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Alex Schwazer, il Grande fratello e la marcia verso l’oblio

Multischermo / La scelta di partecipare al reality di Canale 5 rappresenta l’ennesima sconfitta per l’olimpionico
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No, non era una buona idea. Alex Schwazer, marciatore olimpionico e poi incappato in pessime storie di doping, ha chiuso mestamente l’altra sera al Grande fratello il suo tentativo di ottenere una riduzione della squalifica sportiva e tentare così di partecipare alle Olimpiadi di Parigi il prossimo anno.

Schwazer, contribuendo al pathos del programma, e quelli sono obblighi contrattuali, ha svelato in diretta che l’ultimo ricorso era stato respinto e quindi niente Parigi. L’esperienza al Gf dell’atleta sarà a questo punto stata utile per altri motivi, ma per quello principale proprio no. Anzi, la bassissima resa mediatica della sua partecipazione, e adesso della sconfitta, aumenta le perplessità sull’efficacia del tentativo: e ci sarà sicuramente chi penserà che l’aver cercato una ribalta simile (dopo essersi fatto confezionare anche una docuserie totalmente innocentista su Netflix) alla fine gli abbia pure giocato contro – in ballo ci sono giudici sportivi internazionali che sanno be…

No, non era una buona idea. Alex Schwazer, marciatore olimpionico e poi incappato in pessime storie di doping, ha chiuso mestamente l’altra sera al Grande fratello il suo tentativo di ottenere una riduzione della squalifica sportiva e tentare così di partecipare alle Olimpiadi di Parigi il prossimo anno.

Schwazer, contribuendo al pathos del programma, e quelli sono obblighi contrattuali, ha svelato in diretta che l’ultimo ricorso era stato respinto e quindi niente Parigi. L’esperienza al Gf dell’atleta sarà a questo punto stata utile per altri motivi, ma per quello principale proprio no. Anzi, la bassissima resa mediatica della sua partecipazione, e adesso della sconfitta, aumenta le perplessità sull’efficacia del tentativo: e ci sarà sicuramente chi penserà che l’aver cercato una ribalta simile (dopo essersi fatto confezionare anche una docuserie totalmente innocentista su Netflix) alla fine gli abbia pure giocato contro – in ballo ci sono giudici sportivi internazionali che sanno benissimo cosa farsene del Grande fratello.

Dopodiché magari è davvero un’ingiustizia, magari è anche uno scandalo, ma Schwazer e chi lo consiglia e sostiene dovrebbero anche farsi qualche domanda. Discorso diverso per quelli del Gf: quella sorta di metaverso smandrappone che ormai staziona tra i palinsesti – e sempre con buoni riscontri – è da sempre strapieno di vicende e incroci quantomeno pettinati dagli autori, a fin di bene, di share, di progetto. Ma nell’occasione forse ha avuto per la prima volta una storia terribilmente vera, dentro. Potranno aggiungerla al curriculum e anche vantarsene. Ma per chi vi finisce dentro, il lieto fine in un contesto simile è sempre assai complicato da raggiungere.

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Impazza in tv lo spot con l’attore comico che vuole farsi rottamare l’auto e l’azienda è entusiasta. E allora l’attore chiede: “Ma non è che rottamate anche mia suocera?”. In effetti la nuova egemonia culturale sta cambiando il tempo: al momento siamo ritornati agli anni 50.

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