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Da Torino a Torino: il viaggio di Sinner nell'incredibile anno dei record

Jannik Sinner con il trofeo delle Atp Finals e quello di numero 1
Jannik Sinner con il trofeo delle Atp Finals e quello di numero 1 (fotogramma)

Dopo la sconfitta a Torino 2023 con Djokovic, l'altoatesino ha iniziato a correre scrivendo pagine storiche per l'Italia: ha trascinato la nazionale al trionfo in Davis, ha vinto 2 titoli Slam, 3 Masters 1000, le Finals ed è diventato il n. 1 al mondo

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"Peccato ma non è finita qui: ci vediamo a Malaga e lì spero di prendermi la rivincita". Esattamente un anno fa, dopo aver perso la finale alle Atp Finals con Novak Djokovic, Jannik Sinner si era congedato così dai tifosi di Torino che, inevitabilmente delusi, avevano sperato di vedere finalmente un italiano alzare in cielo il trofeo dei Maestri. In pochi, probabilmente, immaginavano che proprio da quella notte iniziasse, invece, una nuova parabola che ha proiettato l’altoatesino a suon di record sul tetto del mondo.

A fine novembre la rivincita su Djokovic e il trionfo in Davis

Sinner a Malaga la rivincita su Djokovic s’è l’è presa davvero, appena una settimana dopo sconfiggendolo in semifinale dopo aver annullato tre match-point consecutivi (una cosa mai accaduta in carriera al serbo, ndr). E’ stata la chiave di volta verso un trionfo firmato proprio dall’altoatesino che con 5 punti conquistati in 3 partite ha trascinato l’Italia alla conquista di una Coppa Davis attesa da 47 anni.

A gennaio il primo Slam, 48 anni dopo Panatta

Lo storico trionfo ha dato una nuova spinta a Sinner che a gennaio si è presentato carico agli Australian Open in cui ha firmato un’altra pagina storica per il tennis italiano: primo titolo Slam, vinto con una clamorosa rimonta (3-6, 3-6, 6-4, 6-4, 6-3) in finale su Medvedev, interrompendo tra l’altro un digiuno azzurro che durava da 48 anni (dal successo di Panatta al Roland Garros del ’76).

I successi di Rotterdam a febbraio e di Miami a marzo

Sinner ha continuato a vincere (l’Atp 500 di Rotterdam a febbraio) e ha interrotto una striscia di 19 vittorie consecutive solo a marzo quando si è dovuto inchinare ad Alcaraz nella semifinale di Indian Wells. Si è rimboccato le maniche, ha ripreso a correre trionfando, a fine mese, al Masters 1000 di Miami.

Il 4 giugno n. 1 al mondo, primo italiano di sempre

Poi, il 4 giugno, si è gustato a Parigi un altro primato: il n. 1 del mondo, primo tennista italiano a centrare l’ambito obiettivo. Proprio da n. 1 in fieri, in attesa dell’ufficialità del 10 giugno, ha dovuto incassare la cocente sconfitta in semifinale con Alcaraz al Roland Garros.

La vittoria ad Halle e il caso clostebol

Ancora una volta, però, ha digerito l’amarezza in un battito di ciglio trionfando, tre settimane dopo, sull’erba di Halle. Si è presentato a Wimbledon da favorito ma stordito dalle accuse di positività al clostebol, uno steroide anabolizzante vietato, si è dovuto inchinare ai quarti a Medvedev.

Il Masters di Cincinnati e il secondo Slam: gli Us Open

In attesa della sentenza sul doping ha continuato a vincere (a Cincinnati) e poi, dopo essere stato scagionato, si è quasi scrollato di dosso un macigno e ha trionfato agli Us Open da fenomeno, perdendo appena due set in 7 partite. Un altro successo storico visto mai un tennista maschile italiano aveva vinto a Flushing Meadows e mai un azzurro era riuscito a conquistare due titoli Slam nello stesso anno.

La vittoria a Shanghai preludio al trionfo alle Finals

A settembre ha mandato giù l’inattesa terza sconfitta di fila da Alcaraz (in finale a Pechino) ma la settimana dopo si è immediatamente risollevato vincendo il terzo Masters 1000 dell’anno, a Shanghai. E’ stato il preludio alla chiusura del cerchio: il successo alle Atp Finals, primo italiano di sempre a riuscire nell’impresa (e primo dal 1986 a trionfare senza perdere un set, ndr). E non è ancora finita. Ora, con un parziale ancora da aggiornare di 70 vittorie e appena 6 sconfitte nel 2024, c’è da tornare a Malaga per cercare un bis in Davis che l’Italia non ha mai centrato.

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