tecniche per potenziare le capacità cognitive delle loro forze armate (sebbene le applicazioni offensive siano minime)», scrive la rivista. Ancora più inquietanti sono le possibili applicazioni militari delle “brain-brain networks”: un esperimento scientifico pubblicato tre anni fa ha permesso di trasferire un messaggio verbale da una persona in India a una in Francia senza il bisogno di pronunciare alcuna parola. Il mittente ha articolato il suo messaggio semplicemente muovendo la bocca o la lingua, gli impulsi nervosi generati da quei movimenti sono stati trasmessi direttamente al cervello della persona che si trovava in Francia e che ha ricevuto la comunicazione regolarmente. Un'applicazione militare benigna di questa tecnica può essere quella di semplificare le comunicazioni nella catena di comando e controllo, ma si possono aprire anche scenari ben più inquietanti: «Se una persona diventa il destinatario inconsapevole di certi messaggi così trasmessi» scrive il Bulletin, «impiantargli nella mente certi pensieri potrebbe diventare, almeno teoricamente, piuttosto semplice».
- Solo esperimenti da laboratorio?
Per questo la rivista, storicamente impegnata nei temi del disarmo, lancia l'allarme sui buchi nelle leggi internazionali che potrebbero consentire agli stati di sviluppare una corsa verso questi armamenti. Per esempio, i buchi nella Convenzione per le armi chimiche, che vieta questo tipo di agenti, ma non proibisce sostanze incapacitanti per il controllo della folla, tipo i gas lacrimogeni. Questo può essere uno degli éscamotage che gli stati possono sfruttare. Possono usare come copertura lo sviluppo di un composto chimico per la dispersione degli assembramenti di gente, ma poi convertire rapidamente quella sostanza in una neuroarma. «Tanto gli scienziati quanto la comunità internazionale devono rimanere vigili», avverte il Bulletin.