Spettacoli

Mara Venier a “Belve”: “Stefano De Martino lo vedo bene come mio erede a Domenica in”

La conduttrice ospite di Francesca Fagnani nella prima puntata su Rai 2

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Con la prima puntata dell’undicesima edizione di Belve – in onda martedì 19 novembre su Rai 2 – Francesca Fagnani ha riaperto le porte del suo studio ospitando Riccardo Scamarcio, Flavia Vento e Mara Venier. Per una volta “dall’altra parte”, zia Mara si è raccontata ripercorrendo le tappe più salienti della sua carriera e della sua vita privata, dagli inizi come Mara Povoleri al desiderio da bambina di prendere i voti e farsi suora, dall’adozione del nome d’arte Venier (su suggerimento del regista Sergio Capogna per essere più internazionale) alla fama: “Quando dico che è capitato tutto per caso è perché è capitato tutto per caso – ha spiegato Mara Venier – non ho mai inseguito il successo e non sono mai stata ambiziosa, anzi, sono sempre stata molto insicura: in fondo io volevo vivere a Mestre con il mio amore e fare la parrucchiera, tutt’al più aprire una profumeria. Del successo mi piace l’amore del pubblico. Cosa non mi piace o mi spaventa? Poteva spaventarmi quando è arrivato all’improvviso, io ero la compagna e vivevo da anni con Renzo Arbore, ero soltanto la fidanzata di Renzo. I primi anni stavo sempre tre passi indietro, lui sempre davanti e io quasi fidanzata nascosta, non si poteva dire. Poi mi sono presa la scena. Comunque il successo non lo vivo: vado al supermercato, pulisco, mi sveglio alle cinque. È come se ci fosse uno sdoppiamento tra Mara della televisione e quella che poi è la mia vita”.

Non tutta rose e fuori, però, la vita dell’amata conduttrice, che, tra le tante risate nel corso dell’intervista, ha voluto anche fare una confessione seria sul suo passato. “Mi faccio una tenerezza infinita” le sue parole nel guardare una sua foto da giovanissima, “perché sono accadute delle cose nella mia vita alle quali non ho saputo reagire. Allora ero proprio una ragazza, molto vulnerabile, molto fragile, molto indifesa anche… Per cui mi hanno potuto fare del male, del male vero. Credo anche che il mio carattere, il difendermi quando sono cresciuta e sono diventata adulta, sia stato proprio per tutto quello che ho passato in quel periodo lì”. “Mi riferisco a una violenza che mi è stata fatta” ha continuato, una violenza fisica e psicologica che è durata molti anni. Ero incapace di reagire o perlomeno non avevo lo spessore, la forza, l’intelligenza. A quei tempi era tutto diverso, adesso le donne denunciano, bisogna denunciare, allora ero troppo fragile e indifesa”.

E ancora: “Ho sofferto molto di depressione. All’inizio la chiamavo malinconia, pensavo fosse una malinconia dovuta a tante cose capitate nell’adolescenza, il matrimonio, poi ho cominciato a capire che non era più malinconia. Avevo vent’anni la prima volta che ho percepito uno stato d’animo che non mi avrebbe portato a niente, o perlomeno ti portava solo a un pensiero che è bene non dire. In quegli anni lì non mi sono mai curata, poi c’è stato un momento in cui ho dovuto farlo: sono stata per circa un mese, un mese e mezzo in una clinica dove mi hanno fatto una terapia del sonno, sono stata curata con dei farmaci. Le ragioni alla radice di questa depressione? Una vita mia un po’ complicata, con dolori molto forti, ai quali però ho sempre cercato di reagire e di nascondere. Adesso a settantaquattro anni non nascondo più niente: se sei fragile, sei fragile. Questo momento mio è di grande fragilità, anche legato all’incidente che ho avuto all’occhio”.

Una prima maternità a diciassette anni (“Non sapevo neanche come si rimanesse incinta, è stata la prima volta”) e l’esordio come attrice cinematografica per puro caso, quando accompagnò il marito Francesco Ferracini a un provino e venne scritturata. Una carriera promettente, ma che non convinceva del tutto Venier: “Non è che l’ho lasciato io, è il cinema che ha lasciato me – ha però specificato la diretta interessata – non mi hanno più chiamato. Io non ho mai lasciato niente. Come attrice ero bravina”. Da qui l’approdo in tv, dove oggi è una delle regine indiscusse con Domenica in: “Se mi hanno richiamato ci sarà un motivo – ha rivelato candidamente zia Mara ricordando il suo stop forzato nel 2006 e il suo ritorno nel 2018 – con il mio carattere non mi sono tenuta nessun sassolino nella scarpa, me li sono tolti tutti. Ogni volta che sono stata mandata via rimaneva sempre un po’ di amarezza. Diciamo che non ho gradito il modo, sono stata un po’ umiliata, non me lo meritavo perché credo di aver dato davvero tanto a questo programma. In quel periodo Maria De Flippi mi ha aiutato, le sono molto legata e io non dimentico chi mi ha steso la mano nei momenti difficili, non solo nel lavoro: mi è stata anche vicino quando mia madre se ne stava andando”. Richiamata nel 2018 con l’intenzione di fare una sola edizione, zia Mara è ancora al timone del programma ma, giura, questa Domenica in sarà davvero la sua ultimissima: “Ho altri progetti – ha confessato ridendo – un mio erede? Io vedrei molto bene Stefano De Martino. Secondo me potrebbe rivoluzionare completamente Domenica in, potrebbe condurla bene e fare una bellissima edizione”.

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