La Resistenza come Stand by Me, o i Goonies o altri titoli simili, con i ragazzi anche meno che adolescenti protagonisti, in gruppo. Nella storia raccontata creano un’entità partigiana non meglio definita, si chiama Sandokan. Marta, Davide, Sara e Marco, hanno dodici anni o poco più e le Alpi piemontesi nel 1944 ribollono di scontri e umanità da cercare a ogni costo.
Fuochi d’artificio è la miniserie con cui Rai1 celebra l’ottantesimo imminente anniversario della Liberazione e l’insieme suona al tempo stesso insolito e molto antico. Tratta dal romanzo di Andrea Bouchard, la vicenda – da martedì, su Rai 1.
I primi due episodi già disponibili su RaiPlay – è narrata muovendo a commozione gli antichi, appunto, spettatori di storie per famiglie raccontate nei libri e poi portate in tv. Ma ha, comprensibilmente, anche l’obiettivo di parlare ai ragazzi oggi coe…
La Resistenza come Stand by Me, o i Goonies o altri titoli simili, con i ragazzi anche meno che adolescenti protagonisti, in gruppo. Nella storia raccontata creano un’entità partigiana non meglio definita, si chiama Sandokan. Marta, Davide, Sara e Marco, hanno dodici anni o poco più e le Alpi piemontesi nel 1944 ribollono di scontri e umanità da cercare a ogni costo.
Fuochi d’artificio è la miniserie con cui Rai1 celebra l’ottantesimo imminente anniversario della Liberazione e l’insieme suona al tempo stesso insolito e molto antico. Tratta dal romanzo di Andrea Bouchard, la vicenda – da martedì, su Rai 1.
I primi due episodi già disponibili su RaiPlay – è narrata muovendo a commozione gli antichi, appunto, spettatori di storie per famiglie raccontate nei libri e poi portate in tv. Ma ha, comprensibilmente, anche l’obiettivo di parlare ai ragazzi oggi coetanei di quelle precoci staffette partigiane. Immaginare la proiezione di un simile lavoro nelle scuole, unitamente a quella della serie Adolescence, può disorientare parecchio. Meglio non pensarci e trattare Fuochi d’artificio come un atto dovuto, con tutto quello che comportano oggi temi simili e soprattutto per un anniversario così importante. L’intenzione dichiarata di autori – tra cui lo stesso Bouchard – e della regista Susanna Nicchiarelli è quella di deviare l’attenzione anche sul presente – “Si è fatta la guerra affinché non ci fossero più guerre” – ma con uno slancio pacifista che comprende storie edificanti – la tragica vicenda dell’ufficiale nazista diciamo buono, che ama la musica nera come la giovanissima Marta e insieme ridono a crepapelle sul fatto che il desolante fascismo nostrano abbia trasformato Benny Goodman e Louis Armstrong in Beniamino Buonuomo e Luigi Fortebraccio.
Carla Signoris, Barbara Ronchi, Bebo Storti, Paolo Briguglia sono nel cast adulto della serie, che però vive sulle imprese degli intrepidi ragazzi. Il corto circuito con le tematiche del presente, su adolescenti e vita in corso, può essere salutare.
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Valeria Marini e la sua mamma hanno litigato in diretta a Domenica In. E per fortuna subito dopo non si sono messe a discutere sull’alleanza Pd-M5S.