Scenario fantapolitico futuro, assai distopico. È passato il premierato, si vota per eleggere l’imperatore d’Italia e la quota decisiva di suffragi è quella degli italiani all’estero. Che hanno avuto la cittadinanza con lo ius sanguinis, mentre da noi la cittadinanza via ius soli ha continuato a incontrare una montagna di ostacoli. Il costituzionalista che illustra questa ipotesi in finale di puntata chiude il cerchio del sontuoso avvio della nuova stagione di Presa Diretta (Rai 3 la domenica sera). Una puntata sulla cittadinanza nella quale la parte più interessante si rivelava quella inattesa, ovvero sulla valanga di richieste che – soprattutto in certi paesini del Veneto, ma anche altrove – mirano a conferire cittadinanza e passaporto italiani a migliaia di richiedenti dall’estero - il Brasile era il punto d’osservazione - che possono sfruttare la peculiarità di un trisnonno italiano emigrato a suo tempo.
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Scenario fantapolitico futuro, assai distopico. È passato il premierato, si vota per eleggere l’imperatore d’Italia e la quota decisiva di suffragi è quella degli italiani all’estero. Che hanno avuto la cittadinanza con lo ius sanguinis, mentre da noi la cittadinanza via ius soli ha continuato a incontrare una montagna di ostacoli. Il costituzionalista che illustra questa ipotesi in finale di puntata chiude il cerchio del sontuoso avvio della nuova stagione di Presa Diretta (Rai 3 la domenica sera). Una puntata sulla cittadinanza nella quale la parte più interessante si rivelava quella inattesa, ovvero sulla valanga di richieste che – soprattutto in certi paesini del Veneto, ma anche altrove – mirano a conferire cittadinanza e passaporto italiani a migliaia di richiedenti dall’estero - il Brasile era il punto d’osservazione - che possono sfruttare la peculiarità di un trisnonno italiano emigrato a suo tempo.
Con servizi e testimonianze Riccardo Iacona pilotava la puntata verso, appunto, la chiusura del cerchio. Sono ormai rari i programmi d’inchiesta siffatti: e cercare reazioni prima razionali e solo dopo emotive nel pubblico, contrariamente ad altri, gioca ovviamente contro l’adunata di folle indignate alla tv. Le ferree motivazioni politiche, che stanno alla base di tutte le scelte controverse del nostro tempo, emergevano in pieno: è appena ovvio che nella distopia di cui sopra, quelli che votano all’estero si dimostreranno riconoscenti verso i Governi che hanno consentito molte facilitazioni. I quali Governi non hanno invece il minimo interesse a riempire il serbatoio di voti con immigrati regolari che vivono da noi e l’italiano lo parlano, contrariamente ai simpatici brasiliano-veneti di ennesima generazione. In apertura di puntata, anche un’inchiesta più breve su femminicidi e la difficoltà di introdurre l’educazione affettiva nelle scuole. E anche qui la desolante sensazione: la politica, e certo associazionismo, che gioca contro le innovazioni, ha proprio l’aria di considerare gli eventi più gravi come una normale quota da pagare affinché nulla cambi negli indirizzi socio-ideologici vigenti.
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Gabry Ponte parteciperà a Eurosong per San Marino, incredibile che non sia in gara con il suo ultimo successo anche Checco Zalone per il Salento.