Spettacoli

Masterchef 9 seconda puntata, scelti i 20 concorrenti, tra prove tecniche e pasta fresca

Scelti i cuochi che faranno parte della gara vera e propria. Nella prima parte della serata i giudici hanno testato le competenze di ciascuno, insistendo sui punti deboli. Nella seconda parte una mega rassegna di pasta fresca, ripiena e non

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"Il grembiule grigio che indossate, dice due cose. Primo, che siete stati bravi perché avete superato la prima fase delle selezioni per entrare nella cucina di MasterChef. Secondo, che non siete stati abbastanza bravi per meritarvi direttamente il grembiule bianco". Giorgio Locatelli accoglie così gli aspiranti concorrenti della cucina di SkyUno che indossando il grembiule di "serie b" e che devono ancora battersi per conquistare un posto nella masterclass indossando quello bianco.
Dopo il debutto della prima puntata, i tre giudici sono adesso di fronte a 27 cuochi amatoriali la cui presenza fissa nel talent dei fornelli è ancora da decidere.
Ora è il momento delle prove di abilità, una serie di sfide a tema, che verteranno però, come avverte Bruno Barbieri, proprio sui loro punti deboli.

I primi a confronto sono Francesco, Michela e Daniele. Quello che nella puntata precedente non aveva convinto al 100% i giudici era la mancanza di verve. Per loro la prova è sulla frittura: sotto le cloche ecco diversi tipi di farina e di olio e dietro di loro una ricca dispensa, per creare un piatto di fritto in 20 minuti. Eppure scarso (almeno in apparenza) entusiasmo e mancanza di un'idea precisa si ritrovano anche in questa prova. Impiegano oltre 5 minuti solo per scegliere gli ingredienti, poi con lentezza procedono a impanare e cuocere. "Letargici" li definisce Locatelli. Risultato: costine di agnello crude, panature eccessive o disperse nell'olio in pentola, fiori di zucca che sono l'esatto contrario di asciutti e croccanti. Tutti e tre sono inesorabilmente eliminati.

È la volta di Tommaso, Marisa e Giulia, che aveva conquistato il grembiule grigio per un soffio grazie alla firma di chef Locatelli. Il comune denominatore tra loro è aver proposto piatti originali, ma con debolezze tecniche. Per loro la prova è proprio su una preparazione di base: la pasta al pomodoro. In venti minuti a partire da farina e diversi tipi di pomodoro fresco devono presentare un piatto di pasta. Tommaso mostra molta energia ma le sue tagliatelle sono troppo spesse. Marisa e Giulia invece passano allo step successivo.

Quando arrivano al banco delle prove Angela, il dottor Machella e Marilyn, si capisce con che cosa dovranno misurarsi: l'estetica. Infatti nella puntata iniziale, i loro piatti, pur gustosi al palato, avevano ben poco appeal. Basti pensare a quello del chirurgo in pensione, il riso al radicchio rosso e alchermes, in un piatto nero d'ardesia e guanizione di rose purpuree, che secondo Barbieri sembrava una lapide.
Al grido di “si mangia prima con gli occhi!” Cannavacciuolo invita a impiattare con classe una ricetta a partire da ingredienti scelti per loro: mango, filetto di branzino, uova sode, paprika, erbe aromatiche, radicchio, asparagi, un trancio di tonno rosso. Devono solo impiattare. Ma il risultato decreta l'eliminazione per tutti e tre. "Quando si dice che i piatti parlano... Adesso hanno detto no" sentenzia lo chef di Villa Crespi.

Altri due aspiranti chef duellano davanti ai giudici: Santo Rappazzo e Vincenzo Trimarco. Accomunati dalla lentezza nell’esecuzione delle loro preparazioni, devono affrontare una sfida proprio contro il tempo. Sotto le cloche diversi tipi di coltelli: il loro compito è eseguire quanti più tagli possibili, tra quelli codificati dalle regole di cucina, utilizzando i corretti ingredienti presi dalla dispensa, in soli 10 minuti. Precisione e velocità non sembra essere il binomio distintivo dei due e, se per Santo non c’è speranza, Vincenzo, con un numero maggiore di tagli realizzati, dimostra di riuscire a superare la sua lentezza cronica e si guadagna il grembiule bianco.

