Joe Barton, sceneggiatore britannico dietro al successo della serie spy Black doves con Keira Knightley che ha infiammato le vacanze di Natale lo scorso anno, aveva solo un anno nel 1985 quando il film del regista cecoslovacco Milos Forman conquistava otto Oscar, compreso miglior film e miglior regista con Amadeus.
Per attivare l'iscrizione alla newsletter The dreamers, dedicata al cinema e alle serie tv, clicca qui
E ora Amadeus rivive in una nuova forma, seriale, ripartendo dalla pièce teatrale dell’inglese Peter Shaffer del 1978, ispirata a sua volta al testo teatrale di Mozart e Salieri, microdramma facente parte delle Piccole tragedie di Aleksandr Puskin. E ora i primi due episodi dei cinque della serie firmata da Joe Barton arrivano Sky e Now per un nuovo pubblico.
Il racconto della vita e del talento di Wolfgang Amadeus Mozart è sempre affidato alla memoria del suo storico nemico, Antonio Salieri. Nel ruolo si è calato Paul Bettany (il monaco Silas del Codice da Vinci nonché Visione del mondo Marvel) che appare all’inizio della serie ormai profondamente invecchiato, ha tentato di uccidersi, ma la neve ha attutito la caduta e non si è tagliato in profondità, il musicista è sopravvissuto. È vecchio, stanco e sconfitto, ha mandato a chiamare Constance Mozart a cui aveva scritto una lettera. “Perché non dirmi faccia a faccia cosa mi avete scritto?” chiede la donna. E la storia riavvolge il filo. Nel ruolo di Mozart c’è Will Sharpe, padre inglese e madre giapponese, reso celebre dalla seconda stagione di The White Lotus in cui era l’amico nerd diventato milionario. Nel primo capitolo Mozart ha lasciato Salisburgo e il suo arcivescovo e con grande disappunto del padre si è trasferito a Vienna per iniziare quella che lui è certo sarà una grande carriera nel cuore dell’Impero. Lì va a vivere in una casa ammobiliata gestita da una signora e dalle loro figlie appassionate di musica, lì conoscerà la futura moglie Constance, centrale nel suo destino artistico.
La serie riprende i temi già esplorati nel film di Forman e prima ancora dallo spettacolo teatrale: la rivalità, il talento, la sfida tra una personalità creativa, caotica e geniale come quella dell’ex enfant prodige e quella metodica, di strategia politica ma dal risultato musicale più modesto come quella di Salieri. Convinto che il talento di un musicista sia un dono di Dio, il devotissimo compositore di corte Antonio Salieri trasforma la rivalità per il giovane Amadeus in ossessione. La serie nel solco letterario e cinematografico sposa la maldicenza, mai dimostrata storicamente, che Salieri avesse avvelenato Mozart.
"Amadeus", la storia di Mozart e la rivalità con Salieri in una nuova serie
Anche la serie di Barton si inserisce nella vena contemporanea del “period drama” (da Bridgerton a The great) che si permette grandissime libertà storiche, a partire dal protagonista, ma se Tom Hulce (il Mozart di Forman) era americano e non austriaco, nel 2026 Amadeus può essere di origini asiatiche. Al di là delle origini degli interpreti però la serie offre: dialoghi moderni, situazioni provocatorie (l’arrivo a Vienna del venticinquenne Mozart in carrozza è accompagnata dal voltastomaco), scene di sesso gastronomico (dalle fragole alle meringhe). Soltanto la colonna sonora rimane filologica: nuove registrazioni di opere di Wolfgang Amadeus Mozart e Antonio Salieri, preparate appositamente per la serie e dirette dal direttore d’orchestra inglese Benjamin Holder.