Vera, la detective fuori moda che piace a tutti
di Antonio DipollinaLa scena finale dell’episodio più recente la vede incamminarsi verso il Great North Bridge, ovvero siamo a Newcastle, il cielo non promette bene e lì, a quel punto, è tutto bellissimo: ma dipende dall’umore personale dello spettatore e magari dipende anche dal tempo là fuori, se sta piovendo, meglio. Brenda Blethyn a ogni nuova stagione di Vera (il mercoledì sera su Giallo - gruppo Discovery, ormai è meglio sottolinearlo più spesso) confessa di sentirsi di nuovo a casa. Più o meno è la stessa sensazione di quelli che nel tempo, ormai parecchio, si sono affezionati al personaggio, alla sua squadra investigativa e, soprattutto, al Nord-Est d’Inghilterra, con angoli magnifici e distese brullo-marine che mettono autentica inquietudine.
Siamo alla stagione numero tredici, ma non è una storia massiccia: sono film-tv autoconclusi, a ogni stagione sono tre, massimo quattro. Talmente un classico che ormai si gira l’episodio di Natale.
I romanzi d’origine sono di Ann Cleeves ma qui siamo ben olt…
La scena finale dell’episodio più recente la vede incamminarsi verso il Great North Bridge, ovvero siamo a Newcastle, il cielo non promette bene e lì, a quel punto, è tutto bellissimo: ma dipende dall’umore personale dello spettatore e magari dipende anche dal tempo là fuori, se sta piovendo, meglio. Brenda Blethyn a ogni nuova stagione di Vera (il mercoledì sera su Giallo - gruppo Discovery, ormai è meglio sottolinearlo più spesso) confessa di sentirsi di nuovo a casa. Più o meno è la stessa sensazione di quelli che nel tempo, ormai parecchio, si sono affezionati al personaggio, alla sua squadra investigativa e, soprattutto, al Nord-Est d’Inghilterra, con angoli magnifici e distese brullo-marine che mettono autentica inquietudine.
Siamo alla stagione numero tredici, ma non è una storia massiccia: sono film-tv autoconclusi, a ogni stagione sono tre, massimo quattro. Talmente un classico che ormai si gira l’episodio di Natale.
I romanzi d’origine sono di Ann Cleeves ma qui siamo ben oltre l’effetto Zingaretti-Montalbano: Vera-Brenda ha surclassato del tutto il personaggio su carta, dal 2011 è rimasta identica nella sua cerata verde-stazzonata, gli stivali di gomma, la jeep scassata da scaraventare su strade e sentieri. Burbera e salvatrice del mondo, il personaggio è il più tradizionale possibile e piace soprattutto per quello. Le storie, col morto ammazzato all’inizio, lo sono altrettanto, ma poi dipende: l’altra sera il delitto maturato in famiglia aveva contorni davvero inquietanti e non banali, mentre tutto intorno i colleghi giovani compulsano i social e sono decisivi per arrivare alla verità. Lei, l’attempata detective fuori moda, ne prende atto, con vaga rassegnazione. E alla fine brucia sul filo tutti quanti, leggendo meglio nell’anima del colpevole, con il vecchio metodo.
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Bianca Berlinguer: “Ma lei cos’ha pensato la prima volta che ci siamo incontrati e mi ha visto?”. Mauro Corona: “Guardi Bianchina, non è davvero il caso di dirlo qui”.(È sempre Cartabianca, Rete4)