Spettacoli

“Stucky”, ora tocca all'ispettore Giuseppe Battiston risolvere casi a Treviso

MATTEO_CASILLI
MATTEO_CASILLI 

Oltre alla fiction in onda da mercoledì 30 su Rai 2, anche alcuni cambi alla programmazione: Barbareschi trasloca il martedì e Max Giusti il lunedì

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È una stagione arida per Rai 2, che raggiunge il 3% di share in prima serata con i telefilm americani, con picchi negativi in cui precipita all’1%: il debutto di Luca Barbareschi con Se mi lasci non vale ha racimolato l’1,8%, salito al 2% nella seconda puntata (293.000 spettatori), e il giovedì L’altra Italia di Antonino Monteleone la scorsa settimana ha toccato l’1,2% dopo il record negativo con lo 0,99%, tanto che è stata decisa la chiusura del programma e il 31 ottobre sarà l’ultima puntata. Il Risiko per risollevare la situazione prevede anche alcuni cambi nella programmazione, i primi spostamenti: Boss in incognito, con Max Giusti (che aveva fatto registrare il 6,2% di share), passa al lunedì sera, mentre Se mi lasci non vale viene spostato al martedì.

Da mercoledì 30 ottobre, la scommessa è con la fiction: Rai 2 è la rete di Rocco Schiavone, gli investigatori fuori dagli schemi piacciono. E anche in questa nuova serie originale, poliziesca, Stucky, tra giallo e commedia, propone un ispettore sornione, di origini persiane, che si muove come un gatto, interpretato da Giuseppe Battiston.

Ispirata ai libri di Fulvio Ervas, ambientata a Treviso, la serie diretta da Valerio Attanasio racconta la provincia, il benessere che nasconde il malessere - diffidenze, pregiudizi e certezze - il lavoro di squadra di Stucky con il medico legale (Barbora Bobulova), per cui il nostro eroe ha un debole. Nel cast Alessio Praticò, Diego Ribon e Laura Cravedi.

(ansa)

“Stucky non è un uomo d’azione, non ha la pistola” racconta l’attore “è una figura abbastanza solitaria, ma non è solo. Adora passeggiare per le strade deserte di Treviso la notte. È moderno, decisamente calato nella sua realtà, al commissariato preferisce l’osteria: si ferma a prendere appunti, si fa un bicchiere e fuma un sigaro. Il mondo digitale non ha uno smartphone, non ha un computer… Ma ha una curiosità innata e fortissima verso le persone, studia il carattere della gente che incontra”.

Ha costruito il personaggio nei dettagli, lo aveva già interpretato al cinema nel film Finché c’è prosecco c’è speranza, le origini iraniane del protagonista incuriosiscono: “È difficile commentare la situazione di oggi. Posso dire che quando in un episodio Stucky va a casa di una donna per parlare con il figlio, si presenta, e lei gli chiede se sia italiano, lui risponde: ‘il giusto’”.

Sappiamo dall’inizio chi è l’assassino e seguiamo il percorso di Stucky per risolvere i casi. Per certi aspetti, questo ispettore silenzioso, chiuso nell’impermeabile che si fa subito un’idea sui casi, grazie a un intuito formidabile, potrebbe ricordare il Tenente Colombo. Ma Battiston non è d’accordo. “Divento matto se faccio qualcosa che ha già fatto qualcun altro. Per questo a volte litigo con alcuni registi che mi dicono come devo lavorare sul set. Io sono cintura nera del Tenente Colombo, ho avuto anche la fortuna di conoscere Peter Falk, ma se penso a lui penso ai film di John Cassavetes. In comune con Colombo c’è che anche Stucky fuma il sigaro. Non amo l’imitazione, piuttosto omaggiamo una struttura narrativa che non si vedeva da tempo”. Nel primo episodio, Il sole di Tabriz, un giovane immigrato magrebino viene trovato morto sotto casa; tutto lascia pensare a un suicidio, ma qualcosa non quadra (guest star Thomas Trabacchi e Marina Rocco).

Prodotta da Rosamont, con Rai Fiction e Rai Com, Stucky prova a cambiare le carte in tavola nel racconto giallo: nella serata dei film su Rai 1, di Chi l’ha visto? col suo pubblico fedele, di Io canto generation su Canale5, vedremo se l’alternativa conquisterà il pubblico.

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