Il mondo di 'Vera', la classicità del giallo in tv
di Antonio DipollinaAl netto dell’aria nuova e frizzante che adesso si avverte parlando dei canali di Discovery (si scherza…) succede che su Giallo — in chiaro, al numero 38 — è tornata la numero uno della programmazione, peraltro piena di prodotti simili, soprattutto di marca inglese. Ossia Vera — ieri il primo dei quattro film-tv della stagione 12, gli altri a cadenza settimanale. Ci sono i libri di Ann Cleese in origine, ma come spesso accade in questi casi il personaggio tv ha preso vita propria e, a patto di essere appassionati al genere e apprezzare la classicità del giallo con detective e casi da risolvere, ci si è affezionati da tempo.
Con la differenza che in questo caso non si parla solo della protagonista e dei personaggi fissi, ma soprattutto dell’ambientazione, che connota e influenza tutto. Northumberland, Inghilterra del nord-est, le spiagge lunghissime richiamano tutto fuorché vacanze e allegria, al massimo sono approdo per…
Al netto dell’aria nuova e frizzante che adesso si avverte parlando dei canali di Discovery (si scherza…) succede che su Giallo — in chiaro, al numero 38 — è tornata la numero uno della programmazione, peraltro piena di prodotti simili, soprattutto di marca inglese. Ossia Vera — ieri il primo dei quattro film-tv della stagione 12, gli altri a cadenza settimanale. Ci sono i libri di Ann Cleese in origine, ma come spesso accade in questi casi il personaggio tv ha preso vita propria e, a patto di essere appassionati al genere e apprezzare la classicità del giallo con detective e casi da risolvere, ci si è affezionati da tempo.
Con la differenza che in questo caso non si parla solo della protagonista e dei personaggi fissi, ma soprattutto dell’ambientazione, che connota e influenza tutto. Northumberland, Inghilterra del nord-est, le spiagge lunghissime richiamano tutto fuorché vacanze e allegria, al massimo sono approdo per pescherecci sbrindellati e addetti che tirano l’anima coi denti per far quadrare i conti. Oppure spiagge dove si arena una barchetta e dentro c’è un cadavere, come nell’episodio di ieri. Per la produzione degli episodi una voce a costo zero è quella degli occhiali da sole: o piove oppure i nuvoloni minacciano e la gente è fatta allo stesso modo. Il fascino che sprigiona da tutto quanto è di quelli da indagare, ma c’è, esiste e trascina ogni puntata — un film-tv di un’ora e mezza — dentro una qualche faida famigliare sottesa, fino a che l’esasperazione di qualcuno, la cattiveria innata o qualche meteoropatico di passaggio produce il morto ammazzato. A quel punto si sente il rombo di un fuoristrada scassato degli anni 80 e arriva lei, la detective meno fashion, e meno giovane, del pianeta e si sa come finirà. Lei è Brenda Blethyn, ottime prove e premi conquistati nel cinema ufficiale, ma ormai Vera per sempre, ovvero entrata nel novero degli attori che nessuno riesce più a staccare dal personaggio. E succede soprattutto nel giallo, come si sa.
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“Il vero terrore è svegliarsi una mattina e scoprire che la tua classe del liceo governa il paese” (Kurt Vonnegut).