Il Garante per la protezione dei dati personali ha dato ragione a Enrico Mentana che si era rivolto all’Autorità per alcuni deepfake di Striscia la notizia. "L'impiego di deepfake, anche a fini satirici, deve rispettare la dignità delle persone e i principi di liceità, correttezza e trasparenza stabiliti dalla normativa sulla privacy" ha infatti affermato l’Autorità al termine di un'istruttoria avviata nei confronti di R.T.I. Spa per alcuni servizi di Striscia la Notizia, nei quali l'immagine e la voce di Enrico Mentana erano state manipolate mediante l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale.
"Nei filmati - si spiega - venivano attribuite al noto giornalista dichiarazioni mai pronunciate, mentre la sua immagine era collocata virtualmente nello studio televisivo dell'emittente per la quale lavora. Secondo l'Autorità, che si è attivata a seguito del reclamo del professionista, il realismo delle immagini, la scarsa percepibilità dell'alterazione e la plausibilità delle dichiarazioni avrebbero potuto indurre il pubblico a ritenere autentici i contenuti. Anche le avvertenze sulla natura artificiale dei video non sono state ritenute sufficientemente chiare, evidenti e comprensibili per tutti i telespettatori e gli utenti dei social network".
Il Garante ha quindi accertato la violazione dell'articolo 5 del Gdpr, relativo ai principi di liceità, correttezza e trasparenza, e dell'articolo 25, sulla protezione dei dati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita. Per tali violazioni, l'Autorità ha adottato nei confronti di R.T.I. Spa un provvedimento di ammonimento e ha vietato l'ulteriore utilizzo dei dati di Enrico Mentana con le modalità contestate, fatta salva la loro conservazione per eventuali esigenze giudiziarie.