È una delle ultime vere novità degli ultimi anni, un fenomeno televisivo e di costume, diventato virale sui social: da stasera su Rai 2 torna Belve con Francesca Fagnani. Si parte con Matteo Salvini che prima di farsi intervistare non avrebbe posto alcuna condizione: “Non ha chiesto di leggere prima le domande né di fare tagli. È stato impeccabile. Uno dei pochi politici (La Russa, Renzi, Raggi, ndr) ad aver accettato il mio invito”, ha rivelato Fagnani al Messaggero. Inoltre, la giornalista ha anche raccontato di essere rimasta sorpresa “umanamente” dal vicepresidente del Consiglio: “È molto meglio di quello che sembra. È stato simpatico e mai arrogante. Ho invitato anche Conte e Schlein, senza riuscirci”.
Le altre ospiti della prima puntata sono Loredana Bertè e Carla Bruni. Il più atteso, dopo la separazione da Chiara Ferragni, è Fedez, che si racconterà la prossima settimana, il 9 aprile. Aveva invitato anche lei, ma non ha avuto risposta: “Mi ha detto che doveva pensarci, non l’ho più sentita”.
Romana, 47 anni, viso d'angelo e fieramente belva, Fagnani , laurea in Lettere, gavetta con Giovanni Minoli e Michele Santoro, che considera i suoi maestri di giornalismo, esperta di criminalità – il 20 aprile uscirà il suo nuovo libro, Mala – si inventa Belve che nel 2018 e nel 2019 va in onda su Nove (interessante l’intervista a Giorgia Meloni, che svela molto di sé) e poi approda su Rai 2 dal 2021. Quella domanda che diventa un tormentone, con cui inizia ogni incontro “Che belva si sente? “ diventa un marchio di fabbrica.
Per lei “belva” ha una connotazione positiva: “Sono donne, e qualche uomo, che si sono saputi prendere i loro spazi senza attendere gentili concessioni altrui”. Determinazione, autoironia e notevole ambizione, Fagnani – che dal 2013 è legata a Enrico Mentana – dopo tante inchieste sulla criminalità in televisione in giro per l’Italia, con Belve trova il suo format perfetto, è sempre più brava e sicura di sé al punto che Amadeus la chiama a Sanremo: l'8 febbraio 2023 è co-conduttrice della seconda serata del Festival dove porta un monologo sulle carceri minorili. Sul palco dell’Ariston, tra gli applausi, arrivano in milioni di case le parole dei ragazzi del carcere di Nisida. Sfrutta il palco più visto per trattare un tema delicato e importante. Le belva bionda che conquista copertine e diventa popolare, intervista dopo intervista, tra sorrisi, confessioni e imbarazzi da parte degli ospiti, libretto rosso con le domande tra le mani, inventa un nuovo modo di stanare attori, cantanti, politici.
Fiorello, trasformandosi in Belvo, le fa il verso e una grande pubblicità. Con Belve parla a un pubblico largo e ai giovanissimi, gli incontri finiscono “spacchettati” ovunque, sui social e diventano virali sul web. In fondo la messa in onda è l’ultima cosa e i risultati, sui social, sono da record. Il programma viene promosso in prima serata e l’anno scorso il finale di stagione è stato da record. Chiude con quasi un milione e 300mila spettatori (share del 7,3%. Nelle cinque puntate si è attestato su una media di share del 5,5% con oltre 1 milione di spettatori medi, e con punte spesso vicine al 10%. Solo l’ultima stagione ha collezionato più di 1,4 milioni di interazioni e 8,3 milioni di visualizzazioni complessive dei contenuti video.
Fagnani è diventata una star di TikTok con 299,5 milioni di visualizzazioni, dato che, spiegava a Repubblica, la rende orgogliosa. “Mi gratifica quando i ragazzini mi fermano. Chiedo sempre: ma tu quando hai visto Belve? Parlando di una tv più moderna bisognerebbe anche pensare al pubblico giovane: lo abbiamo intercettato. RaiPlay ha già un ruolo importante”. Confessava che andrebbe a farsi intervistare a Belve "perché alla fine, se mostri un aspetto meno noto hai vinto. Andare in tv in modalità autopromozionale non è simpatizzante. Mostrarsi in parte per come si è — perché è tv, non è psicanalisi — lo è. Pensi a Rocco Casalino e alla gaffe su Madame Bovary, una poesia di Baudelaire. Lo facevano arrogante, invece…”. Convinta che chi fa gaffe piace più dei perfettini, si è ritrovata davanti a intervistati che hanno rivelato anche le dipendenze e la malattia. “E’ un cambiamento culturale, prima la parola cancro non veniva neanche nominata. Mostrarsi con verità è un modo di condividere. Non solo chi ascolta ma anche chi parla di quel problema, esce dalla solitudine”.