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Con Manuela Moreno al Tg2 Post c'è (finalmente) anche un po' di relax

Multischermo / Lo spazio informativo di Rai 2 riesce a mettere insieme (con serietà) sfumature diverse
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L'altra sera il Tg2 Post - spazio quotidiano serale di approfondimento - si è occupato della vicenda che coinvolge Donald Trump mentre la vicenda stessa evolveva con l'apparizione dell'ex Presidente in tribunale e, subito dopo, il corteo di Suv nerissimi che si dirigeva verso l'aeroporto, con le telecamere dall'alto che riprendevano live tutto quanto come per O.J. Simpson. Veniva da immaginare cosa sarebbe stata in altri tempi, pre-elezioni, un'analoga puntata del Post quando si stava sulle barricate, il direttore del Tg2 Sangiuliano costruiva mattone dopo mattone la sua futura ascesa ministeriale dando ogni sera uno sguardo pressoché ungherese alle vicende interne e del mondo intero - e in questo caso c'era spesso l'ideologo, o qualunque cosa sia, Bannon a fare da punto di riferimento. Invece molto è cambiato, al Tg2 Post sono tutti più rilassati, i risultati sono stati raggiunti e il racconto dello stato dell'arte in ca…

L'altra sera il Tg2 Post - spazio quotidiano serale di approfondimento - si è occupato della vicenda che coinvolge Donald Trump mentre la vicenda stessa evolveva con l'apparizione dell'ex Presidente in tribunale e, subito dopo, il corteo di Suv nerissimi che si dirigeva verso l'aeroporto, con le telecamere dall'alto che riprendevano live tutto quanto come per O.J. Simpson. Veniva da immaginare cosa sarebbe stata in altri tempi, pre-elezioni, un'analoga puntata del Post quando si stava sulle barricate, il direttore del Tg2 Sangiuliano costruiva mattone dopo mattone la sua futura ascesa ministeriale dando ogni sera uno sguardo pressoché ungherese alle vicende interne e del mondo intero - e in questo caso c'era spesso l'ideologo, o qualunque cosa sia, Bannon a fare da punto di riferimento. Invece molto è cambiato, al Tg2 Post sono tutti più rilassati, i risultati sono stati raggiunti e il racconto dello stato dell'arte in casa Trump dava abbastanza l'idea di una storia declinante, a meno di clamorosi colpi di scena futuri in sede elettorale che però gli esperti - tutti professori - tendevano abbastanza a escludere.

Quindi il Post è un luogo dove si è raggiunta una certa pace dei sensi e si possono anche tollerare cronache normalizzate, la puntata è anche riuscita benino, senza più quell'urgenza dirompente. E poi c'è lei, la conduttrice, Manuela Moreno che, sia detto in senso elogiativo, da quando si diverte con le incursioni surreali nel programma di Fiorello è ormai difficile ricondurre all'esclusivo ruolo di serissima conduttrice. Anzi, il tono più leggero e coinvolgente migliora la seriosità obbligata del ruolo. Appunto, il fumo delle barricate in fiamme è lontano e quei luoghi, segnati dal numero 2 nella gerarchia dei tg Rai, assistono anche con tranquillità assoluta alla sarabanda su nomine e rivoluzioni annunciate nell'informazione del servizio pubblico. Bella la vita.

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Pino Insegno continua a entrare e uscire da Palazzo Chigi e prima o poi, come il marziano a Roma, nessuno ci farà più caso. Per farsi notare gli toccherà magari presentarsi abbigliato come Borat, uno dei personaggi della sua carriera di bravissimo doppiatore.