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Steve Carell nella nuova serie “Rooster”: “Michael Scott di The Office rimane il mio alter ego”

Steve Carell nella nuova serie “Rooster”: “Michael Scott di The Office rimane il mio alter ego”
(agf)

Il comico americano protagonista della nuova serie Hbo scritta da Bill Lawrence, autore di “Ted Lasso” e “Shrinking”

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Steve Carell, 63 anni di cui 35 di carriera nella comicità, è diventato popolare grazie a film di successo come 40 anni vergine, Crazy stupid love e alla serie culto The office. La sua unica nomination agli Oscar però è arrivata per il drammatico Foxcatcher dove era irriconoscibile, dimostrazione di come l’Academy, fino a tempi piuttosto recenti, ha snobbato le commedie.


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Ora Carell torna in una serie divertente e tenera, Rooster dal 9 marzo su Hbo Max, scritta da Matt Tarses e Bill Lawrence, l’autore di Ted Lasso e Shrinking. Greg (Carell) è uno scrittore di libri di grande successo popolare, di quelli che riempiono le librerie delle stazioni e degli aeroporti, sua figlia Katie (Charly Clive) è una professoressa universitaria in profonda crisi da quando il marito, anche lui prof nello stesso campus, l'ha lasciata per una studentessa. Quando Greg viene invitato dal preside dell'università a tenere una lezione agli studenti coglie l'occasione per vedere come sta Katie. Una serie di situazioni, sempre più surreali, lo porteranno a rimanere molto più di quanto avesse previsto.

"Rooster", la nuova serie con Steve Carell tra gaffe e tenerezza

Charly Clive ha raccontato che quello che l’ha portata a girare Rooster era lavorare con lei. Il copione si intitolava “progetto senza titolo con Steve Carell”. Per lei invece qual è stata la spinta?

“Anche per me. Volevo lavorare con Steve Carell… vabbè la sceneggiatura era ottima, è uno dei migliori pilot che abbia mai letto. Mi è piaciuto il lato comico e quello sentimentale. È difficile scrivere un episodio capace di costruire un intero mondo e dare a ogni personaggio una storia sua. Soprattutto però volevo lavorare con Bill Lawrence, non vedevo l’ora, è un autore intelligentissimo e divertente e soprattutto è un’ottima persona”.

Lei ha una figlia dell’età di Katie. Come è stato mettere in scena il rapporto padre-figlia sul set?

"È stato molto divertente. Bill e Matt hanno delle figlie più o meno della stessa età di Annie, la mia. Parliamo la stessa lingua: emozioni, sensazioni e anche un certo orgoglio per i propri figli e in particolare per le figlie. Annie ha lavorato come assistente produttrice sullo show. Lei e Charly sono diventate molto amiche e hanno scherzato molto sull’essere la figlia “vera” e la figlia “finta”. C’è una scena nella serie in cui avrei dovuto dire ‘ehi, farei di tutto per Katie”, ma in realtà ho detto “ehi, farei di tutto per Annie”. Tutta la troupe è scoppiata a ridere e anche mia figlia era lì… e tutti le davano di gomito: “Hai visto tuo padre?” È stato un momento dolce”.

L'anteprima a New York
L'anteprima a New York (agf)

Greg in qualche modo si identifica con il suo personaggio, Rooster, o almeno così fanno i lettori dei suoi libri. Nella sua lunga carriera, quale personaggio le ha dato la maggiore opportunità di vedersi con occhi diversi?

"Credo che Michael Scott in uno strano modo sia stato il personaggio che lo ha fatto di più. È difficile da spiegare, ma io conosco Michael Scott. Non che mi sia ispirato a qualcuno che ho incontrato nella vita, ma è un personaggio che mi è familiare dal punto di vista di battute d'arresto personali e motivazioni che stanno dietro a ogni sua azione. Negli anni in cui giravamo The office mi sono molto identificato in lui, oltre al fatto che era un personaggio molto divertente da interpretare. Non ero io ma lo comprendevo perfettamente".

Michael Scott di The Office
Michael Scott di The Office 

The office ha qualcosa in comune con Rooster?

"Sì e no. Ho pensato a The office mentre giravamo questa serie non per la somiglianza tra Greg e Michal piuttosto per come sono stati concepiti i due show. Entrambe le serie nascono da un ambiente libero, divertente dove era possibile improvvisare ed entrambe partivano da sceneggiature molto, molto forti. Non avrei tolto niente di quello che c’era sulla pagina in nessuno dei due copioni. Greg è un personaggio che non ho mai interpretato prima d’ora, più maturo, con un senso dell’umorismo diverso rispetto agli altri miei personaggi precedenti. Poi c’è il tema del fatto di avere una figlia che si ama molto ma che finisce per mettere a disagio. Si tratta di una sorta di presa in giro che va insieme a quel tipo di rapporto tra un genitore e una figlia adulta”.

Com’è stato girare in un vero campus, University of the Pacific nel cuore della California?

"Caldissimo. Perché abbiamo girato a fine luglio, quando ci sono meno studenti, ma la serie è ambientata in inverno. Quindi probabilmente c’erano una cosa come 35 gradi e io andavo in giro col piumino. La cosa più difficile di tutta la lavorazione è stato apparire come se stessimo in una stagione fredda mentre ero sudato marcio. Diciamo che è stata una lezione di recitazione. Però il campus era bellissimo, una bellissima location".

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