Paolo, Andrea e Francesco avevano mostrato molto nervosismo. Ma in cucina è necessario avere i nervi saldi: in 15 minuti devono preparare quante più uova in camicia possibili, sfoggiando velocità, precisione, quantità e qualità sono nel mirino dei giudici. Lo scadere del tempo trova i tre aspiranti chef con una serie poco convincente di uova davanti a sé. Paolo addirittura non usa l'aceto giusto, ma quello balsamico, errore considerato imperdonabile ("Aiuto, voglio morire" dice sconsolato Barbieri). Francesco era partito bene, ma lo stress lo fa fuori.  Le 5 uova di Andrea gli consentono, invece, di accedere alla sfida finale, per la gioia della sua bambina a cui dedica la riuscita.

Poi arriva il turno di Edoardo e Andrea Poli, che indossa il grembiule con la firma di chef Barbieri. I loro piatto sono stati giudicati poco ambiziosi, incompleti. La prova, da realizzare in 20 minuti, è "smontare" un petto d’anatra, farcirlo e legarlo con lo spago corretto, da scegliere tra quelli proposti sotto le cloche. Una prova tecnicamente impegnativa che ha lo scopo di mettere in evidenza la loro determinazione. Riesce nell’impresa Andrea, che ottiene il grembiule bianco. Eliminato invece Edoardo.

Vincenzo, Anna e Samantha, che al primo turno di selezioni non sono riusciti a dimostrare ai giudici il loro livello tecnico, ora sotto osservazione. Per sondare le abilità dei tre aspiranti chef, sotto le cloche c'è un cuore e una serie di coltelli. Hanno 30 minuti di tempo per pulirlo, tagliarlo correttamente e cucinarlo. Pur muovendosi bene tutti e tre tra i fornelli, solo uno di loro azzecca l’abbinamento ideale: è Anna ad accedere alla sfida finale.

Johanna, Alexandro e Maria Teresa avevano portato tre primi piatti legati al loro territorio (nella scorsa puntata è stato un tripudio di pasta, secca e ancora più fresca, ripiena e non) insinuando nei giudici il dubbio che solo questa portata fosse nelle loro corde. Per loro, quindi, sotto le cloche, costoletta e filetto di vitello, un batticarne, del pepe verde e del pan grattato per realizzare, in 30 minuti, una perfetta cotoletta alla milanese, un filetto al pepe verde e, con la carne restante, delle polpette. Per tutti e tre gli imprevisti non mancano e nemmeno errori piuttosto grossolani, ma, combattivi e determinati, conquistano il grembiule bianco.
All’ultimo duello vanno Simona ed Elisa, che indossa il grembiule firmato da chef Cannavacciuolo. Tutte e due avevano proposto piatti d’ingresso senza troppa personalità. Due cloche bianche, a rappresentare la loro mancanza di fantasia, nascondono un ingrediente neutro che devono caratterizzare attribuendogli colore e sapore, il nasello. Un esercizio per dire ai giudici chi sono attraverso la cucina, in 20 minuti. Elisa dimostra di non aver tecnica nel trattare la materia prima e se Cannavacciuolo poteva perdonarle tutto, questo proprio no ("Ti avevo dato una seconda chance" le dice sconsolato). Per lei l’esperienza a MasterChef termina qui. Mentre Simona supera la prova e si deve preparare per la sfida finale.

A questo punto tutti i portatori di grembiule bianco si affrontano alla pari nella "sfida delle sfide", l'ultimo step, quello che decreta la selezione dei venti che entrano nella masterclass. Coloro che potranno vedere il loro nome ricamato sul grembiule. Sono trenta (20 passati al primo turno e 10 sono reduci dalle prove di abilità), resteranno in venti.
La prima prova da affrontare metterà in luce le abilità tecniche dei cuochi amatoriali rispetto ad una preparazione che è fondamentale conoscere per dirsi chef a tutti gli effetti, la pasta fresca, "espressione massima dell’alta cucina" nelle parole di Locatelli. Avranno 60 minuti di tempo per preparare tre tipi di pasta fresca a loro scelta, di cui almeno una tipologia ripiena.

