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Agenti Fbi, vigili del fuoco, commissari: il fascino (infinito) degli eroi in divisa in tv

Spopolano sulle piattaforme come dimostrano serie di successo 'The Night Agent', 'SWAT', 'Station 19'. Ma non sono le uniche
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Ci sono eroi che salvano il mondo in incognita, come Kiefer Sutherland in 24. Eppure il pubblico televisivo subisce di più il cosiddetto “fascino della divisa” (persino quando si tratta di un abito talare, come nel caso di James Norton in Grantchester): è affamato, insomma, di figure di riferimento autorevoli e di cui fidarsi, soprattutto in tempi incerti come questi.


Il successo lampo di The Night Agent su Netflix (rinnovato per la seconda stagione) ha già trasformato l’interprete del protagonista, il 28enne Gabriel Basso in sex symbol. Il suo Peter, relegato accanto al telefono in uno scantinato senza finestre della Casa Bianca fa scattare contemporaneamente l’effetto-crocerossina e il suo alter ego “donzella in pericolo”. È una certezza: lo chiami, risponde al volo e ha abbastanza scetticismo nel sistema per ricorrere a metodi alternativi e non fidarsi …

Ci sono eroi che salvano il mondo in incognita, come Kiefer Sutherland in 24. Eppure il pubblico televisivo subisce di più il cosiddetto “fascino della divisa” (persino quando si tratta di un abito talare, come nel caso di James Norton in Grantchester): è affamato, insomma, di figure di riferimento autorevoli e di cui fidarsi, soprattutto in tempi incerti come questi.


Il successo lampo di The Night Agent su Netflix (rinnovato per la seconda stagione) ha già trasformato l’interprete del protagonista, il 28enne Gabriel Basso in sex symbol. Il suo Peter, relegato accanto al telefono in uno scantinato senza finestre della Casa Bianca fa scattare contemporaneamente l’effetto-crocerossina e il suo alter ego “donzella in pericolo”. È una certezza: lo chiami, risponde al volo e ha abbastanza scetticismo nel sistema per ricorrere a metodi alternativi e non fidarsi di nessuno. Perfetto, insomma, se si vuole mantenere un basso profilo o darsi alla macchia.


Quando c’è invece bisogno di chiamare la cavalleria, in senso letterale, con tanto di carro armato urbano e attrezzatura speciale per sfondare porte blindate e fare irruzioni in situazioni ad alto rischio allora serve la SWAT  (su Netflix). Nella versione a puntate la squadra è capitanata da Hondo, uno che ha un nome in codice persino in borghese. Bicipiti sempre a vista e sguardo impenetrabile, Shermar Moore si è dato qui alla carriera solista dopo Criminal Minds. E ha fatto benissimo perché qui usa tutta la sua potenzialità da action hero. È l’uomo giusto in caso di attacco terroristico o rapimento, ma non scomodatelo per un caso di gattino sull’albero.


A quello ci pensano i vigili del fuoco di Station 19 (Disney+), che essendo nati come spin-off di Grey’s Anatomy, mostrano il lato più soap dei vari disastri. Tra un turno e l’altro si danno ad attività focose in caserma, ma non quelle che richiedono gli estintori. Per fortuna sono i primi a non prendersi sul serio: sembrano modelli di Abercrombie in uniforme, a partire da Robert Sullivan (interpretato da Boris Kodjoe), che gli stessi colleghi ridicoleggiano come uomo-immagine dell’arma. Affidabili, certo, ma anche perfetti per un calendario a sfondo charity.


Le caserme in tv a dire il vero sembrano tutte versioni minimal chic di spa o wellness center, inclusa quella di 911 (Disney+), anche se in questo caso i protagonisti affrontano calamità naturali come nubifragi, tornado e affidi. Ogni volta che arriva sulla scena Eddie (Ryan Guzman, già ballerino di Step Up) la temperatura della stanza sale alle stelle, ma non certo per l’incendio. Non solo ha un fascino latino innato, ma porta con sé quella tenerezza da padre single (e di un ragazzo disabile) che scatena immediatamente l’effetto-cucciolo. Veloce come un ninja, è perfetto per calarsi da una rupe, in un pozzo, giù per un tunnel o in qualunque altro spazio ad alto tasso di mortalità che si possa immaginare.


