Elisabetta, un donna sola al comando: 'The Crown 2', la regina delle serie
Premi, premier e presidenti. Dieci nuove puntate, disponibili sulla piattaforma streaming dall'8 dicembre. Un ritorno atteso dopo il successo della prima stagione, fra le più acclamate degli anni recenti, vincitrice di due Golden Globe, per la migliore serie drammatica e a Claire Foy come migliore protagonista in una serie drammatica, oltre che di altri riconoscimenti internazionali. È un riconoscimento anche il fatto che, si dice, la vera Elisabetta II non abbia perso una puntata. Stavolta rivedrà se stessa fra il 1956 e il 1964. Numerose le new entry in The Crown 2, a cominciare dai primi ministri - le vicende di Buckingham Palace sono costantemente legate a quelle di Downing Street - Harold Macmillan (Anton Lesser), Alec Douglas-Home (David Annen). Fa la sua comparsa anche un'altra "coppia reale" che arriva da oltreoceano: John Fitzgerald Kennedy, che ha il volto di Michael C. Hall senza lo sguardo del serial killer di Dexter, e Jacqueline, interpretata da Jodi Balfour. Già in preparazione la terza stagione, già prevista la quarta.
'The Crown 2', la regina perfetta si chiama Claire Foy
La crisi coniugale, le crisi internazionali, il mondo che cambia intorno a Buckingham Palace, una donna sola al comando, Elisabetta II. Dall'8 dicembre sarà disponibile su Netflix l'attesa seconda stagione di 'The Crown', la serie che racconta la vita della regina d'Inghilterra, interpretata da Claire Foy che per questo ruolo ha meritato un Golden Globe. Eccola nei panni, ufficiali e non, di sua maestà / Leggi l'articolo
Una sovrana in bigodini. "Ho imparato a conoscere Elisabetta più come essere umano che come regina" spiega la protagonista Claire Foy, che dalla prossima stagione cederà lo scettro alla collega Olivia Colman ma intanto offre al pubblico anche l'immagine di una sovrana con i bigodini e le caviglie gonfie, "ormai so tutto di lei e questo mi ha dato la possibilità di capire che cosa questa donna abbia provato nella vita. E spero che questo si rifletta nella serie". "I riflettori - aggiunge Matt Smith, che interpreta il principe Filippo - sono puntati su momenti molto difficili che la coppia ha attraversato, cose che accadono quando un matrimonio dura così a lungo, da poco hanno celebrato settant'anni insieme. E guardateli ora, sembrano così terribilmente felici!".
'The Crown 2', la regina delle serie
Dall'8 dicembre su Netflix 'The Crown 2', l'attesa seconda stagione della serie che racconta la vita di Elisabetta II. Crisi coniugali, tradimenti, pene d'amore, una famiglia in subbuglio: tutta colpa della corona / Leggi l'articolo
Filippo, il principe allegro. Le dieci puntate entrano ancora di più, rispetto alle precedenti, nell'intimità della coppia reale e ne seguono gli alti e bassi. "Non è forse vero - ha detto Peter Morgan in un'intervista - che tutti in Gran Bretagna sanno che Filippo ha avuto una relazione?". Nella serie sono numerosi, talvolta nemmeno così velati, i riferimenti all'infedeltà di Filippo. In una puntata, ad esempio, si racconta di quando in Nuova Guinea, durante una visita nei paesi del Commonwealth, viene lasciato solo di notte nella capanna di una bellissima ragazza indigena.
Vecchio mondo addio. La serie riparte dunque dalla profonda crisi coniugale fra la regina e Filippo. Quest'ultimo ha accettato a denti stretti di partire da solo per l'Australia per aprire i Giochi olimpici e allontanarsi, così, da sua moglie. Restano le tensioni fra Elisabetta e sua sorella Margaret (Vanessa Kirby), obbligata a rinunciare all'amore della vita, Peter Townsend (Ben Miles). Via Churchill (il perfetto John Lithgow, premiato con un Emmy), gli subentra il suo braccio destro Anthony Eden (Jeremy Northam). Ecco la crisi di Suez, il paese si ritrova al centro delle tensioni internazionali. La famiglia si allarga: dopo Carlo, Elisabetta dà alla luce Andrea e poi Edoardo. "Ci lasciamo alle spalle un certo tipo di Gran Bretagna ed entriamo in una nuova Gran Bretagna", dice ancora Peter Morgan, "diamo l'addio al mondo edoardiano, post-impero che viene squassato dalla modernità. Terribile, per alcuni".
Margaret, amore e rivoluzione. La frattura è evidente anche nei costumi. Nel paese più conformista d'Europa le gonne delle ragazze si accorciano e i capelli dei ragazzi si allungano. I protagonisti si muovono sullo sfondo del cambiamento e Margaret ne diventa il simbolo. Irrequieta con il cuore infranto, si lancia in un'altra avventura sentimentale "rivoluzionaria ed eccitante - la definisce Claire Foy - ma pericolosa e instabile, e quel che è peggio è che culminerà in un matrimonio". Quello con Antony Armostrong-Jones (Matthew Goode, l'Henry Talbot di Downton Abbey) che diventerà suo marito nel 1961, fotografo conosciuto per i ritratti dei notabili di tutto il mondo. Sedici anni di alcol, droghe, tradimenti di lei, presunta omosessualità di lui, odio reciproco. "Margaret combatte per sentirsi parte di una famiglia che però non le permette di vivere come vorrebbe", spiega Vanessa Kirby, l'attrice che interpreta la sorella minore della regina, "cerca di costruirsi un'identità all'opposizione. Sceglie un uomo non aristocratico, che non riscuote l'approvazione di quel mondo perché in lui crede di trovare la salvezza: l'antitesi della propria vita e del proprio passato".