Parigi 2024 che va a iniziare (per i fanatici è già iniziata ieri, con il calcio e il mitologico rugby a 7) può ridefinire l’essenza dello sport mondiale: chi teme derive di vario tipo può affidarsi però alla narrativa sportiva per immagini, che ovviamente nell’imminenza dei Giochi si è intensificata parecchio. E che racconta storie emozionanti del passato. Lo ha fatto Raidue martedì sera con questo Generazione di fenomeni: un doc ampio, esauriente e nella seconda parte riuscitissimo nel raccontare la pallavolo azzurra italiana anni 90. Con trionfi agguantati e altri sfuggiti in maniera intollerabile ancora oggi – Atlanta 96. Ma dopo una partenza lenta per inquadrare argomento e storia, il doc di Paolo Borraccetti decolla e diventa il bel racconto di anni memorabili e una storia di uomini nella quale non si fanno sconti. Con un patriarca come Julio Velasco – quello degli Occhi di tigre – a innescare trionfi e del tutto arcigno e impossibile al momento degli addii. Uno con il quale – s…
Parigi 2024 che va a iniziare (per i fanatici è già iniziata ieri, con il calcio e il mitologico rugby a 7) può ridefinire l’essenza dello sport mondiale: chi teme derive di vario tipo può affidarsi però alla narrativa sportiva per immagini, che ovviamente nell’imminenza dei Giochi si è intensificata parecchio. E che racconta storie emozionanti del passato. Lo ha fatto Raidue martedì sera con questo Generazione di fenomeni: un doc ampio, esauriente e nella seconda parte riuscitissimo nel raccontare la pallavolo azzurra italiana anni 90. Con trionfi agguantati e altri sfuggiti in maniera intollerabile ancora oggi – Atlanta 96. Ma dopo una partenza lenta per inquadrare argomento e storia, il doc di Paolo Borraccetti decolla e diventa il bel racconto di anni memorabili e una storia di uomini nella quale non si fanno sconti. Con un patriarca come Julio Velasco – quello degli Occhi di tigre – a innescare trionfi e del tutto arcigno e impossibile al momento degli addii. Uno con il quale – spiega l’impagabile Fefè De Giorgi, giocatore allora, Ct in seguito, ironia superiore – bisognava essere disponibili al monologo. I giocatori – nomi come Zorzi, Bernardi, Gardini etc – oggi raccontano e, appunto, la lontananza nel tempo genera pezzi di verità in più. Da cercare su RaiPlay, ovviamente.
Sui canali che da qui a poco inonderanno gli schermi con tutte le Olimpiadi possibili (Eurosport e la piattaforma Discovery+) vanno intanto in questi giorni dieci brevi ritratti di atleti azzurri da cui ci si aspetta molto: anche qui tra lato umano, ambizioni e luoghi d’origine da raccontare anche in chiave artistica, nel lavoro firmato da Emanuela Audisio e Matteo Moneta sfilano tipi come Greg Paltrinieri o Antonella Palmisano. E da domani sera, il mondo intero, o almeno quello composto da gente per bene, si riunisce attorno a una torcia che arde, alimentando, chissà, speranza.
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“Ieri ero seduto vicino alla Von der Leyen e devo ammettere che sembrava quasi viva” (Roberto Vannacci, Quarta Repubblica, Retequattro).