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Rob: “Resto punk, dopo X Factor non cambierò genere. Urlo per dare voce a tutte le ragazze del Sud”

Rob nel momento della proclamazione a vincitrice di X Factor 2025 

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Vent’anni, la vincitrice dell’edizione 2025 del talent di Sky si definisce "figlia del cambiamento” e dice che la sua “è una rivoluzione pacata ma che fa rumore”. Iniziata nella provincia siciliana, quando giocava al karaoke a 4 anni
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NAPOLI – Noi ragazze, specie del Sud, dobbiamo faticare il doppio rispetto ai maschi per realizzare i sogni, ma a me non spaventa nulla. Sono figlia del cambiamento. La mia è una rivoluzione pacata ma che fa rumore». Il suo look pop punk da fumetto giapponese fa tendenza. Capelli irregolari, calze a pois, giacca tartan. Rob, Roberta Scandurra, 20 anni, dalla sua Trecastagni, provincia di Catania, dove da bambina giocava col karaoke di X Factor, è arrivata a vincere il talent di Sky nella finale a Napoli, record d’ascolti con un milione e 764 mila spettatori, share 9,3%, il più alto delle ultime sette stagioni. Sul suo comodino Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, «parla di un governo che opprime le donne» dice lei, seria, determinata, presa in giro dai colleghi finalisti per lo stacanovismo e i vocalizzi all’alba. Quando eroCaddeo gioca a fare l’invidioso, insieme mimano la parodia dei talent di Zalone. Rob ha conquistato con la Warner Music Italy un contratto discografico del…

NAPOLI – Noi ragazze, specie del Sud, dobbiamo faticare il doppio rispetto ai maschi per realizzare i sogni, ma a me non spaventa nulla. Sono figlia del cambiamento. La mia è una rivoluzione pacata ma che fa rumore». Il suo look pop punk da fumetto giapponese fa tendenza. Capelli irregolari, calze a pois, giacca tartan. Rob, Roberta Scandurra, 20 anni, dalla sua Trecastagni, provincia di Catania, dove da bambina giocava col karaoke di X Factor, è arrivata a vincere il talent di Sky nella finale a Napoli, record d’ascolti con un milione e 764 mila spettatori, share 9,3%, il più alto delle ultime sette stagioni. Sul suo comodino Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, «parla di un governo che opprime le donne» dice lei, seria, determinata, presa in giro dai colleghi finalisti per lo stacanovismo e i vocalizzi all’alba. Quando eroCaddeo gioca a fare l’invidioso, insieme mimano la parodia dei talent di Zalone. Rob ha conquistato con la Warner Music Italy un contratto discografico del valore di circa 300 mila euro.

Il pop punk non è proprio mainstream. Eppure il pubblico l’ha premiata: dopo la vittoria dovrà cambiare genere?

«Ascolto anche il rap, adoro Salmo, ma non cambierò. Mi piace quello in cui credo, sono determinata. Quando vado sul palco do tutta me stessa, sono arrabbiata: c’è una parte di me che tengo bloccata e viene fuori quando mi esibisco. Faccio la rivoluzione sul palco, poi sono pacata nella vita. Ma non significa che non combatta».

Etichettano la sua generazione, la GenZ, come fragile e irrisolta. Lei sembra una tipa tosta, come i suoi compagni finalisti.

«Sappiamo alzare la voce. Io scendo in piazza per Friday for future, ai Pride e contro la violenza sulle donne. Con garbo, forse, ma siamo incazzati, eccome».

È la terza artista a vincere X Factor. La musica è ancora un discorso tutto maschile, ai vertici, come in altri settori, o qualcosa è cambiato?

«Rispetto a 20 o 30 anni fa siamo messi meglio, lo dobbiamo a grandi artiste che se ne sono fregate e sono sempre state libere. Mina, Mia Martini, Loredana Berté, Raffaella Carrà, oggi Elodie e Annalisa, che fanno quello che vogliono. Io devo molto a una donna, Paola Iezzi, ma se parliamo ancora di questione di genere significa che il problema è sempre lì».

Achille Lauro l’ha definita underdog consegnandola alla vittoria. Una rimonta da outsider che il mese scorso nessuno s’aspettava.

«Ero partita un po’ indietro rispetto ad altri. Se si crede in quello che si fa, si studia e non si demorde, allora le cose belle succedono».

Tra le sue passioni: Green Day, Avril Lavigne, le Bambole di pezza ora in gara a Sanremo, ma anche Mina. Con chi le piacerebbe lavorare?

«Cantare Mina alla finale è stato un onore, è la cantante italiana più grande di sempre. Se ha sentito la versione di Città vuota, spero le sia piaciuta. Con le Bambole di pezza mi piacerebbe duettare, magari a Sanremo, perché no? Avril è il sogno, gli Evanescence, i Paramore e la frontman Hayley Williams. E magari i Maneskin con una loro reunion: pazzeschi».

Artisti come Marco Mengoni hanno vinto X Factor e poi Sanremo due volte. In futuro vorrebbe partecipare al Festival?

«È il mega sogno, tra i miei obiettivi. Intanto, voglio vivere di musica e fare tanti concerti live, questo è il desiderio più grande».

Da Catania a Milano,il cuore dell’industria musicale è lì: sta già cercando casa?

«Il Sud è casa mia, la Sicilia la terra che amo. Mi piacerebbe rimanere a Catania con la famiglia e i miei amici, ma purtroppo il Sud non offre ancora tante possibilità. Cercherò casa a Milano. Ci vuole spirito di sacrificio».

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