Le pagelle della serata finale di Sanremo 2024: magnifico Mahmood
di Ernesto AssanteAngelina Mango alla fine ha conquistato la 74esima edizione del Festival di Sanremo al termine di una votazione molto articolata. I nomi dei primi cinque classificati hanno infatti riproposto i loro brani: le votazioni precedenti sono state azzerate e il risultato finale è stato frutto di una nuova votazione del pubblico con il televoto (34%), della sala stampa, tv e web (33%) e delle radio (33%).
Rose Villain
Click boom!
Due pezzi diversi messi insieme, quello melodico è prevedibile e noioso, quello dance è decisamente più divertente. Ma, nonostante lei canti bene, la somma delle due canzoni non è sufficiente a farne una bella
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Bnkr44
Governo punk
I Bnkr44 sono simpatici, vitali, piacevolmente irregolari, generazionalmente credibili. Alla fine è diventato il mio singolo preferito. Lo canticchi…
Angelina Mango alla fine ha conquistato la 74esima edizione del Festival di Sanremo al termine di una votazione molto articolata. I nomi dei primi cinque classificati hanno infatti riproposto i loro brani: le votazioni precedenti sono state azzerate e il risultato finale è stato frutto di una nuova votazione del pubblico con il televoto (34%), della sala stampa, tv e web (33%) e delle radio (33%).
Rose Villain
Click boom!
Due pezzi diversi messi insieme, quello melodico è prevedibile e noioso, quello dance è decisamente più divertente. Ma, nonostante lei canti bene, la somma delle due canzoni non è sufficiente a farne una bella
5
Bnkr44
Governo punk
I Bnkr44 sono simpatici, vitali, piacevolmente irregolari, generazionalmente credibili. Alla fine è diventato il mio singolo preferito. Lo canticchierò volentieri da domani
7
Clara
Diamanti grezzi
Un ottimo esordio sanremese per Clara, che dimostra una sicurezza e uno stile tutt’altro che da esordiente. Fa bella figura con la sua voce anche se la canzone è fin troppo prevedibile
6
Sangiovanni
Finiscimi
Immeritatamente ultimo nella classifica provvisoria, Sangiovanni cerca di crescere proponendo una canzone che non entra negli schemi prevedibili della maggior parte delle canzoni italiane di oggi, non cerca il tormentone, sfugge alla ballata romantica declamatoria, alla dance, al rap, e lui la interpreta usando al meglio le sue piccole ma personali doti. Poteva ripetersi e giocare sul sicuro, invece rischia, perde, ma cresce e migliora
7
Fred De Palma
Il cielo non ci vuole
Canzone dalla doppia lettura, d’amore e introspettiva, dance e melodica. De Palma senza reggaeton è meglio
6
Mr. Rain
Due altalene
Brano mediocre, che non brilla di nessun tipo di luce. Mr. Rain ha uno stile consolidato, senza grandi difetti, ma anche privo di particolari pregi
5
La Sad
Autodistruttivo
La Sad con il testo di Autodstruttivo e il loro sostegno a Telefono Amico fanno una cosa buona e giusta. Il pezzo non è proprio il massimo, ma rispetto ad altre cose ascoltate al festival non è poi così male
6
Maninni
Spettacolare
C’è di peggio di Onda alta? Si, c’è Spettacolare di Maninni, che è una vecchia canzone ribollita per l’ennesima volta e rimessa sul piatto. E anche se volessimo dire che la musica è brutta come quella di D’Amico, il testo è decisamente peggiore
5
The Kolors
Un ragazzo una ragazza
Avrei dato volentieri 5 ½ ai Kolors, perché per quanto il pezzo suoni bene e si lasci ascoltare, è solo quello che un tempo sarebbe stato definito un ‘ballabile’, carino e nulla più. Poi però ammetto che la canzone mi diverte di più di quella di Dargen D’Amico, quindi merita un voto più alto. E poi Stash, che ha David Bowie tatuato sul petto e ha chiamato una figlia Grace, come un brano di Jeff Buckley, e un’altra Imagine, come la canzone di Lennon, potrebbe sempre scrivere cose migliori
6
Ricchi e Poveri
Ma non tutta la vita
Capiamoci: la loro canzone è perfettamente in linea con tutto quello che hanno fatto nella loro carriera piena di successi, aggiornando il catalogo dei suoni e dei ritmi. Quindi perché dare loro un voto basso? Certo, Ma non tutta la vita non è tra le migliori del Festival. Ma i Ricchi e Poveri vanno visti come un “classico” e da tale vanno trattati, perché sanno fare ancora spettacolo con garbo e energia
6
Il Tre
Fragili
Mentre si faceva fare tutti i tatuaggi che gli coprono il corpo ha trovato anche tempo di diventare un bravo rapper e un bravo cantante e autore. Siamo generalmente nell’ovvio, ma con un flow ad alta velocità e una grande simpatia, del tutto romanesca, riesce a mettersi in luce bene
6.5
Emma
Apnea
Pur restando nei confini del mainstream, sempre troppo a dire il vero, la ‘nuova’ Emma è decisamente meglio della precedente. Sfumature e dinamica, non solo potenza nel cantare, le permettono di proporsi al meglio
6
Geolier
I p' me, tu p' te
Geolier gioca con la formula musicale del Lazza di Cenere, punta meno sul rap e più sulla canzone, e sembra che abbia avuto ragione, perché l’artista di maggior successo del 2023 si conferma anche sul palco del Festival
6.5
Angelina Mango
La noia
Ammetto di aver capito in ritardo il pezzo, traviato dal ritornello davvero troppo facile. Invece La noia non è niente male, con un testo non banale e una Angelina Mango che ha una gestione dello spazio scenico davvero notevole, anche cadendo. E canta davvero molto bene
7
Annalisa
Sinceramente
Sinceramente non è una grande canzone. Lei fa del suo meglio per far divertire e ballare chi ascolta, è una brava entertainer, canta bene e si è ormai ritagliata uno stile pop ben calibrato
6
Ghali
Casa mia
Non è proprio un pezzo musicalmente memorabile, costruito su una troppo lunga serie di cliché. Ma ha un testo notevole e Ghali si prende la libertà di dire stop al genocidio prima di scendere dal palco. Moderno e serio, quanto leggero e pop
7
Irama
Tu no
Irama ha un pregio evidente, quello di non cantare come altri, ha una sua voce e un suo stile, non confondibile. Ed è bravo nel rendere credibile un testo d’amore che lui ‘soffre’ cantando. Performance notevole
6.5
Alfa -
Vai!
