Non hanno ancora varcato la soglia del Teatro Ariston di Sanremo, ma i La Sad, concorrenti ufficiali della settantaquattresima edizione della kermesse in partenza il 6 febbraio, hanno già fatto parecchio discutere. Perché sebbene non sia Sanremo senza una buona dose di polemiche, i La Sad hanno attirato l’attenzione e fatto storcere qualche naso prima ancora di iniziare. Nel dubbio, però, loro vanno avanti per la loro strada, in un atteggiamento definito da molti quasi Autodistruttivo.
Che è proprio il titolo del loro brano in gara: “Parla di un ragazzo che da quando è nato non riesce a farsi accettare dalla sua famiglia, dai suoi amici, dalla società – ha rivelato il gruppo alle telecamere di RaiPlay – e quindi si imbatte in una sofferenza della non accettazione del suo essere”.
Al centro delle polemiche i loro testi con droga e sesso che, uniti al look non convenzionale dei tre membri Theo, Plant e Fiks (al secolo Matteo Botticini, Francesco Emanuele Clemente ed Enrico Fonte), rispettivamente capelli verdi, ricci blu e cresta rosa, hanno già scioccato i benpensanti. “Molte delle nostre canzoni sono state scritte tre o quattro anni fa, sono il risultato anche di errori che abbiamo superato dopo essercene resi conto – avevano però rivelato i tre in un’intervista per Repubblica – altre sono più attuali e sono il risultato di riflessioni sulla società del momento, ma non vorremmo spoilerare troppo la canzone del Festival”.
Una canzone che, stando a quanto riferito a RaiPlay, “La definiremmo rock, ma non ha genere, siamo noi il genere. È La Sad. Le radici comunque sono nel punk rock, però c'è tanto pop, trap, queste cose. Un mix di tutto”.
“Le nostre canzoni sono semplicemente la lettura di un quadro di ciò che stiamo vivendo, non stiamo consigliando a nessuno di comportarsi come noi, noi semplicemente siamo veri in quello che scriviamo” avevano continuato a Repubblica rispondendo al polverone creatosi, “Tre anni fa ci siamo ritrovati in un momento di grande difficoltà, nelle canzoni raccontavamo quello che stavamo vivendo, senza elogiarlo. Oggi possiamo dire che ne siamo usciti con un senso di rivalsa, dagli errori si impara e si diventa persone migliori”.
Insieme dal 2020, il turbolento collettivo ha citato i fondatori della emo-trap, Juice Wrld, Lil Peep, i Blink-182, i Rancid e gli Nofx come loro ispirazione, ed è ora pronto per portare un po’ di scompiglio sul palco dell’Ariston.
E mentre il conduttore e direttore artistico Amadeus sui social dice: “Sono andato a vedere sul vocabolario il significato della parola pregiudizio, opinione preconcetta capace di fare assumere atteggiamenti ingiusti, ecco perché io non amo le persone che hanno un pregiudizio, verso qualcuno o qualcosa", i La Sad gli rispondono: “Ad Amadeus vorremmo dire che è un cucciolone, grazie per averci scelto, sei coraggiosissimo”.