Spettacoli

Lisa Pericoli, vincitrice di 'Maitre chocolatier' , il talent in onda su Tv8 

'Maitre chocolatier', la vincitrice è Lisa Pericoli: ceci, rosmarino e funghi per la rivoluzione del cioccolato

Si è concluso il talent in onda su Tv8 presentato da Giorgio Locatelli, il premio è un contratto con Lindt

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Sul suo profilo Instagram è Lisa Dangers: un gioco di parole col suo cognome Pericoli, in inglese. Lisa ha 27 anni ed è la vincitrice di quello che si può considerare il più coinvolgente e spettacolare colloquio di lavoro nell’ambito della pasticceria di sempre. Perché Maitre Chocolatier, talent televisivo andato in onda su TV8 e presentato da Giorgio Locatelli, è sì un talent televisivo, ma allo stesso tempo è il modo scelto da un’azienda leader nel mondo del cioccolato per reclutare un nuovo speciale dipendente: il premio del programma prodotto da Brand SolutionsSky, è infatti un contratto di lavoro con la Lindt, brand del cioccolato nato in Svizzera con sedi in diversi Paesi.

Ecco allora incoronata, con toque di ordinanza e frusta da lavoro in oro, Lisa Pericoli, toscana di Poppi, in provincia di Arezzo, classe 1994, cuoca innamorata delle spezie prestata al mondo della cioccolateria.

La vincitrice di 'Maitre chocolatier' con Giorgio Locatelli 

Intervistata all’indomani della vittoria sembra ancora incredula. Ma perché è così stupita, davvero non se lo aspettava?
“Perché in tutta sincerità ho alcune lacune tecniche visto che non sono una pasticcera ma una cuoca, mentre gli altri concorrenti venivano da contesti di pasticceria professionale”.

Ma durante la gara ha avuto molte conferme, come la prova vincente dei cioccolatini ai funghi o quelli con ceci e rosmarino. Merito anche della strategia?

“In un certo senso possiamo dire così. Cioè, consapevole delle mie carenze, ho fatto in modo che i miei punti deboli – la provenienza dalla cucina salata – si trasformassero in punti di forza. Perché ero mentalmente più libera di pensare fuori dagli schemi, di attingere a ingredienti di solito non contemplati dai cioccolatieri. Ecco allora l’uso di ceci e rosmarino perché amo l’hummus o i funghi che rimandano al sottobosco del Casentino, il territorio da cui provengo o ancora l’alga nori nella puntata finale con cui ho aromatizzato l’uovo di pasqua a tema marino con guarnizione di finto corallo”.

Ed ecco anche l’uso delle spezie usate nella prova finale, in cui avete presentato ai giudici, il Maître Chocolatier Lindt Nico Tomaselli e la pasticcera Melissa Forti, la vostra limited edition che appunto sarà messa in commercio dalla Lindt. Come è nata l’ispirazione? E che effetto le fa pensare che tutti potranno assaggiarla?

“La linea si chiama 'La via della seta', un omaggio al mondo degli aromi e delle spezie, con tanto di packaging con disegni di cammelli e dromedari che attraversano terre lontane. Nasce proprio dalla mia passione per le cucine etniche. Protagonisti sono quattro cioccolatini di quattro colori e gusti diversi: paprika, pepe di Sechuan, zafferano e lemongrass. Non vedo l’ora che si diffondano e di avere i pareri di esperti e golosi”.

La linea di praline 'La via della seta' 

Come mai ha provato a partecipare al talent se non si sentiva così ferrata?

“Per la mia formazione ho frequentato l’Università dei Sapori a Perugia e poi l’Accademia dei Maestri Cioccolatieri a Belluno. Qui la mia mentore Angela de Luca che mi ha insegnato così tanto dell’arte del cioccolato mi ha spinto a provare. Così un po’ per gioco, con alcuni colleghi, abbiamo pensato di provare. E sono felice di averlo fatto. È stata un’esperienza molto formativa da diversi punti di vista, perché ho incontrato persone di ambienti diversi, ognuno con i loro percorsi che mi hanno dato tanto. E poi ho conosciuto il dietro le quinte della tv”.

Quindi se ha frequentato l’Accademia dei Maestri Cioccolatieri, la passione per il cioccolato era già accesa. Quando è successo?

“Me l’ha trasmessa mio padre Alessandro. Quando è andato in pensione ha cercato di tenersi impegnato in diversi hobby, dal metal detector al camper. Tra questi tentativi c’è stata anche la cioccolateria: aveva comprato stampini, strumenti e materiale per allestire un piccolo laboratorio. Per lui è stata una fiamma passeggera. Per me una passione che continua a crescere".

Oltre al lavoro alla Lindt nella sede italiana di Induno Olona, quali sono i suoi progetti per il futuro legati al cioccolato?

"Come ho portato un po’ del mondo salato in cioccolateria, allo stesso modo mi piacerebbe portare il cacao e il cioccolato nella cucina con la sua magia. Tutto è magico nel cacao: dalla fermentazione con gli aromi secondari che si sviluppano, alla lavorazione. Penso a un piatto di pappardelle con sugo di lepre speziato e mantecato al cioccolato e sogno di un avvicinamento tra i due mondi gastronomici”.