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Rombo di tuono. Il lato positivo della nazionale

Nell'ultimo numero della newsletter dedicata al calcio (qui ci si può abbonare): gli azzurri e Mancini vanno veloci verso il Mondiale in Qatar e l'Europeo di giugno, ma lasciano un'eredità pesante alla Serie A che riprende. Non solo: rivoluzione Dazn, il toto-ct in Germania, il fattore campo non sparisce con gli stadi chiusi e il ritorno della Hit parade della settimana

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Bentornati appassionati di calcio
 
Non sono bastati tre netti 2-0 (Irlanda del Nord, Bulgaria e Lituania) per assicurare agli azzurri un rientro sereno. La positività di Bonucci e di altri tecnici dello staff ci riporta alla realtà di una stagione sempre sull'orlo del collasso. E dire che nella settimana azzurra erano arrivate tante indicazioni positive sul futuro. A lungo termine Mancini può restare fino al 2026; nel medio c'è una qualificazione ai Mondiali del 2022 ben avviata (a patto di segnare di più), e anche il ct non nasconde propositi di titolo in Qatar. Per il sempre più imminente Europeo due novità che possono aiutare gli azzurri: l'allargamento delle rose a 25 e il piano Figc per portare il pubblico all'Olimpico a giugno.

Torino-Juventus, incrocio pericoloso
Ma torna il campionato trovando la Juventus colpita dalla sorte (anche Demiral positivo e Buffon squalificato con molto ritardo), ma anche alle prese con le leggerezze di Dybala, Arthur e McKennie coinvolti in una cena troppo affollata. La aspetta il Torino in cerca di punti e con un Bremer che il Covid ha tanta voglia di metterselo alle spalle. Il virus sarà il problema per tutti, tra la necessità di intensificare i controlli e un protocollo che dopo il pasticcio di Lazio-Torino, ormai non garantisce più la certezza del calendario. Per chi scenderà in campo ecco una guida al ritorno della A e le conseguenze della parentesi nazionali sulla corsa allo scudetto alla Champions.
EUROFESTIVAL
I maghi tedeschi salvino la Germania
"Lo stravolgimento delle formazioni da una partita all'altra è la cifra di questa corsa ai Mondiali 2022" ci spiega Matteo Pinci. Lo ha fatto Mancini, ma lo hanno imitato tutte le big: Francia (20 giocatori schierati), Portogallo (18) e Inghilterra. Fuori da questo schema la Germania alle prese con problemi più gravi della gestione degli uomini.  Paradossale che i tedeschi siano in crisi proprio mentre in Europa dominano con i propri allenatori. Low è al passo d'addio: chi tra Nagelsmann, Flick, Klopp o Rangnick risponderà alla chiamata? Ce lo dice Paolo Condò.
TRE RIGORI UN CORNER
Il fattore campo è nella testa dei giocatori
Farà dispiacere agli ultras: la presenza dei tifosi non sarebbe, infatti, un elemento in grado di fare la differenza nelle partite giocate in casa. Lo ha scoperto Daniel Memmert, direttore dell'Institute of Exercise Training dell'università di Colonia, sfruttando le tante partite a porte chiuse di questi mesi. In Serie A, le partite con presenza di pubblico (dell'era pre-Covid) hanno visto, in media, il 45% di vittorie della squadra che giocava in casa, il 26% di pareggi e il 29% di vittorie della squadra ospite. Negli stadi senza pubblico dell'era Covid le percentuali sono sì differenti, ma di poco: 45% di vittorie della squadra di casa, 22% di pareggi e 34% di vittorie degli ospiti". Il dato europeo è molto simile: 45%, 27% e 28% nell'epoca pre-Coronavirus e 53%, 25% e 32% nell'epoca attuale a porte chiuse. Qui le spiegazioni
PALLA AL CENTRO
Scusa Ameri, i gol arrivano via app
Per vedere "tutto il calcio" dall'anno prossimo servirà la app e una buona connessione. La vittoria di Dazn alla fiera dei diritti trasforma ancora una volta il passatempo nazionale in un'occasione per cambiare il costume, ci dice Gabriele Romagnoli; e anche il traino per ampliare le frontiere tecnologiche nazionali secondo Riccardo Luna. Il malandato sistema calcio si rivelerà all'altezza? Si chiede Francesco Saverio Intorcia. Agli appassionati non resta che attrezzarsi (qui una comoda guida).
Hiiit Parade
La mano premeditata
di Fabrizio Bocca
10  Amore
“Sono tifosa della Lazio. Mio marito ne è malato, se vince ho tre giorni stupendi, se perde ho un porcospino in casa”. Le rivelazioni di Eva Henger a TuttoGossipNews, riprese da molti media sportivi.
(Eva Henger, 48 anni, ungherese, personaggio cult anni 90. Attrice, ex pornostar della scuderia e già moglie di Riccardo Schicchi poi morto nel 2012, 20 film “normali” e 18 hard sex. Lei sostiene di averne girati solo 4, gli altri 14 sarebbero stati ricavati tagliando e rimontando sempre le stesse scene di quei 4. Senza che nessuno se ne sia mai accorto).
9 Flagellazioni
“Ho letto e riletto decine di volte la lettera con cui Cesare Prandelli si è dimesso, improvvisamente e imprevedibilmente, dalla Fiorentina”. Marino Bartoletti, 72 anni, ex direttore del Guerin Sportivo, ex conduttore del Processo del Lunedì, volto noto tv, storico del Festival di Sanremo, si infligge, per motivi sconosciuti, una penitenza biblica. (Facebook). 
8 Memorie
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport sul connazionale Christian Eriksen e altro, l’ex attaccante danese Preben Elkjaer Larsen, detto ai tempi d’oro “Cavallo Pazzo” o anche “Sindaco di Verona”, oggi commentatore tv a 63 anni, cita un solo aneddoto, per altro arcinoto, del suo trascorso veronese: “Juve-Verona, Coppa dei Campioni 85-86, a porte chiuse: atmosfera stranissima. Poi successe di tutto e, quando entrarono i carabinieri nel nostro spogliatoio, Bagnoli disse: Se cercate i ladri sono dall’altra parte”. 6 novembre 1985, metteteci una pietra sopra.
7 Mestieri
Moriba Kouruma Kouruma, meglio noto come Ilaix Moriba, 18 anni, guineano naturalizzato spagnolo, centrocampista del Barcellona, ultimo astro nascente della Masia, 5 presenze e un gol che valgono già le mire di Manchester City, United e Chelsea, una trattativa per un ricco contratto e l’ipotesi di una clausola di rescissione da 150 milioni. Il ragazzo nell’incertezza di sfondare come calciatore si è iscritto a una scuola di parrucchieri del noto estetista Josep Pons per garantirsi comunque almeno un futuro da parrucchiere. E’ già stato soprannominato ovviamente “El Peluquero”.
6 A orologeria
“Bisogna fare i complimenti all’Inter, perché ha capito che per vincere bisogna comprare gli juventini” (Tuttojuve). Ogni riferimento a Beppe Marotta e Antonio Conte è assolutamente voluto. Lo dice Stephan Lichsteiner, svizzero, 37 anni, difensore della Juventus dal 2011 al 2018 (7 scudetti). Lichsteiner si è ritirato ufficialmente dal calcio, frequenta un corso da orologiaio presso l’azienda zurighese “Maurice de Mauriac” e fa il dirigente della squadra di hockey dell’HC Lugano.
La Top Five di questa settimana la trovate qui
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