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Jannik Sinner e non solo: quando lo sport in tv crea comunità

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Multischermo \ Il calcio e il tennis come Sanremo. E i dati Auditel confermano l’attaccamento degli italiani alla maglia azzurra
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Solo un paio d’anni fa chi avesse prospettato il tennis tramesso in chiaro e con ascolti fantastici sarebbe stato preso per matto. Al contrario, non c’è niente di strano nello scoprire che alla maglia azzurra, quella del calcio, si è ancora affezionati a milioni, nonostante le rare soddisfazioni che si ricevono in cambio. Il senso è che quelli della televisione di tutti i giorni, girano al largo e fischiettano quando vedono uscire i dati Auditel dei grandi avvenimenti sportivi. Ormai gli unici (aspettando Sanremo) a commuovere i dirigenti, che un po’ piangono per la gioia e un po’ ripensando a quanto costano i diritti. Ancora peggio che matto, sarebbe stato considerato chi avesse ipotizzato il tennis indicato come rivale all’altezza del calcio nella passione degli italiani.

Ovviamente non era vero, o almeno tutto si è ridimensionato un po’ - al netto di certi dirigenti che incuranti delle risate attorno lo profetizzano sport numero uno in tempi brevi. Il tennis, in quanto tale, esist…

Solo un paio d’anni fa chi avesse prospettato il tennis tramesso in chiaro e con ascolti fantastici sarebbe stato preso per matto. Al contrario, non c’è niente di strano nello scoprire che alla maglia azzurra, quella del calcio, si è ancora affezionati a milioni, nonostante le rare soddisfazioni che si ricevono in cambio. Il senso è che quelli della televisione di tutti i giorni, girano al largo e fischiettano quando vedono uscire i dati Auditel dei grandi avvenimenti sportivi. Ormai gli unici (aspettando Sanremo) a commuovere i dirigenti, che un po’ piangono per la gioia e un po’ ripensando a quanto costano i diritti. Ancora peggio che matto, sarebbe stato considerato chi avesse ipotizzato il tennis indicato come rivale all’altezza del calcio nella passione degli italiani.

Ovviamente non era vero, o almeno tutto si è ridimensionato un po’ - al netto di certi dirigenti che incuranti delle risate attorno lo profetizzano sport numero uno in tempi brevi. Il tennis, in quanto tale, esiste per gli appassionati e per le pay-tv. Ma ora c’è Jannick Sinner: un fenomeno che ha spiazzato, soprattutto in Rai, dove quello sport era scomparso. E recuperare non è come dirlo: per fortuna Adriano Panatta ha portato il peso su di sé, soprattutto nelle telecronache. A breve la Coppa Davis, sempre in Rai. Un torneo che si divide tra Coppa Davis e Coppa Davis nella quale gioca Sinner. La seconda farà grandi ascolti. Ma è dura togliersi la sensazione che quelli della tv corrente soffrano maledettamente il grande consenso dello sport: e se dipendesse dal fatto che in termini televisivi è rimasta davvero l’ultima cosa a trasmettere una parvenza di bellezza, autenticità (il giusto, senza esagerare) e passione che accomuna?

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“Domani inizia una nuova settimana di lavoro. Non abbiate paura. Nessun problema è troppo grosso se lo fai prima a pezzi piccoli. Certo, se si tratta di un collega si può incorrere in guai legali. Ma vale la pena provarci” (Ubaldo Pantani/Lapo Elkann, Che tempo che fa, Nove).

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