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Hitchcock-Truffaut, l’intervista che visse due volte

Hitchcock-Truffaut, l’intervista che visse due volte

Multischermo / Su Rai 5 il documentario di Kent Jones che racconta uno degli incontri (e dei libri) più celebri della storia del cinema

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Forse è per celebrarne il decennale — venne presentato nel 2015 a Cannes — ma qualunque sia il motivo, è un buon motivo. Lunedì in seconda serata Rai 5 ha passato Hitchcock-Truffaut, docufilm realizzato da Kent Jones, uno che è riuscito molti anni dopo, era il lontano 1962, a rendere per immagini e testimonianze il libro più leggendario della storia del cinema. Appunto Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock, testo fuoriserie e impossibile da definire, figuriamoci da ripetere, intervista chilometrica che avrebbe potuto proseguire per milioni di pagine senza stancare nessuno.

"Hitchcock/Truffaut", duello tra geni cinematografici

Truffaut, critico dei Cahiers e già autore di rango assoluto, andò ad Hollywood mentre Hitch finiva di girare Gli uccelli e fece parlare il re del brivido — e del cinema popolare di sempre — per ore e ore. Chiunque, leggendo quelle pagine, avrebbe voluto che la marea di descrizioni che il regista forniva al regista potessero essere abbinate alla visione delle sequenze in origine. In questo lavoro ci si riesce parecchio, seppur in quantità ovviamente ridotta rispetto al potenziale, ma il senso c’è tutto. E c’è la voce cavernosa di Hitch in sottofondo a dare altri brividi in un mix irripetibile, e obbligato, di passaggi dall’inglese al francese — ovviamente con sottotitoli — e i raccordi in italiano che arrivano con la voce di Pino Insegno (eccellente doppiatore, eccetera).

Rivedere passo dopo passo i passaggi più famosi dei film accompagnati dalla descrizione del Maestro regala soddisfazioni impagabili: e richiama l’analogo piacere che derivò dalla lettura di quel libro fondamentale. Nell’occasione, erano accorsi in parecchi: le testimonianze — ma soprattutto le emozioni personali nel rievocare — arrivano da tipi che si chiamano Martin Scorsese, David Fincher, Wes Anderson, Paul Schrader e altri.

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Caso Garlasco, sembra di cogliere un preciso riferimento ai talk televisivi quando, in un documento della Procura di Pavia, vengono citate le molte “discussioni fittizie” in corso. Ci sarebbe voluto un Totò per aggiungere che magari sono anche basate su ipotesi supposte, ma forse è meglio di no.

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