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Carlo Conti: “Mia moglie e la Rai, due amori senza fine”

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Intervista al conduttore a un mese dal successo del festival di Sanremo. La carriera, la “normalità”, il rapporto con il figlio, il ricordo dei genitori, l’impegno. «Mi è capitato di rivedere a “Tribuna politica” Berlinguer e Almirante, lontani ma forti. Ora mi pare tutto omologato»
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FIRENZE – L’appuntamento è a Piazza del Mercato, nel ristorante dove è di casa. Firenze è invasa dai turisti, il saluto è: «Carlo», «Oh Carlo», «Carlino». Giaccone blu, maglioncino e t shirt bianca, Carlo Conti sembra appena sceso da una barca. Ordina pollo grigliato e spinaci, acqua liscia, decanta una panna cotta indimenticabile: «Per Leonardo (Pieraccioni) è la più buona del mondo», ma prende un biscotto di Prato. Uno.

Oltre due ore di chiacchierata, mai un sussulto, una critica, un veleno. Battuta pronta, nell’ironia mescola giudizio e affetto. Compirà 64 anni il 13 marzo, certo non cambia più. Reduce da un Festival di Sanremo trionfale, è pronto a tornare in tv il 22 marzo su Rai 1 con un varietà, Ne vedremo delle belle, in cui ha rimesso insieme dieci showgirl del passato che si sfidano. «Non un talent show ma uno show talent. È un esperimento». Si evince, un esperimento un po’ sadico.

È pronta la statua equestre dopo i risultati del Festival?

«Non scherziamo. Mi hanno fatto pia…

FIRENZE – L’appuntamento è a Piazza del Mercato, nel ristorante dove è di casa. Firenze è invasa dai turisti, il saluto è: «Carlo», «Oh Carlo», «Carlino». Giaccone blu, maglioncino e t shirt bianca, Carlo Conti sembra appena sceso da una barca. Ordina pollo grigliato e spinaci, acqua liscia, decanta una panna cotta indimenticabile: «Per Leonardo (Pieraccioni) è la più buona del mondo», ma prende un biscotto di Prato. Uno.

Oltre due ore di chiacchierata, mai un sussulto, una critica, un veleno. Battuta pronta, nell’ironia mescola giudizio e affetto. Compirà 64 anni il 13 marzo, certo non cambia più. Reduce da un Festival di Sanremo trionfale, è pronto a tornare in tv il 22 marzo su Rai 1 con un varietà, Ne vedremo delle belle, in cui ha rimesso insieme dieci showgirl del passato che si sfidano. «Non un talent show ma uno show talent. È un esperimento». Si evince, un esperimento un po’ sadico.

È pronta la statua equestre dopo i risultati del Festival?

«Non scherziamo. Mi hanno fatto piacere gli attestati di stima per il mio carattere e il mio modo di fare».

Ha rivisto qualche serata?

«No, non mi rivedo mai. Ma ho trovato su Instagram diverse cose che mi hanno fatto molto ridere. Scherzavano sulla velocità. Non è che ho messo il turbo, è il mio ritmo, ma all’Ariston faceva più effetto».

Il momento più difficile?

«In conferenza stampa, quando hanno messo in dubbio il messaggio del Papa: come si può arrivare a pensare che l’avesse fatto per Tale e quale? Quello mi ha amareggiato. Lasciamo stare che si possa dubitare di un professionista serio, ma del Santo Padre? Nel calderone dei social uno vale uno».

Prima di Sanremo il senatore Maurizio Gasparri gliene ha dette di tutti i colori.

«E dopo?».

Silenzio. Non hai mai avuto la tentazione di replicare?

«Io rispondo con i fatti».

Si arrabbierà qualche volta.

«Non c’è niente che mi faccia arrabbiare. Solo la mancanza di rispetto. Vivo e lascio vivere».

Se le pestano un piede?

«Mi sposto. Penso che non l’abbiano fatto apposta. Anche con il mio figliolo non mi arrabbio. O raramente. Con mia moglie Francesca non litighiamo mai. Il detto: “L’amore non è bello se non è litigarello” non fa per me, il mio è: “Chi si somiglia si piglia”».

È vero che era un seduttore seriale e alla fine Antonella Clerici le disse: vai da Francesca con l’anello?

«Verissimo. Quel giorno ho detto basta alla vecchia vita… Lo so che s’invaghivano di me perché facevo spettacolo, mica per altro. Guardi, ho capito come funzionava quando ho iniziato a mettere i dischi nei locali. Una volta un amico, uscivamo con due ragazze, mi fa: “Allora?”. “Non sono innamorato di lei. Amo Francesca”».

Conti nel giorno del matrimonio con Francesca Vaccaro 

Poi cambiamo argomento, che sembra la posta del cuore. Ma se era innamorato e ricambiato, perché ha aspettato tanto?

«Ero single e mi davo da fare. Mi sono divertito. Meglio prima che dopo, no? Fino a Francesca non avevo mai convissuto. Non c’era un doppio spazzolino».

Perché è fissato con l’abbronzatura?

«Fino a dieci minuti fa ero al sole, mi piace. E non ho la fase del rosso, come voi umani. Lo so che bisogna proteggersi, eh. Mia moglie al mare insegue me e Matteo con la crema».

