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X Factor, una macchina per fedelissimi che si rinnova per restare com’è

(agf)

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Edizione numero 19 portata a buon fine, si potrebbe pensare a uno show più generalista e ambizioso. Ma perché mai rompere l’incantesimo?
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Bisogna superare i momenti difficili, dalla concorrente che proclama live: “Mi carico col pubblico, è la mia linfa vitale”, all’esibizione dei quattro finalisti quando li chiamano per un medley nel quale comprimono tre capolavori di canzone in tre minuti e verrebbe da andare in Procura e sporgere denuncia. In più, stavolta ha giocato contro il meteo, demolendo l’opinione - in sé sensata - secondo cui andarsene in piazza a Napoli a dicembre non sarebbe mai diventato un problema: e invece via coi cappotti, ma senza farlo pesare più di tanto.

Rob festeggia la vittoria sul palco in piazza del Plebiscito

 

E insomma X Factor va, edizione numero 19 portata a buon fine e l’annuncio di Giorgia sul palco: “A mezzanotte si aprono i casting per la prossima edizione”. Ovvero non ci si ferma mai e soprattutto non si cambia, perché il talent storico vive dei suoi caposaldi (funziona la giuria?) e di patte…

Bisogna superare i momenti difficili, dalla concorrente che proclama live: “Mi carico col pubblico, è la mia linfa vitale”, all’esibizione dei quattro finalisti quando li chiamano per un medley nel quale comprimono tre capolavori di canzone in tre minuti e verrebbe da andare in Procura e sporgere denuncia. In più, stavolta ha giocato contro il meteo, demolendo l’opinione - in sé sensata - secondo cui andarsene in piazza a Napoli a dicembre non sarebbe mai diventato un problema: e invece via coi cappotti, ma senza farlo pesare più di tanto.

Rob festeggia la vittoria sul palco in piazza del Plebiscito

 

E insomma X Factor va, edizione numero 19 portata a buon fine e l’annuncio di Giorgia sul palco: “A mezzanotte si aprono i casting per la prossima edizione”. Ovvero non ci si ferma mai e soprattutto non si cambia, perché il talent storico vive dei suoi caposaldi (funziona la giuria?) e di pattern inossidabili. A ogni vigilia di finale si fa il conto di quanti vincitori hanno poi combinato qualcosa: e quando il saldo si fa negativo e un po’ triste, si evocano i Måneskin e tutto va magicamente in pari.

Si diceva la giuria: da fautori entusiasti dei terrificanti giochi di parole di Francesco Gabbani, e al netto di cosa ne pensano lui e il suo conto in banca, guai a chi lo muove da lì. Certo, l’inesperienza gli ha giocato contro: ma se c’è uno con cui si empatizza sempre, a ogni minuto, è lui. E il suo dissing con l’algido Achille Lauro che si scopre provocatore a fin di clic e polemiche, a occhio verrà dimenticato presto. Paola Iezzi è prorompente come si sa e stavolta ha pure vinto con la pop-punk Rob, facendo peraltro scoprire a molti spettatori occasionali l’esistenza del pop-punk. Quelli che hanno davvero in pugno la situazione sono gli altri due, ovvero Giorgia (che è Giorgia) e quel fenomeno di Jake La Furia, uno che tutti vorrebbero avere dalla propria parte alle riunioni di condominio.

Aspettando, con relative palpitazioni, l’edizione del ventennale, tocca prendere atto che la macchina X Factor è a circuito interno per la nicchia di fedelissimi che lo vogliono esattamente così: e si scatenano sui social nei commenti su concorrenti e dinamiche. In teoria c’è chi continua a pensare che l’insieme meriterebbe uno show più generalista e ambizioso, da numeri maggiori: ma se tutti alla fine sembrano contentissimi, perché mai rompere l’incantesimo che scatta alla mezzanotte, con legioni di virgulti di talento, o presunto tale, che corrono a iscriversi?

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