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“Il caso Delfino”, un documentario sul “killer delle fidanzate”: una scia di sangue e un assassino ancora senza nome

Luca Delfino al suo arrivo al Tribunale di Genova
Luca Delfino al suo arrivo al Tribunale di Genova 

Questa sera su Rai 2, per il ciclo “Delitti in famiglia”, il documentario scritto da Giacomo Galanti e Luca Piccirilli e prodotto da Gedi Visual in collaborazione con Rai Documentari. Una delle maschere tragiche della cronaca nera italiana

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Luca Delfino ha una faccia che non si dimentica. Gli occhi spiritati e la barba alla Charles Manson visti in tv e sui giornali durante uno dei suoi processi lo hanno fatto diventare una delle maschere tragiche della cronaca nera italiana. Condannato per aver ucciso alla luce del sole la sua ex fidanzata, Antonella Multari, Delfino è stato definito spesso “il killer delle fidanzate”. Il plurale è dovuto al fatto che per molto tempo è stato anche l’unico sospettato per l’uccisione di un’altra donna, sempre una ex. Si chiamava Luciana Biggi, ma il suo assassino per la giustizia è ancora senza nome perché Delfino è stato in quella occasione assolto. A ripercorrere le vicende di questa scia di sangue che si snoda tra Genova e Sanremo tra il 2006 e il 2007 è un documentario, Il caso Delfino, all’interno del secondo ciclo di Delitti in famiglia narrato da Stefano Nazzi. Scritto da Giacomo Galanti e Luca Piccirilli con la regia di Francis D’Costa e prodotto da Gedi Visual in collaborazione con Rai Documentari, andrà in onda questa sera, sabato 2 novembre, su Rai 2 alle 21.20.

Di Delfino si comincia a parlare nelle cronache pochi giorni dopo l’omicidio di Luciana Biggi, trovata sgozzata in uno dei caratteristici vicoli del centro di Genova il 28 aprile 2006. La vittima aveva passato le ultime ore della sua vita insieme all’ex fidanzato. Proprio Luca Delfino, che viene quindi iscritto nel registro degli indagati: sarà processato ma infine assolto.

Fiori e messaggi sul luogo in cui Delfino uccise Antonella Multari a Sanremo
Fiori e messaggi sul luogo in cui Delfino uccise Antonella Multari a Sanremo 

Nel frattempo l’uomo aveva cominciato una relazione con una ragazza di Ventimiglia, Antonella Multari. Il loro rapporto ben presto diventa problematico, come dimostrano i drammatici audio dei colloqui telefonici della coppia e tante testimonianze. Delfino le fa terra bruciata intorno: la ragazza arriva a tagliare i ponti persino con i suoi genitori. Quando Antonella decide di lasciare Luca fuori dalla sua vita è ormai troppo tardi. Delfino la uccide a coltellate nel centro di Sanremo, a pochi passi dal teatro Ariston, il 10 agosto 2007.

I ricordi e i racconti dei parenti delle vittime sono la spina dorsale del documentario: Bruna Biggi, sorella di Luciana, e Rosa Tripodi, madre di Antonella Multari. E poi psichiatri criminali e avvocati, magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine che si occuparono delle due vicende. Dalle loro testimonianze emerge ancora una volta come il femminicidio (perché di questo parliamo, anche se all’epoca il termine non era di uso comune) sia uno dei reati più difficili da prevenire, anche dopo una denuncia. Proprio a seguito della morte di Antonella Multari tra l'altro il Parlamento velocizzerà il percorso verso un traguardo fondamentale: l’approvazione della legge sullo stalking.

La struttura nella quale Delfino venne condotto
La struttura nella quale Delfino venne condotto 

Nel luglio 2023, dopo 16 anni, Delfino lascia il carcere. Viene trasferito nella Rems di Genova Villa Caterina: una di quelle strutture che hanno sostituito i vecchi ospedali psichiatrici giudiziari. L’uomo è ritenuto infatti dai giudici ancora socialmente pericoloso e qui ha iniziato a intraprendere un percorso terapeutico che fino ad ora non aveva potuto seguire. E davanti ai cancelli della Rems si ferma anche il documentario, con le parole dei professionisti che oggi seguono Delfino ogni giorno.

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