Da I Cesaroni a Squid game, al festival delle serie i titoli più attesi della prossima stagione

Claudio Amendola sul set de I Cesaroni
Claudio Amendola sul set de I Cesaroni 

Appuntamento dal 21 al 28 giugno a Rimini e Riccione con l’Italia global series festival: anteprie, masterclass e tanti ospiti per scoprire tutte le novità che ci aspettano

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Dopo dieci edizioni, e una lunga pausa durata quasi un’altra decade, torna il festival italiano dedicato alla serialità. Aggiornato, ampliato, con un titolo tutto nuovo: Italian global series festival, che prende il posto di quello nato a Roma nel 2006, ma senza condividerne la sede che quest’anno si è trasferita in Emilia Romagna. Dal 21 al 28 giugno Rimini e Riccione ospiteranno la nuova creatura festivaliera che promette molto, a partire dalle anteprime di serie come Too much, di Lena Dunham (da luglio su Netflix), l’attesa reunion de I Cesaroni o la terza stagione di Squid game. Più masterclass, incontri, un ricco parterre di ospiti e, naturalmente, i premi Maximo del concorso internazionale, che si ritaglia anche una parentesi tutta italiana, e gli speciali dedicati alle eccellenze italiane e straniere.

L'attesa serie "Too much"
L'attesa serie "Too much" 

«Riprendere questo festival significa tornare a premiare la serialità, un comparto importantissimo della nostra fiction che altrimenti ne rimarrebbe orfano», spiega Chiara Sbarigia, ideatrice fin dall’inizio della manifestazione e presidente dell’Apa, l’associazione produttori audiovisivi. «Quando il Rome fiction fest chiuse i battenti, più che altro per una disaffezione della Regione Lazio, l’unico sponsor che avevamo all’epoca, mi chiamarono “la vedova del festival” perché ci tenevo moltissimo: parliamo di un settore in cui solo nel nostro paese si investe quasi il 30% in più rispetto al cinema, e che in totale vale un miliardo di euro», precisa Sbarigia, che di questo appuntamento vorrebbe fare una piccola Cannes dell’audiovisivo.

Ricky Memphis e Claudio Amendola ne "I Cesaroni"
Ricky Memphis e Claudio Amendola ne "I Cesaroni" 

Le potenzialità ci sono tutte, soprattutto adesso che la visione on demand delle piattaforme si è consolidata dando grande impulso alle serie con un’offerta sempre più massiccia, tanto che stargli dietro è diventato quasi impossibile e c’è chi consuma intere stagioni in pochi giorni. «Dietro questi prodotti poi c’è un lavoro enorme che dà occupazione a migliaia di persone. Per Il paradiso delle signore ad esempio parliamo di circa cinquemila lavoratori», continua Sbarigia, «anche se bisognerebbe investire di più e gestire meglio cose come il tax credit che ha subito un forte rallentamento. In Inghilterra ad esempio la Bbc istituisce commissioni ad hoc per ogni produzione, qui invece il sistema spesso blocca tutto. Ma si continua ad andare avanti e il ministero della Cultura oggi è uno dei super sponsor del nostro festival».

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L’idea sarebbe quella di farlo diventare anche una grande vetrina, un’occasione di marketing per dare risalto alle serie italiane e promuoverle in un panorama sempre più internazionale, dove comunque hanno brillato titoli come Il commissario Montalbano o Suburra, vendutissimi all’estero.

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L’attenzione non manca, per il concorso internazionale sono arrivate proposte da più di trenta paesi diversi, «la dimostrazione di un interesse genuino per la nostra rassegna. Anche perché adesso tutti producono serie, se ne fanno più o meno milleseicento l’anno, un mercato eccezionale. Probabilmente dipende dal fatto che la serialità oggi ha la funzione che un tempo aveva il romanzo», commenta Marco Spagnoli, direttore artistico della kermesse. «Grazie al protrarsi nel tempo della narrazione infatti si entra meglio nel racconto rispetto al cinema, e il nesso con la cultura sociale diventa permanente».

Luca Zingaretti e Cesare Bocci in "Il commissario Montalbano"
Luca Zingaretti e Cesare Bocci in "Il commissario Montalbano" 

E fa l’esempio di Adolescence, la miniserie britannica che esplora sotto diverse angolazioni l’omicidio di una teenager raccontando l’universo degli adolescenti contemporanei così bene che il primo ministro britannico Keir Starmer ha deciso di farla proiettare nelle scuole del Regno Unito. «Noi daremo spazio a situazioni di questo genere, stimolando il dibattito, promuovendo occasioni di confronto e partecipazione su temi diversi. Sicuri oltretutto che riunire tanti artisti nello stesso luogo crei un terreno molto fertile per far nascere nuovi progetti, una cosa che nei festival succede piuttosto spesso».

Una scena di "Adolescence"
Una scena di "Adolescence" 

Ogni proiezione sarà introdotta dai protagonisti delle serie, che siano attori o registi, un altro modo per interagire con il pubblico e stimolarne la curiosità. «Con il nostro festival abbiamo una piccola ambizione, cioè quella di scrivere un pezzettino di storia sulle serie, e secondo me gli elementi ci sono tutti».

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