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Sono “Cento” ma è solo un grande show

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Multischermo / Su Rai 1 la serata evento condotta da Carlo Conti per le celebrazioni dei cento anni della radio e i 70 della tv
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La frase più bella non è «ti amo», bensì: «sono finite le celebrazioni per i settant’anni della Rai». E dire che l’ultimo atto, la serata denominata Cento, su Rai 1 domenica sera, ci ha portato in dono la notevole intemerata di Bruno Vespa per la scarsa attenzione nei suoi confronti. E non solo: nello show condotto da Carlo Conti, anche un paio di momenti che per efficacia e bravura hanno surclassato l’intera programmazione Rai degli ultimi mesi. C’erano per esempio Ficarra e Picone i quali – dotati di spalle sufficientemente larghe – hanno infilato una cospicua serie di gag sulla Rai attuale e ribattezzato con nonchalance Parenti d’Italia il partito attualmente egemone. Di fronte, in platea, una pletora di dirigenti si guardavano attorno fischiettando. E nel finale, a ora molto tarda, è arrivato Valerio Lundini che ha trascinato il buon Conti in una gag su presente e futuro, realizzando anche una clip su come sarà la medesima manifestazione fra trent’anni. Molto divertente, ma Lundin…

La frase più bella non è «ti amo», bensì: «sono finite le celebrazioni per i settant’anni della Rai». E dire che l’ultimo atto, la serata denominata Cento, su Rai 1 domenica sera, ci ha portato in dono la notevole intemerata di Bruno Vespa per la scarsa attenzione nei suoi confronti. E non solo: nello show condotto da Carlo Conti, anche un paio di momenti che per efficacia e bravura hanno surclassato l’intera programmazione Rai degli ultimi mesi. C’erano per esempio Ficarra e Picone i quali – dotati di spalle sufficientemente larghe – hanno infilato una cospicua serie di gag sulla Rai attuale e ribattezzato con nonchalance Parenti d’Italia il partito attualmente egemone. Di fronte, in platea, una pletora di dirigenti si guardavano attorno fischiettando. E nel finale, a ora molto tarda, è arrivato Valerio Lundini che ha trascinato il buon Conti in una gag su presente e futuro, realizzando anche una clip su come sarà la medesima manifestazione fra trent’anni. Molto divertente, ma Lundini non sembra proprio all’orizzonte di questa nuova Rai troppo impegnata con programmucci di mini-approfondimento vario e variopinto.

(agf)

Dopodiché non si è capito: sembrava che si dovesse celebrare in particolare la radio ma c’è stata soprattutto televisione, con Carlo Conti che un po’ ammiccava ai prossimi impegni, quelli rilevanti e rivieraschi, e un po’ si calava alla grande in quel mood che altro non era che I migliori anni: della tv, della radio, della vita del 98 per cento dei telespettatori in quel momento davanti alla tv. Ovvio, Renzo Arbore ha nobilitato il tutto come simbolo assoluto di radio, tv e tutto quello che vi gira intorno (su RaiPlay sono in evidenza le puntate dello storico Cari amici vicini e lontani, quando si celebrava davvero). Non male il contributo dell’orchestra live, con molti meriti, tra cui quello – si dice – di non aver previsto nel programma la sigla di Porta a Porta. Si scherza, ovvio.

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Attesa a breve su Mediaset la nuova edizione del reality La Talpa. C’è caso che a Palazzo Chigi la prendano come una nuova provocazione antigovernativa.

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