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(agf)

Minnie Minoprio: "Feci scandalo in Rai ma le donne mi apprezzarono. Nuda su Playboy? Oggi siamo più bacchettoni di allora"

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A 80 anni la soubrette inglese racconta la sua 'America' in Italia: dopo gli anni vagabondi l'incontro con Walter Chiari e Lelio Luttazzi, il debutto in Rai e l'avventura recente con 'The voice senior': "Mai avuto tabù, ho un rapporto sereno col corpo ma non mi piace mostrarmi. Oggi? Non sono nonna ma 'nonnissima', faccio i mercatini"
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Turbò i sogni degli italiani in body, le gambe chilometriche, provocando Fred Bongusto che cantava Quando mi dici così, sigla finale di Speciale per noi, varietà del sabato sera di Antonello Falqui con Paolo Panelli, Ave Ninchi, Aldo Fabrizi e Bice Valori. Minnie Minoprio ebbe così successo che persino il grande Alighiero Noschese fece la sua imitazione. Svampita per contratto, Virginia Anna Minoprio diede una scossa alla tv bigotta dalla fine degli anni Sessanta. “Non ero sexy” racconta divertita, “fu Don Lurio a inventarsi quella Minnie provocante, mi diceva le mosse da fare. Io ero negata, non mi sentivo così. Poi sono mora, ma decisero che dovevo essere bionda… Alla fine sono diventata bionda per sempre”. Ha lasciato il mondo dello spettacolo nel 1992, è tornata di recente protagonista, a 80 anni - da metterci la firma - a The voice senior.  

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Turbò i sogni degli italiani in body, le gambe chilometriche, provocando Fred Bongusto che cantava Quando mi dici così, sigla finale di Speciale per noi, varietà del sabato sera di Antonello Falqui con Paolo Panelli, Ave Ninchi, Aldo Fabrizi e Bice Valori. Minnie Minoprio ebbe così successo che persino il grande Alighiero Noschese fece la sua imitazione. Svampita per contratto, Virginia Anna Minoprio diede una scossa alla tv bigotta dalla fine degli anni Sessanta. “Non ero sexy” racconta divertita, “fu Don Lurio a inventarsi quella Minnie provocante, mi diceva le mosse da fare. Io ero negata, non mi sentivo così. Poi sono mora, ma decisero che dovevo essere bionda… Alla fine sono diventata bionda per sempre”. Ha lasciato il mondo dello spettacolo nel 1992, è tornata di recente protagonista, a 80 anni - da metterci la firma - a The voice senior.  

(fotogramma)
Minnie, si è scelta questo nome d’arte perché era una fan della fidanzata di Topolino?
(Grande risata) “Ma nooo. È perché il mio cognome vero, Minoprio, era difficile da pronunciare, così per abbreviare, negli anni in collegio a Londra, mi chiamavano Minnie o Ginnie, diminutivo del mio nome, Virginia”.  

Com’è stata la sua infanzia?
“Felice, ma lontana dai genitori. Si usa così in Inghilterra, io volevo fare la ballerina, scimmiottavo le star. Il mio collegio era una specie di accademia per le arti: danza classica, canto”. 

Viene da una famiglia artisti?
“No, mamma era indossatrice, poi si è occupata di antiquariato. Mio padre faceva l’importatore di prodotti alimentari. Anche mio fratello era in collegio. Vedevamo i nostri genitori ogni tre settimane per un tè nel pomeriggio, non è come in Italia che i genitori stanno sempre con i figli. Stavamo insieme solo durante le vacanze, andavamo in Norvegia”. 

Prima volta sul palcoscenico a quindici anni.
“A Londra con Cinderella. E poi per gli spettacoli ho sempre girato, dividevo la camera con altre ragazze, mi piaceva tanto la vita da nomade, è una delle poche cose che rimpiango. Era bellissimo conoscere nuovi posti e scoprire gente nuova”. 

(ansa)
Poi è stato Walter Chiari a portarla in Italia?
“Mi vide a Londra, e mi fece entrare nella compagnia con Lelio Luttazzi, grande musicista, persona dolcissima, un vero signore. Scrisse per me due canzoni. Anno 1959, otto mesi in compagnia, una bella scuola”. 