È in ottima compagnia: in Chicago Fire (su Sky e NOW) il team dei duri – la squadra Squad – è capitanato dal sergente Kelly Severide (Taylor Kinney, ex fidanzato di Lady Gaga). Come solo i veri leader sanno fare, si lancia per primo in ogni situazione ma ha un asso nella manica, l’intuito, il che lo rende un investigatore perfetto per capire se un incendio è doloso o meno. Sembra essere uscito dalla passerella dello strip club di Magic Mike. Il suo numero andrebbe salvato tra le chiamate rapide, ma solo per reali emergenze. Ora è felicemente sposato, fedele e quindi un sogno ancora più proibito.

Chi, invece, non ha intenzione di mettere su famiglia o radici è Steve McGarrett di Hawaii Five-O (Prime Video). Alex O’ Loughlin, l’attore che lo interpreta, è stato scelto da Jennifer Lopez in persona come fidanzato nella commedia Quel mostro di suocera e questo dovrebbe già spiegare tutto. Ex militare, perfetto sotto copertura e sempre pronto a partire (nonostante viva in uno dei paradisi terrestri), quest’uomo indossa raramente la divisa. Ma basta il distintivo a far girar la testa: negli inseguimenti alla Fast and Furious resta imbattibile, quindi in caso di fuga fategli un fischio. Così come lui, c’è qualcun altro allergico a procedure, regole e protocolli e fa parte dell’Intelligence, la squadra protagonista di Chicago PD (su Sky e NOW): Adam Ruzek è la classica testa calda, ma senza troppi grilli per la testa. Non un intellettuale, ma un ragazzotto d’azione. Prima che le serie crime si attenessero al politically correct, questa serie mostrava la polizia con il pugno duro. Oggi, invece, è tutto più soft, incluso l’attore Patrick Flueger, che un po’ si lascia trattare da zerbino nel privato dalla collega Kim Burgess. Ha ottime intenzioni e se non gli affidate compiti intellettuali, è la spalla giusta su cui appoggiarsi.


Dal lato opposto si trova la famiglia di origini irlandese di Blue Bloods (su Rai Due), tutta impegnata nelle forze dell’ordine a partire dal capo della polizia di New York Frank (sì, Tom Selleck di Magnum P.I.). Quasi tutti adorabilmente perfettini, hanno ben chiaro il confine tra giusto e sbagliato e non piegano mai la giustizia ai propri interessi. Jamie (Will Estes), ad esempio, è un sergente rigoroso dal visetto d’angelo, uno di quelli che vorresti ti accogliessero quando ti rubano la borsetta o subisci una truffa telefonica.


È qualcosa da evitare assolutamente invece con Tim Bradford (Eric Winter) di The rookie (Netflix), che ora fa parte della squadra Metro, un gruppo di poliziotti altamente addestrati per le situazioni in cui occorre la forza bruta e immediata. Non gli spunta mai un sorriso sul mascellone quadrato alla Ken, ma quando succede riesce a far passare persino il più acuto degli attacchi di panico. Di poche, pochissime parole, preferisce interagire poco ma darsi da fare subito. Per chi non ha tempo da perdere, insomma.

Sul fronte italiano, il ventaglio di esponenti delle forze dell’ordine dall’aspetto decisamente affascinante la lista è lunga e include Luca Argentero (Carabinieri) e Luca Zingaretti (Il commissario Montalbano), ma colui che spicca per peculiarità resta Giampaolo Morelli. L’ispettore Coliandro (Rai Play) rende la questura un luogo che vorresti quasi visitare perché ha metodi talmente surreali da risultare irresistibili. Non rientra in alcuno stereotipo machista ma siccome riesce a strappare una risata persino nelle occasioni più improbabili è colui che vorresti seguisse il tuo caso perché, pasticci a parte, ci mette sempre il cuore.