Un documento, webinar, corsi di formazione, l'impegno di 26 tra associazioni ed enti. Per combattere gli abusi e le violenze sui minori nel mondo dello sport. In momenti, quelli dell'attività fisica, che dovrebbero essere dedicati alla crescita, all'educazione, all'insegnamento delle regole. Il caso recente più eclatante è il processo al medico della nazionale di ginnastica statunitense Nassar, condannato a 176 anni di prigione per abusi alla campionessa Simone Biles e altre 500 giovani atlete come lei. Ma anche in realtà molto più piccole può esserci una bambina o un bambino che soffre a causa di un adulto. Per questo il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio, con l'impegno diretto del sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali, ha lanciato "Battiamo il silenzio". Un progetto portato avanti durante la pandemia anche grazie al supporto decisivo di Evelina Christillin, membro Uefa nel Consiglio della Fifa, e Joyce Cooke, senior advisor del massimo organismo del calcio mondiale. Da luglio partiranno i corsi di formazione per educatori sportivi, famiglie e insegnanti di scuola. Ognuno deve fare la propria parte.
Vezzali: "Una linea comune per battere gli abusi"
È stata Vezzali ad aprire la tavola rotonda che si è tenuta il 6 giugno al Centro congressi Fontana di Trevi di Roma. Il momento di lancio di un dossier (e del sito del progetto) chiamato ora a mettere in pratica quanto discusso finora. "Il documento condiviso di policy - spiega Vezzali - dà inidcazioni chiare su come sviluppare un approccio comune per contrastare gli abusi sui minori. È stato un lungo studio partito dall'analisi di quanto fatto all'estero, in particolare le linee guida della Fifa. Un focus dettagliato ci ha permesso poi di capire meglio come implementare politche efficaci. Il documento assicura il rispetto, la lotta alle discriminazioni, invita all'ascolto e alla partecipazione". Non solo. "Si è individuato un meccanismo che premia le realtà migliori che avranno accesso a fondi dedicati messi a disposizione dal Dipartimento".
Christillin: "La condivisione del sapere migliorerà la situazione"
Emozione e passione da parte di Christillin, nel Nucleo operativo insieme all'ex campionessa Fiona May, che ha ringraziato più volte Cooke per il prezioso supporto. "Ora anche la Uefa ha seguito le linee della Fifa e da qualche mese c’è un documento voluto da Michele Uva che pone l'attenzione sul tema. Tra gli undici punti Esg, il numero 8 e 9 sono proprio dedicati alla tutela dei ragazzi e dei bambini. Ringrazio le 26 associazioni che ci sostengono: abbiamo dovuto lavorare da remoto ma non sono mai mancate puntualità e disponibilità. È bello poter condividere queste conoscenze acquisite insieme in ambito internazionale: cultura e sport sono lingue universali". Le associazioni che sostengono il progetto "Battiamo il silenzio" sono Aces, Acsi, A.Ge, Aics, Asilo Savoia, Arcigay Aps, Assist associazione nazionale atlete, Aic, Cammino, Cavallo Rosa, Centro nazionale sportivo Libertas, Centro sportivo italiano, Cipm, C.S.A.In., Differenza Donna, Rcos, Federazione italiana rugby, Figc, Associazione IWW Osservatorio, Mai più violenza infinita, Save The Children, Scuola di Fair Play Italia, Telefono Azzurro, Terre Des Hommes, Uisp, Unicef.
Cooke: "Abusano dei bambini persone conosciute"
E proprio Cooke, intervenuta in videoconferenza, ha sottolineato come "un milione di bimbi nel mondo fanno sport, un mezzo per motivare, educare, includere. Anche insegnare la gentilezza, come perdere, come vincere. Lo sport ha il potere di cambiare il mondo, di ispirare le persone. Dobbiamo garantire a sempre più bambini di godere dei benefici dello sport. Devono essere sicuri quando lo fanno. Una delle minacce sono gli abusi sessuali, i bambini sono i più vulneabili. L’Oms - ha precisato la senior advisor della Fifa - ha stimato che un miliardo di bambini tra 1 e 17 anni ha avuto esperienza di violenza emotiva o sessuale. Nel 2021 il 20% dei bambini che ha risposto alle domande sugli abusi dice di averne subiti. E nella maggior parte dei casi da persone che conoscono". Purtroppo, però, non sempre il male emerge. "Ci sono casi non segnalati per abusi di potere, coperture o negligenza. Anche la Fifa sta facendo grandi indagini. Bisogna agire insieme alle agenzie specializzate, con i governi, gli esperti. È importante ascoltare le vittime. Lo sport non può fare da solo, ma deve essere una parte determinante di questo processo. Chiederemo aiuto all’Italia, che da questo punto di vista ha fatto dei grandi passi in avanti. Dobbiamo unire le forze".
L'impegno del Dipartimento per lo Sport
Rocco Briganti, presidente del Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l'abuso all'infanzia e altro membro del Nucleo operativo del progetto, ha chiesto al Dipartimento per lo Sport di supportare "Battiamo il silenzio" con investimenti e spazi dedicati. "Serve linfa - ha dichiarato -. La sfida vera sarà la parte formativa. Dobbiamo dare forza e credibilità al sistema accrescendo le conoscenze degli educatori sportivi grazie al grande lavoro delle associazioni presenti sul territorio. Bisogna essere espliciti, per far sentire agli atleti la fiducia e convincerli a parlare dei loro problemi". Un appello raccolto subito da Michele Sciscioli, capo del Dipartimento per lo Sport: "Ci crediamo, lo dimostra la presenza di Vezzali oggi e vi garantisco che ogni giorno il sottosegretario stimola tutti noi a portare avanti il lavoro. Vorrei ricordare, inoltre, il punto più importante: dobbiamo denunciare, trovare il coraggio di farlo. Tutti, dai ragazzi alle loro famiglie". No, non può vincere il silenzio.