Nel nome di Perry Mason non si sbaglia mai
di Antonio DipollinaNei giorni scorsi un convegno ha stabilito che le città protagoniste delle serie di successo registrano un incremento del turismo. Al prossimo convegno diranno che magari è proprio per questo che le città medesime, per tacere delle regioni, pagano per avere le serie in loco. Ma poi ci sono casi indefinibili e uno è Los Angeles, con l’arrivo - oggi su Netflix - della terza stagione del fortunato Avvocato di difesa (The Lincoln Lawyer in originale).
Siccome il budget laggiù è sufficiente di suo, LA finisce nella categoria “è bella ma non so se...”. Nel mondo adulto delle serie tv l’avvocato tratto dai best-seller di Michael Connelly è un rifugio per chi ama le trame crime vecchia maniera, realizzate in maniera sontuosa. Los Angeles è uno sfondo di prim’ordine ma soprattutto il direttore della fotografia è da Oscar. E dire che la brillantezza di trama, old-style ma piena di richiami alle durezze dei tempi, non ne avrebbe troppo bisogno. L’avvocato viaggia sulla Lincoln del titolo, con autista, e lavora praticamente da lì: ma è tutto fuorché snob, è un eroe buono, abilissimo e fragile. E ha un aiutante che un giorno scorrazzava in una banda equivoca con le Harley, ma si è redento ed è un mostro di praticità.
Lo schema, ovvio, è quello Perry Mason. Ci si muove molto, in aula si sta il meno possibile e tutto viaggia tra pessime storie che coinvolgono narcos che si alternano a criminali in colletto bianco e politici di malaffare. In origine c’è appunto il fuoriclasse Connelly – che dà un occhio alle sceneggiature – il resto del gruppo è top. L’avvocato Mickey è il messicano Manuel Garcia-Rulfo, fisico non-del ruolo e anche molto oltre. E gli intrecci al femminile, sia professionali che sentimentali – nello studio lavora la sua ex moglie che adesso ha sposato il collaboratore di cui sopra – sia quelli crime, hanno un tono di grande empatia in quota rosa.
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The Lincoln Lawyer è adattata per la tv da David E. Kelley, altro fuoriclasse. In gioventù ha lavorato con una leggenda autorale come Steven Bochco, poi ha creato Ally McBeal e poi via con le serie legal-thriller. Già che c’era, ha sposato Michelle Pfeiffer.