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“Dilemmi”, la complessità resta in superficie

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Multischermo / Quarta edizione per il programma di Gianrico Carofiglio, su Rai 3 la domenica in seconda serata
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Quarta edizione per i Dilemmi di Gianrico Carofiglio (Rai 3 la domenica in seconda serata). Ovvero, è ufficialmente avviato il periodo di stagione tv nel quale convogliare pezzi di una sorta di tv dei sogni che in questo caso suona così: discutiamo di temi importanti con due ospiti che la pensano diversamente, e non finisce in gazzarra. La missione riesce sempre: e comunque Carofiglio si complimenta alla fine per i toni civili, visto che aveva uno contro l’altro Marco Cappato e il vicedirettore di Libero Pietro Senaldi (ma c’è il trucco, Senaldi sa benissimo quando è su Rai 3 e quando su Rete4).

Il tema, a quel punto, più è ampio e irrisolvibile, meglio è. Stavolta era: qual è il limite che non deve essere superato quando si protesta su grandi questioni – spunto di partenza, il leggendario Decreto Sicurezza al centro del dibattito attuale. Tra definire, mescolando parecchio, l’imbrattamento di quadri contro l’emergenza climatica, bloccare il traffico, la scuola Diaz e il proibizionism…

Quarta edizione per i Dilemmi di Gianrico Carofiglio (Rai 3 la domenica in seconda serata). Ovvero, è ufficialmente avviato il periodo di stagione tv nel quale convogliare pezzi di una sorta di tv dei sogni che in questo caso suona così: discutiamo di temi importanti con due ospiti che la pensano diversamente, e non finisce in gazzarra. La missione riesce sempre: e comunque Carofiglio si complimenta alla fine per i toni civili, visto che aveva uno contro l’altro Marco Cappato e il vicedirettore di Libero Pietro Senaldi (ma c’è il trucco, Senaldi sa benissimo quando è su Rai 3 e quando su Rete4).

Il tema, a quel punto, più è ampio e irrisolvibile, meglio è. Stavolta era: qual è il limite che non deve essere superato quando si protesta su grandi questioni – spunto di partenza, il leggendario Decreto Sicurezza al centro del dibattito attuale. Tra definire, mescolando parecchio, l’imbrattamento di quadri contro l’emergenza climatica, bloccare il traffico, la scuola Diaz e il proibizionismo sulla cannabis light, è ovvio che il materiale sia cospicuo. Ovviamente non si può arrivare a una soluzione, ma in un talk non è mai successo – se ne parlerebbe per anni.

L’impressione è che – vista la libertà di manovra – il programma dovrebbe porsi sempre in modo molto più ambizioso, sui temi e con gli ospiti. In passato è successo – si ricorda un notevolissimo Giorgio Parisi, il Nobel, che pose la seguente questione: “Volete sapere qual è il guaio? Ai tempi del Covid, quelli che andavano in tv a minimizzare e magari contrastare i vaccini, erano mediamente più simpatici di quelli che invece avevano ragione” (questo sì che è un dilemma, e vale per qualunque anfratto di talk in onda ogni giorno).

Carofiglio non rinuncia al proprio auto-spiazzamento – magistrato, scrittore di rango, qui prestato a una tv ostinatamente in cerca d’altro. Nel finale, non male la parodia della voce dell’Intelligenza Artificiale: ai tempi ci si sarebbero costruiti programmi interi. Comunque, partenza guardinga, ci si attende di più nelle prossime.

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“Dopo intervista a Belve, Bossetti incriminato anche per caso Garlasco” (Lercio.it).

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