Nel suo libro Minnie sette spiriti racconta che Chiari le mollò uno schiaffo.
“Ero una ragazzina, lui il capocomico, avrà avuto 35, 36 anni, non so. Non poteva permettere a una novellina come me di rispondergli male e sì, mi diede uno schiaffetto, insomma mi mise al mio posto. Io stessa, nelle mie compagnie, ho avuto ballerine di 15, 17 anni e non era facile. Le altre soubrette avevano i boys, io ero accompagnata da un gruppo di ragazze”.  

Non dica che le prendeva a sberle.
“Le rimproveravo, niente schiaffi. Ma la disciplina quando si lavora in una compagnia, è fondamentale. Walter era un grande artista, è stato importante nella mia carriera, ho imparato tanto”. 

Mai subìto molestie?
“Da giovane signora una volta mi è successo, credo che sia capitato a tante donne, perché gli uomini ci provano. Ho avuto la prontezza di spirito di ridicolizzare l’avance”.  

In tv arrivò come cantante sexy e soubrette svampita, tutta mossette ammiccanti e miagolii. Chi ideò questa immagine?
“Don Lurio. Ha capito dopo, quando mi avevano già ingaggiato, che non ero provocante. Ero alta e magra, allora mi dava suggerimenti di ogni tipo: ‘Cerca di fare così’, ‘muoviti così’. Ma io dentro sono un clown, rendevo comica la cosa, ero talmente esagerata che non riuscivo a essere provocante. Fare seriamente la maliarda non era da me. Bella ragazza sì, ma non gattina”.

Però nella Rai bacchettona fece scandalo lo stesso con quel body frangiato.
“Uh sì, scandaloso. Ma è stato bello perché ho avuto gli applausi delle donne. Vedendo quella scenetta con Bongusto hanno capito che potevano mettersi in gioco, provocare e fare la prima mossa, invece di aspettare. È stato quasi liberatorio”. 

E come andava con Bongusto?
“Mah. Non mi ha mai detto niente, lì per lì si divertiva. Dopo, quando gli impresari lo chiamavano per fare una serata, e volevano lui ma insieme a me, forse un po’ lo infastidiva”.  

Poi Falqui le ha fatto fare la Monaca di Monza nella parodia dei Promessi sposi nel varietà Al Paradise: c’erano Al Bano e Romina, il quartetto Cetra. Lì era buffa davvero.
“È la cosa che mi è piaciuta di più fare, amo far ridere le persone. Fare la comica mi diverte tanto”.  

Ma lei voleva fare la cantante, l’attrice o la showgirl?
“A 80 anni non ho ancora le idee chiare. Volevo fare tutto, mettermi in gioco. Ho assaggiato ogni forma di spettacolo”. 

Come andò l’incontro con Federico Fellini?
“Troppo magra per lui. Mi volle incontrare per Amarcord pensava a me per il ruolo di Gradisca. Mi disse ‘mangia, mi raccomando’. Un po’ come la storia di Hansel e Gretel, con la strega che controlla le dita dei bambini se erano ingrassate. In quel periodo lavoravo tanto, perdevo un chilo dopo ogni spettacolo. Fellini fu molto carino, mi invitava a Cinecittà, mangiavamo con il mio manager ma niente da fare: non ingrassavo. Niente ruolo”.  

Metabolismo del ghepardo. Ha posato nuda, si è mai pentita?
“Spogliarsi negli anni Ottanta era normale: in spiaggia in topless, le foto osé facevano parte dell’iter. Oggi sembra un po’ strano, siamo tornati a essere un po’ bacchettoni ma allora anche Iva Zanicchi posò per Playboy. Anni Ottanta: luccichii e nudo, doveva essere tutto sexy, pensi al cinema, tutte quelle commedie. Mai avuto tabù, ma sono abbastanza prude, ho un rapporto sereno col mio corpo ma non è che mi piaccia mostrarmi”.  