La prova ha inizio e già durante il passaggio tra le postazioni, i giudici verificano l’andamento del lavoro e, allo scoccare dei 40 minuti, sono pronti per i primi verdetti. Viene dato un inaspettato stop al tempo e davanti ai giudici sono chiamati Antonio, Marco e Milenis. Uno stop inusuale, mentre la prova è ancora in corso. Milenis viene elogiata per aver preparato i famosi ravioli del San Domenico di Imola, un ristorante due stelle Michelin che ha tra i signature dish il celeberrimo raviolone ripieno di un tuorlo. Antonio riceve i complimenti per la grazia, l'abilità con cui ha steso l'impasto: "Vederti lavorare è una delizia" gli dice Locatelli. Entrambi sono ufficialmente nella MasterClass!

Marco invece è rimprovrato per un brutto errore: la farcia ha sporcato la sfoglia mentre veniva tirata. E' fuori gara.
Anche Davide Maria Assunta e Nicolò sono chiamati all'appello. Per tutti e tre prova superata e grembiule personalizzato.
La prova successiva prevede non solo di portare a conclusione la pasta, ma servirla con un condimento perfetto per il formato scelto.
Johanna paga a caro prezzo l’aver tagliato la pasta per i tortellini con il coppapasta e viene eliminata. Come pure Gioacchino e William che hanno presentato un impasto malriuscito.
Sì invece per Marisa.
I rimanenti aspiranti chef che non hanno convinto i giudici con la tecnica dovranno, ora, giocarsi il tutto per tutto puntando sul gusto. La prova, infatti, consiste nel preparare nuovamente un tipo di pasta fresca a piacere, accompagnata da un condimento che si sposi perfettamente ad essa. Hanno 45 minuti per realizzare un primo piatto perfetto che apra loro le porte della MasterClass.

Per gli altri riparte il tempo: qualità e quantità della pasta sono sotto esame. Gli assaggi segnano la fine dei giochi e delle possibilità. I cuochi amatoriali sono chiamati a portare il loro piatto ai giudici. Tra commenti più o meno criptici, i giudici non nascondono la loro disapprovazione per gli errori grossolani commessi da alcuni. Non risparmiano critiche aspre, ma nemmeno complimenti sinceri. In alcuni casi cercano di rincuorare i malcapitati, come nel caso di Andrea in lacrime perché consapevole di aver mancato l'ultima possibilità e che esce dal programma.
Sono chiamati a tre a tre davanti ai giudici per conoscere la loro, definitiva, sorte. Ecco Giada, Nunzia e Luciano. Giada ha saputo rischiare con un piatto di ispirazione orientale, Nunzia ha puntato tutto sulla tradizione, Luciano ha usato prodotti semplici, ma ha saputo giocare sulle consistenze. Tre strade diverse che li hanno condotti insieme alla cucina di Masterchef.
Domenico, Francesca e Valerio sembravano avere le idee molto chiare già dal momento della scelta degli ingredienti, ma non tutti hanno saputo portare a termine con successo il progetto iniziale. Mentre per Francesca e Domenico si aprono le porte della MasterClass, per Valerio, l’esperienza a MasterChef termina qui.

Maria Teresa e Anna hanno entrambe tentato la strada della raffinatezza, ma a MasterChef la classe non è sufficiente e solo uno dei due piatti era anche buono, quello di Maria Teresa che può indossare il suo grembiule con il nome.

Vincenzo e Andrea Varani, in una prova basata sul gusto, hanno fatto del loro meglio, ma solo il piatto di Vincenzo ha raggiunto l’obiettivo.
Gianna, Alexandro e Andrea Poli sono accomunati dall’eccessiva emotività, sicuramente derivante dalla grande passione per la cucina. Ma la sensibilità a volte fa brutti scherzi e il peggiore lo ha giocato ad Andrea che ha commesso errori imperdonabili. Solamente Alexandro e Gianna proseguono il loro cammino.

Rossella, Vittorio e Fabio hanno proposto tre piatti molto diversi, ma che hanno raccontano molto bene il sud, i suoi sapori e i suoi ingredienti. Solo due, però, hanno convinto completamente i giudici: i piatti di Rossella e Fabio.
Ultime ad essere chiamate, Simona e Giulia. Giulia in tutti gli step di selezione si è svelata come quella “delle occasioni mancate”, ma non questa volta! Per lei l’esperienza di MasterChef sta per cominciare. Simona, invece, nonostante la passione, non è riuscita a conquistare il consenso dei giudici.

I 20 protagonisti sono, finalmente, stati scelti. La vera sfida al raggiungimento del titolo di nono MasterChef italiano e dei 100 mila euro in palio può avere inizio!