✕

"Siamo tutti con Vinicius". Il Real Madrid si stringe al suo giocatore, vittima dei razzisti. L'Onu chiede al calcio di fare di più contro le discriminazioni

Il brasiliano, turbato per i fatti di Valencia, pubblica un video su Instagram con tutti gli episodi discriminatori di cui è stato vittima e decide di non giocare contro il Rayo Vallecano. Il Bernabeu gli dedica striscioni e un lungo applauso. Tebas, il presidente della Liga che lo aveva criticato, costretto a pubbliche scuse
2 minuti di lettura

Uno tsunami. Che ha travolto prima il campionato di calcio spagnolo, poi l’intero Paese. Il caso Vinicius, quell’assordante coro urlato da uno stadio intero che lo chiamava “scimmia”, le accuse contro di lui della Liga, l’ente organizzatore del campionato, quasi a ribaltare i ruoli di colpevoli e vittima.

Razzismo, Vinicius posta su Instagram i video di tutte le volte che è stato insultato: "È inumano"

Vinicius non gioca, tutto il Bernabeu è al suo fianco

Mercoledìi mattina, quando si è svegliato, Vinícius José Paixão de Oliveira Júnior, il fantastico attaccante ventiduenne di Sao Gonçalo, dello stato di Rio de Janeiro, ha deciso che di giocare, qualche ora più tardi contro il Rayo Vallecano, non aveva la forza. Troppo doloroso l’impatto di quell’onda che lo ha travolto allo stadio Mestalla di Valencia, dove è diventato il ber…

Uno tsunami. Che ha travolto prima il campionato di calcio spagnolo, poi l’intero Paese. Il caso Vinicius, quell’assordante coro urlato da uno stadio intero che lo chiamava “scimmia”, le accuse contro di lui della Liga, l’ente organizzatore del campionato, quasi a ribaltare i ruoli di colpevoli e vittima.

Razzismo, Vinicius posta su Instagram i video di tutte le volte che è stato insultato: "È inumano"

Vinicius non gioca, tutto il Bernabeu è al suo fianco

Mercoledìi mattina, quando si è svegliato, Vinícius José Paixão de Oliveira Júnior, il fantastico attaccante ventiduenne di Sao Gonçalo, dello stato di Rio de Janeiro, ha deciso che di giocare, qualche ora più tardi contro il Rayo Vallecano, non aveva la forza. Troppo doloroso l’impatto di quell’onda che lo ha travolto allo stadio Mestalla di Valencia, dove è diventato il bersaglio dei razzisti fin dall’arrivo sul pullman del Real Madrid ai cancelli dell’impianto. A Valencia era stato espulso lui, nonostante tutto, per una reazione nervosa contro un avversario che lo aveva preso per il collo da dietro: espulsione cancellata, l’arbitro al Var che aveva inviato le immagini, ritenute parziali, rimosso. Eppure il talento brasiliano non se l’è sentita di giocare di nuovo: è entrato in campo, nel “suo” Santiago Bernabeu, ma in borghese, mentre tutti i compagni indossavano la sua maglia prima dell’inizio della partita.

Il timelapse del Cristo Redentore di Rio al buio in solidarietà con Vinicius, vittima di razzismo

L'Onu: "Nel calcio occorre fare molto di più contro il razzismo"

Nel frattempo la questione è diventata un caso diplomatico su scala internazionale. A Ginevra ha parlato l’Alto commissario Onu per i diritti umani, Volker Turk: "Invito chi organizza eventi sportivi a mettere in atto strategie per contrastare il razzismo. Occorre fare molto di più". Il Brasile, il Paese di Vinicius, ha chiesto spiegazioni al governo spagnolo e spento la luce del Redentore del Corcovado, a Rio. Il presidente Lula, che lo ha chiamato dopo i fatti, si è fatto carico della questione e la affronterà personalmente col primo ministro spagnolo Pedro Sanchez.

Real Madrid, Vinicius furioso con il pubblico del Valencia che gli urla "scimmia"

Vinicius, il presidente della Liga, Tebas, costretto a pubbliche scuse

Un sostegno che Vinicius non ha ricevuto nella stessa misura in Spagna. Anzi. Javier Tebas, presidente della Liga spagnola, la società che organizza il campionato, ha accusato il giocatore di aver disertato gli appuntamenti sul razzismo organizzati dalla Liga aggiungendo un inquietante “non lasciatevi manipolare”. Poi si è dovuto scusare, dando la colpa alla fretta e all’emotività del momento, ma il suo atteggiamento riflette quello di molte istituzioni sportive, e non solo per il suo passato da giovane franchista, evoluto in un convinto sostegno all’estrema destra spagnola. Ma perché lui, come altri, appare più interessato a tutelare il valore commerciale del torneo che a tentare di fare pulizia dai tanti razzisti che regolarmente fanno mostra di sé negli stadi con ululati bestiali contro i giocatori neri. Un fenomeno che non ha confini: prima di Valencia era successo a Madrid, dove i tifosi dell’Atletico avevano impiccato un manichino con la maglia di Vinicius e dove in vari casi si sono avvertiti insulti come “macaco” verso i giocatori avversari, come Araujo del Barcellona.

Il manichino con la maglia di Vinicius impiccato dagli ultrà dell'Atletico Madrid 
Vinicius, curva chiusa, razzisti arrestati

Da anni il Real segnala casi di xenofobia ai danni del giocatore, la Liga ne ha contati almeno nove dal 2018 a oggi e mai era successo nulla: è servito che lui affrontasse in campo i razzisti per far aprire a una Procura spagnola un’indagine che ha portato finora a sette arresti, tra Valencia e Madrid. È stata chiusa anche la tribuna Mario Kempes dello stadio valenciano per cinque turni: in almeno altre sette circostanze non era accaduto, prova tangibile di quanto i vertici del calcio abbiano preferito far finta di nulla, invece di dare un segnale netto contro i razzisti.

Roma-Sampdoria, Mourinho ferma i cori razzisti contro Stankovic. Il serbo: "Fiero di essere zingaro"

Razzismo in Italia, i casi Stankovic e Lukaku

In Italia non siamo messi molto meglio: quando la curva romanista chiamò “zingaro” Stankovic, il club se la cavò con una multa. La Juventus, dopo gli ululati a Lukaku, aveva espulso a vita alcuni dei responsabili, prima che la Corte d’appello cancellasse la chiusura della curva per un ritardo di 12 minuti nell’invio della mail con le accuse. “Nulla sarà più come prima”, titola Marca, quotidiano sportivo di Madrid. L’unica speranza è che sia davvero così.

Juventus-Inter, i cori razzisti della curva bianconera verso Lukaku: "Scimmia del c..."