Dal posto fisso in banca alla radio, poi la tv. Se suo figlio facesse la stessa scelta che gli direbbe?

«“Se sei felice, vai”. Ma potrebbe succedere il contrario, che dalla radio voglia andare in banca. Se hai la fortuna di fare della tua passione un lavoro, hai svoltato. Io ce l’ho avuta. Non posso arrabbiarmi se salta un ospite».

Il conduttore nei primi anni '90 

La popolarità cambia la vita?

«La mia vita è normalissima: vivo a Firenze, la città dove sono nato e che amo. Ho tutto a portata di mano. Accompagno Matteo a scuola, lo vado a riprendere, faccio la spesa al supermercato, vedo gli amici. Niente vita mondana. Sono privilegiato per l’amore che mi circonda. Mi riempie di orgoglio sentire l’affetto quando qualcuno mi ferma: “Oh Carlo, scusa, ti do del tu, ma sei con noi a casa”. Questo vale più dello share. A Sanremo sono stato felice quando il pubblico gridava: “Carlo, uno di noi”. Sono uno del pubblico».

Che voto si dà come papà?

«Sa quel detto “Figli piccoli, problemi piccoli, figli grandi problemi grandi”? Aspetto il passaggio all’adolescenza, quando Matteo diventerà giovanotto. Lì si capirà se le basi, le attenzioni e l’educazione che gli stiamo dando, daranno risultati. Un terno al lotto».

Suo padre è mancato quando aveva 18 mesi, non ha un modello.

«Ho avuto un grande modello materno per severità. Ora capisco: se non avesse tenuto il polso fermo non so come sarebbe finita. Mi sono commosso a Sanremo perché ho ripensato a tante cose, avevamo poco e lei diceva: “Pensa a chi sta peggio di te”. Non sentivo la mancanza di un genitore. L’ho capito da grande, avrò avuto 22 anni. Giocavo a tennis con Leonardo e a un certo punto è arrivato il suo babbo, che lo incoraggiava e lo prendeva in giro: “Come tu tiri, bischero”».

Carlo Conti in conferenza stampa a Sanremo si commuove parlando della madre (ansa)

Non è elegante ma parliamo di soldi; come li spende?

«Mia madre mi diceva: “Metti via, devi pensare ai momenti di vacche magre e risparmiare. Non si sa che può succedere”. Con i primi soldi ho comprato la casa dove abitavamo. Poi lei è rimasta lì e mi sono preso la mia casetta. Italiano classico, il mattone».

E dopo?

«Sarei stanziale, in casa a Firenze o in quella a Castiglioncello, poco più di cento chilometri di distanza. Francesca ama viaggiare, è l’unica cosa su cui ci confrontiamo ma vince lei. Faccio un po’ di resistenza e andiamo. Ma ha capito che se propone posti di mare, è fatta».

ANSA (ansa)

È vero che Berlusconi l’ha corteggiata?

«Lo incontrai nello studio di Vespa a Porta a porta. Mi fece i complimenti e disse una cosa tipo: “Lei non lascerà mai la Rai?”. “No, ci sto bene”. Davvero, niente di più».

Ci sta bene nonostante la politica che mette becco e i problemi?

«Credo che il pubblico mi veda lì, abbini la mia faccia a quel marchio, come un giocatore che ha la maglia stampata sulla pelle. Mi sembrerebbe di tradire. Quest’anno festeggio i 40 anni dal primo contrattino, ho fatto tutta la gavetta, rubrichette, quiz, prime serate. Su questo Sanremo non ho avuto mezza indicazione da nessuno. L’ad Giampaolo Rossi chiamava solo per chiedere: “Hai bisogno di qualcosa?”».

E se arrivassero offerte da canali oltre il tasto 7 del telecomando?

«Sono arrivato all’apice della mia carriera. Sa cosa dovrebbero offrirmi? La pensione. Smetto e faccio l’ospite ogni tanto. Ma ancora per due anni resto in Rai. Direttore artistico ancora nel 2026 poi chissà che succederà nel 2027».

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Come vede Stefano De Martino?

«Colma dei vuoti generazionali. Cresce, ascolta i consigli degli autori e ha una sua personalità».

Piacione, non crede?

«Più belloccio che piacione. È tante cose, ma è bravo. Fa benissimo quello che fa: largo ai giovani».

Va a votare?

«Negli ultimi anni, non sempre. Non è una cosa positiva, lo so».

Segue la politica?

«Non troppo. Sono cresciuto con altre figure e ideali, anche in contrasto tra di loro. Mi è capitato di rivedere a Tribuna politica Berlinguer e Almirante, lontani ma forti. Ora mi pare tutto omologato».

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Le piace la premier Meloni?

«Trovo positivo che ci sia una donna al governo. Come sempre avviene, non contano solo i generali ma i vari colonnelli. Mi interessano i diritti, il rispetto delle persone indipendentemente dal colore della pelle, della religione, delle preferenze sessuali».

Si infastidisce quando la definiscono democristiano?

«Non mi interessa. Se è inteso come democratico e cristiano, non vedo il problema. Era peggio se dicevano che sono ladro».

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