A un certo punto si inventarono la rivalità con la Carrà, doveva essere l’anti Raffaella?
“Ma figuriamoci, i giornali dovevano scrivere qualcosa, chi poteva minacciare la popolarità di Raffaella? Hanno inventato, non c’è mai stata storia. Abbiamo fatto insieme Ciao Rudy con Marcello Mastroianni, con lei, Angela Pagano, Paola Pitagora, tredici attrici. L’anno successivo c’era Loredana Bertè. Anche in un’altra commedia musicale, Forse sarà la musica del mare con Lando Buzzanca, poi venne Loredana”:  

È ambiziosa? Avrebbe potuto fare molto di più, o all’epoca la Rai la mise da parte?
“La Rai mi mise da parte, forse non sapevano cosa fare di me: ero un po’ tutto, un po’ niente. Non mi offrivano cose importanti. A un certo punto ho formato una mia compagnia di musical: giravo l’Italia, andavo nelle tv private”. 

Non hai rimpianti?
“È andata bene, ho lavorato tantissimo, il lavoro mi ha dato grandi soddisfazioni, ma sì, forse un po’ di rammarico c’è. Prima della sigla con Bongusto avevo fatto conduzioni, concerti, teatro, di tutto e di più, dopo il primo successo la Rai mi ha un po’ abbandonata. Mi dispiace che non mi abbiano valorizzata”. 

Nel 1962 ha sposato Giorgio Ammanniti da cui avuto suo figlio Giuliano. Dal 1973 è legata a Carlo Mezzano, con cui è convolata a nozze nel 1984. Cinquanta anni insieme: come si resiste?
“Con Carlo abbiamo lavorato insieme, non hai tempo di perderti ma ci sono anche più occasioni di confronto. Anche noi litighiamo. Abbiamo avuto liti terribili, ma sul fronte professionale. Ho capito che per stare in coppia ci vuole molta tolleranza. Io sono inquieta, devo sempre fare qualcosa”. 

Nel 1992 ha lasciato il mondo dello spettacolo. Pentita?
“Avevo veramente fatto tutto, non mi divertivo più, ero stufa di vivere con la valigia. Volevo costruire una casa dove vivere. Ed è bellissimo aver realizzato questo sogno: ho un bel giardino, gli animali”. 

Il rapporto con gli anni che passano?
“Ho qualche acciacco. Mi stanco un po’ di più, è normale, ma sono più o meno uguale a prima. Sono positiva. Non è cambiato molto nella mia vita, nessun intervento estetico. Devo confessare che sono anche contraria ai tatuaggi, mi fanno impressione”.  

A 'The voice senior' 
Com’è stato tornare in tv? Si è divertita a The voice senior?
“È stata dura, canti due minuti e poi tanti filmati, ti racconti, ma è stato gratificante perché è un modo per farsi conoscere. E la compagnia era bellissima. Poi è un programma positivo, che incoraggia chi ha una certa età. L’importante è avere interessi, stare con gli altri”. 

Da anni si è dedicata al jazz, cantare è la cosa che le piace di più? 
“È meraviglioso. Nel mio locale a Roma, il Cotton club, organizzo eventi, ora sto facendo il Minnie social club, un appuntamento il giovedì sera, dove invito sia i colleghi di The voice che gli altri musicisti. È un incontro amichevole tra artisti che non hanno molto spazio, è bellissimo vedere queste persone felici”. 

Fa sempre i mercatini?
“Sono la mia valvola, sono una collezionista seriale. Ho la passione dei tappeti persiani, sono persino appesi alle pareti, ho i muri coperti di piatti, vivo così. Faccio i mercatini regolarmente, metto in vendita le cose. Tutti si fermano a chiacchierare, prima avevo il banco a Ponte Milvio, ora a Monterotondo. Poi con mio marito andiamo a San Benedetto del Tronto al mercatino delle Palme, a Pescara. Li vivo come una vacanza”. 

(fotogramma)
Che nonna è?
“Sono nonnissima, la nonna che dà i baci. Mio figlio ha due bei ragazzi, quando erano piccoli mi chiamavano la ‘nonna che bacia tanto’”. 

Altro che educazione inglese e tè ogni tre settimane.
“In questo sono una nonna italiana. Adesso i miei nipoti hanno 21 e 19 anni, ma io li acchiappo, li abbraccio e li bacio lo stesso. Quando saranno vecchi si ricorderanno dei miei baci”. 

Invece, come mamma?
“Quando ho avuto la separazione dal papà di mio figlio, nel periodo in cui stavo meno a Roma, se ne occupava lui, per cui la fase dell’adolescenza me la sono persa. Ho recuperato dopo”.