Ogni sera ci ritrovo un altro riferimento, quindi oltre agli evidenti Blur, ai One Republic, in fondo c’è anche qualche eco dei Mumford & Sons versione acustica. Ma alla fine non è un male, perché il pezzo suona assai bene e Alfa lo interpreta con sicurezza
6
Alessandra Amoroso
Fino a qui
Canzone pennellata sullo stile di Alessandra Amoroso, per mettere in luce non solo la sua potenza quanto la sua personalità. Sufficientemente tradizionale e sufficientemente ‘moderna’ per farle fare bella figura
6
Fiorella Mannoia
Mariposa
Grande testo, su un ritmo latino nel quale Fiorella Mannnoia sta davvero a suo agio. Solo complimenti per la sua presenza, per il suo stile, per la sua coerenza
6.5
Diodato
Ti muovi
Un tempo c’erano i grandi cantautori italiani. E ci sono ancora, come dimostra Antonio Diodato che è davvero un bravo autore e un bravissimo cantante. Ti muovi è intensa, profonda e romantica, carica di tutto quello che una grande canzone deve avere
7.5
Santi Francesi
L'amore in bocca
Un gran bel brano, che brilla perché sfugge alle ovvietà del mainstream, perché mette in luce le doti musicali della band e soprattutto quelle vocali di Alessandro De Santis, uno dei migliori interpreti emersi negli ultimi anni
8
Mahmood
Tuta gold
È il pezzo migliore del festival, contemporaneo, originale, non inutilmente sofisticato ma al tempo stesso mai banale e pieno di sorprese. E Mahmood lo canta magnificamente giocando e ballando sul palco in piena libertà, quella giustamente che celebra alla fine del brano
9
Negramaro
Ricominciamo tutto
Non riusciamo ragionevolmente a non amare la musica dei Negramaro, e anche questa canzone sostenuta dalla voce, bellissima, di Giuliano Sangiorgi. Esecuzione e interpretazione magistrali, rock e melodia, potenza e sentimento. Fatelo voi se siete capaci
7.5
Loredana Bertè
Pazza
La confessione rock di Loredana Bertè è forte e credibile e gli applausi la Berté se li merita tutti. Lei, che non ha bisogno di essere perdonata, il suo festival lo ha vinto alla grande, comunque
6.5
Il Volo
Capolavoro
Bisogna dire la verità: la distanza tra Grande amore, Sanremo 2015 e Capolavoro, è il segno della strada fatta da Ignazio Boschetto, Gianluca Ginobre e Piero Barone, che sono cresciuti, cambiati, migliorati. Cantano sempre alla grande e hanno, finalmente, una canzone all’altezza delle loro voci
6
Dargen D'Amico
Onda alta
La canzone, musicalmente parlando, lascia il tempo che trova e, per quello che ci riguarda, ne trova pochino. Poi Dargen D’Amico prova a riscattarla con un testo che ha migliori ambizioni. Onda alta è una conferma del suo stile, ma l’insieme, alla fine, funziona poco
5.5
Gazzelle
Tutto qui
Una canzone bella e ben scritta, in bilico tra brit-pop e Venditti, ogni volta che la si ascolta migliora e la si canta volentieri. Una canzone, non un tormentone, non una ballata sanremese, pop italiano di oggi scritto e cantato ottimamente da un bravo cantautore
7.5
BigMama
La rabbia non ti basta
BigMama ci piace, ci è sempre piaciuta, quando era più estrema e provocatoria, e ora che è più popolare e aperta. Il testo è bello, ‘credere nei propri sogni salva, se vuoi ballare balla, la rabbia non ti basta”, lei lo canta con tutta la passione e la forza che ha, e fa davvero bella figura
7.5
Renga Nek
Pazzo di te
Sono belli e simpatici, cantano benissimo. La canzone non sarà particolarmente bella ma è perfetta per loro due che cantano davvero “insieme”, con la loro forza, la loro amicizia e la loro indiscutibile classe. Il voto non è alla canzone, dunque, ma a Renga e Nek, che se lo meritano
7