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Sport e imprese, l'Italia è uscita dalla crisi facendo squadra

Da sinistra: Giovanni Malagò (presidente Coni), Barbara Beltrame Giacomello (vicepresidente Confindustria), Luisa Todini (presidente Comitato Leonardo) e Carlo Ferro (presidente Ice)
Da sinistra: Giovanni Malagò (presidente Coni), Barbara Beltrame Giacomello (vicepresidente Confindustria), Luisa Todini (presidente Comitato Leonardo) e Carlo Ferro (presidente Ice) 
Al Salone d'Onore del Coni presentato il report dell'Università Luiss sull'impatto dello sport nell'economia del nostro Paese. Vola l'export, da incrementare ulteriormente l'attività femminile. Malagò: "All'estero il nostro prestigio è grande, dobbiamo ricordarcene più spesso"
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ROMA — Il settore delle attività sportive, in Italia, conta quindicimial aziende, impiega quarantamila lavoratori, genera un fatturato di quattro miliardi di euro. Un valore che corrisponde a più di un punto e mezzo del Pil e che cresce quando si fonde con attività turistiche, commerciali, eventi. Senza considerare, come ha dello il presidente del Coni, Giovanni Malagò, "il valore culturale, sociale e di benessere per i giovani. Fattori che non sono quantificabili. E poi il prestigio dello sport italiano all'estero, che in casa non sappiamo raccontarci a sufficienza". A dare una misura al contributo che l'imprenditoria legata allo sport dà al sistema economico del nostro Paese, la tavola rotonda “Sport e Imprese. What’s Next?”, che si è tenuta al Salone d’Onore del Coni il 26 maggio, organizzata con Comitato Leonardo, Confindustria, Università Luiss e Agenzia Ice.

Il dibattito è ruotato attorno al report realizzato dalla Luiss per il Comitato Leonardo "Sport e Impresa. Una partnership vincente" sotto la guida del prorettore Stefano Manzocchi. Uno studio che, come precisato dallo stesso professore, è una rappresentazione ristretta di tutto il movimento. L'analisi, infatti, ruota attorno a club e palestre. "Oltre a fotografare la situazione attuale - ha spiegato Manzocchi - è interessante capire quali siano le potenzialità del settore. Il nostro export è simile a quello della Germania, ma abbiamo un import minore. Ciò significa che "in casa" le nostre aziende sono competitive. E rispettano molti dei gol dell'agenda Onu 2030. Una pecca, però, è la scarsa pratica sportiva da parte delle donne, in crescita negli ultimi anni ma ancora non ai livelli degli altri Paesi europei".

Il momento più duro, quello della pandemia. sembra finalmente superato. "Le nostre imprese hanno tratto insegnamento anche da quel periodo buio - ha raccontato Luisa Todini, presidente del Comitato Leonardo, che prima dell'intervento ha ricordato la scomparsa di Laura Biagiotti, donna di sport e appassionata di golf. Un'eredità raccolta dalla figlia Lavinia, presente in sala - imparando a utilizzare nuovi strumenti digitali che hanno permesso di fare sport online. La forza del nostro sistema (Leonardo conta 121 aziende con un fatturato complessivo di 410 miliardi di euro, ndr) è che funziona non solo quando l'Italia dello sport vince. Il trend è positivo anche in caso di pessimi risultati, perché sappiamo comunicare bene che dopo una sconfitta bisogna sapersi rialzare".

Risultati che, però, possono migliorare ancora. "Nei mercati europei l'Italia è forte - precisa Barbara Beltrame Giacomello, vicepresidente di Confindustria -. Ora la nuova sfida è fare breccia in Asia, a partire da colossi come Cina e India. Attrezzi, indumenti per lo sport e materiali per le piste sono eccellenze del Made in Italy da esportare in tutto il mondo". Il focus della ricerca Luiss e della discussione si è poi spostato sulle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina del 2026. La spesa stimata per la realizzazione dell'evento è di un miliardo di euro. Si conta, calcolando l'indotto, di guadagnarne tre. "Insieme alla Fondazione Milano-Cortina - prosegue Beltrame Giacomello - stiamo lavorando sul marketing delle aziende italiane che producono articoli sportivi. È un'occasione che non possiamo perdere".

Traguardi che, come nello sport, si raggiungono grazie al lavoro di squadra. "È fondamentale - ha sottolineato Carlo Ferro, presidente di Ice agenzia - fare sistema mettendo insieme le capacità di ciascun attore a supporto delle imprese e dei territori. Noi, nell’ambito del Patto per l’Export, lo stiamo facendo con 19 nuove azioni: fra queste la campagna di Nation Branding Be.IT e la piattaforma MadeinItaly.gov.it, che sono collegate anche agli eventi sportivi che sosteniamo. Dal Gp del MadeinItaly di F1 al Giro d’Italia, fino alla Lega Serie A, oggi trasmessa all'estero con i loghi Serie A e Be.IT".

La tavola rotonda si è chiusa con un messaggio in video del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. "Seguiamo con sempre maggiore attenzione le dinamiche del settore sportivo nel quadro dell’economia nazionale, soprattutto da quando ha assunto le competenze in materia di commercio estero e ha posto innovazione, digitalizzazione e qualità dell’export alla base della strategia a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane. Per questo, insieme all’agenzia Ice, abbiamo voluto sfruttare i grandi eventi sportivi internazionali per promuovere il nostro Paese e le eccellenze italiane. Un’attività promozionale mirata, coordinata e sistematica del Made in Italy è un fattore chiave per il posizionamento delle imprese sui mercati esteri: lo sport italiano, riunendo diverse filiere produttive, dà un contributo fondamentale al raggiungimento di questo obiettivo”.

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