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Pistorius, in lacrime la testimone principale che conferma le accuse

La donna ha ribadito la versione fornita ieri nonostante i tentativi della difesa di smontare il suo racconto. La versione è stata confermata anche da una seconda testimone. Stamattina il giudice aveva sospeso l'udienza dopo aver appreso che una tv aveva mostrato una foto della donna, che proprio ieri aveva chiesto di non essere ripresa. In aula l'ex campione si copre le orecchie per non ascoltare le deposizioni dei testimoni

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E' finita in lacrime la deposizione di Mihelle Burger, una delle principali testimoni nel processo per omicidio a carico di Oscar Pistorius, accusato della morte della fidanzata Reeva Steenkamp. La testimone, Michelle Burger, ha affermato di ricordare ancora le grida della ragazza prima che venissero sparati i colpi che la uccisero. Nelle ultime dichiarazioni rese al procuratore Gerrie Nel, Burger ha detto che "fu piuttosto duro" rilasciare la prima dichiarazione alla polizia nelle ore seguite all'omicidio.

"Rivivo le sue grida quando sono sotto la doccia", ha aggiunto la donna, che sostiene di avere sentito Steenkamp urlare prima che venisse uccisa, nonostante abiti a 177 metri dalla casa di Pistorius. Prima di rispondere alle ultime domande della procura, Burger era stata controinterrogata dal difensore di Pistorius, Barry Roux. L'avvocato ha contestato la versione della testimone, sostenendo l'impossibilità del fatto che abbia sentito Steenkamp urlare subito dopo essere stata colpita. La donna è stata infatti raggiunta anche alla testa dai proiettili, il che provocò danni cerebrali tali da azzerarne "le funzioni cognitive". "Con un proiettile in testa Steenkamp è sicuramente caduta subito a terra", ha aggiunto l'avvocato difensore.

Burger ha però mantenuto la propria versione, affermando di avere "sentito la sua voce subito dopo l'ultimo sparo". "Si affievoliva", racconta. Prima della conclusione dell'interrogatorio, l'udienza era stata sospesa perché un canale televisivo sudafricano aveva trasmesso una foto della testimone, atto contrario all'ordine di un tribunale che imponeva di non mostrare immagini di chi non volesse apparire. "Prendo questa cosa molto sul serio", ha detto il giudice Thokozile Masipa. La Burger, che abita a meno di 200 metri dalla casa di Pistorius, ha raccontato ieri di aver udito le urla di terrore di una donna che chiedeva aiuto prima dei colpi di arma da fuoco sparati dall'atleta: nel corso della sua testimonianza, la donna aveva espressamente chiesto di non essere ripresa, ma la catena televisiva eNCA ha mostrato una sua foto trovata sul sito dell'Università. "E' abbastanza inquietante. I media erano stati avvertiti. Se non si comportano correttamente non li tratteremo con i guanti di velluto", ha detto il giudice.

Pistorius è arrivato arrivato stamattina in tribunale al tribunale di Pretoria visibilmente smagrito e provato. L'ex atleta paralimpico sudafricano ha salutato il suo avvocato, ha stretto la mano a un poliziotto e si è seduto a pregare. Ieri Pistorius si è dichiarato "non colpevole" ed ha ripetuto la sua versione dei fatti, ovvero che era convinto di aver sparato contro un intruso. Ha detto di aver sentito la finestra del bagno che si apriva e, credendo che la fidanzata fosse a letto, si è avvicinato alla toilette. Quando ha sentito un rumore venire dall'interno ha fatto fuoco. "Pensavo che ci fossero degli intrusi che sarebbero usciti dal bagno per attaccare me e Reeva", ha spiegato.

Prima dell'interruzione dell'udienza, l'avvocato della difesa Roux ha nuovamente cercato di smontare la testimonianza resa all'accusa affermando che la donna ha cambiato la propria versione dei fatti rispetto a quella data subito dopo l'omicidio, avvenuto prima dell'alba del 14 febbraio 2013. Roux ha anche espresso il proprio scetticismo sulla possibilità che Burger abbia potuto udire le urla di Steenkamp e dedurne lo stato d'ansia e paura vista la distanza a cui si trova casa sua e considerando che la vittima si trovava in un bagno la cui porta era chiusa.

La testimone ha mantenuto la propria versione affermando che l'area in cui vive è molto tranquilla e che le finestre di casa sua erano aperte poiché non possiede un impianto di aria condizionata. La zona "è molto silenziosa, i suoni si propagano", ha detto Burger. Nonostante l'aggressività di Roux, a cui il procuratore ha posto delle obiezioni, il giudice ha avvertito la testimone che la sua permanenza "in quel banco" potrebbe essere lunga se non darà risposte dirette. "Lei non deve dare spiegazioni", ha detto Masipa alla donna. "Se le risposte sono positive, dica sì. Se sono negative, dica no. Se non sa, dica che non sa", ha aggiunto il giudice.

Stamattina ha deposto in aula anche la secondo testimone d'accusa, Estelle Van Der Merwe, che afferma che la notte dell'omicidio fu svegliata da quello che pareva un violento litigio. "Sembrava che qualcuno fosse impegnato in una colluttazione", ha raccontato in aula la teste, "c'era gente che parlava ad alta voce".

La vicina dice di aver udito la colluttazione poco prima delle 2 di quella notte di San Valentino, all'incirca un'ora prima delle urla e degli spari. Il litigio, ha detto la Van Der Merwe, sarebbe durato per un'ora e lei si sarebbe indispettita perché il chiasso non le consentiva di riaddormentarsi. Nel secondo giorno del processo - trasmesso integralmente in diretta in televisione, anche se i testimoni sono esenti da inquadrature dirette sul volto - Pistorius è stato ripreso più volte sul banco degli imputati mentre si copre le orecchie con le mani, come a non voler ascoltare la deposizione.


 
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