Ritmi inglesi, muscoli, fantasia e Okafor: il Milan cambia pelle grazie ai soldi di Tonali
di Emanuele GambaAl Milan mancano ancora almeno tre elementi chiave – un’ala, un mediano di scorta e un terzino di ricambio, ma non la nitidezza delle idee e la chiarezza di un programma tattico che Pioli, ormai il vero punto di riferimento tecnico della società, sta sviluppando fin dal primo giorno di ritiro. Con l’acquisto di Noah Okafor, 23enne del Salisburgo pagato 15 milioni (bel colpo, nel rapporto qualità/prezzo), il reparto d’attacco è quasi completo, perché lo svizzero può giocare sia da ala (destra o sinistra) sia da centravanti, anche se le sue modeste percentuali realizzative sono da esterno, più che da bomber: nel Salisburgo si è sistematicamente alternato nelle tre posizione. Ora si tratta di capire se il Milan aggiungerà un’ulteriore ala (Chukwueze rimane il primo obiettivo), com’è più probabile, oppure un 9 classico, tipo Taremi.
La rivoluzione di Pioli: “Saremo più offensivi”
Il Milan sarà l’unica squadra d’alta classifica che cambierà pelle, a…
Al Milan mancano ancora almeno tre elementi chiave – un’ala, un mediano di scorta e un terzino di ricambio, ma non la nitidezza delle idee e la chiarezza di un programma tattico che Pioli, ormai il vero punto di riferimento tecnico della società, sta sviluppando fin dal primo giorno di ritiro. Con l’acquisto di Noah Okafor, 23enne del Salisburgo pagato 15 milioni (bel colpo, nel rapporto qualità/prezzo), il reparto d’attacco è quasi completo, perché lo svizzero può giocare sia da ala (destra o sinistra) sia da centravanti, anche se le sue modeste percentuali realizzative sono da esterno, più che da bomber: nel Salisburgo si è sistematicamente alternato nelle tre posizione. Ora si tratta di capire se il Milan aggiungerà un’ulteriore ala (Chukwueze rimane il primo obiettivo), com’è più probabile, oppure un 9 classico, tipo Taremi.
La rivoluzione di Pioli: “Saremo più offensivi”
Il Milan sarà l’unica squadra d’alta classifica che cambierà pelle, anche se l’allenatore resta lo stesso e alla fine i titolari nuovi potrebbero essere tre soltanto, Pulisic, Loftus-Cheek e Reijnders: ma filosofia e inclinazioni saranno nuove, perché grazie ai soldi incassati dalla cessione di Tonali i rossoneri hanno capito di aver la possibilità di ristrutturare la rosa nella sua stessa essenza, ancorando a un centrocampo rifatto da capo una struttura di squadra diversa, e non soltanto perché il modulo di riferimento passerà dal 4-2-3-1 al 4-3-3, anche se il sistema di gioco con il quale i rossoneri hanno vinto lo scudetto rimarrà un’alternativa frequente. “Vorrei una squadra ancor più offensiva e ancor più dominante”, dice
Pioli, che ha deciso di cambiare proprio il motore: al posto del triangolo Tonali-Diaz-Bennacer (che dall’infortunio rientrerà non prima di gennaio), che garantiva agilità e sveltezza, sta piazzando un trio possente, fortemente muscolare ma senza un vero regista di riferimento: più che sul possesso palla, il Milan punterà sul ribaltamento immediato, sulla pressione costante, sugli inserimenti a turno delle mezze ali e sull’impatto puramente fisico.
Ritmi da Premier con quattro ex Chelsea
L’idea è quella di un gioco martellante, verticale, di grande intensità: il fatto che tra i titolari ci saranno quattro giocatori abituati alla Premier (tutti ex Chelsea, tra l’altro) aiuterà assai. La ricerca della geometria e del palleggio non sarà una costante. L’idea è piuttosto quella della catapulta: già nella prima sgambata di luglio, contro il Lumezzane, si è vista una mezzala spesso in area (Pobega, che ha fatto due gol da attaccante puro) e un’altra sovente in rifinitura (Loftus-Cheek). Il centrocampista più cauto è stato Krunic, che a gioco lungo dovrebbe diventare il perno arretrato del centrocampo, ma lui stesso si è sganciato più volte, perché l’idea è di attaccare sempre almeno in 6: i tre del del tridente, due mediani e un terzino esterno, tant’è che di fatto il modulo offensivo diventa un 3-2-4-1. Sarà fondamentale svelare le qualità di Reijnders, che a questo punto è a tutti gli effetti un uomo chiave: l’olandese si è definito “un centrocampista che crea occasioni, specialmente in dribbling” e questo significa che è nei 30 metri avanzati che deve scavare la differenza.
Più che l’algoritmo, decide Pioli: “Maignan il nuovo Ibra”
La campagna acquisti non la sta facendo l’algoritmo, non ancora, ma è stata studiata da due eccellenti segugi come Moncada e D’Ottavio in sintonia con Pioli, che va assumendo un ruolo almeno semi-dirigenziale. Non è un caso che sia Pulisic sia Reijnders si siano presentati dicendo di aver scelto il Milan “dopo aver parlato con Pioli, che mi ha convinto in pochi minuti”. Ed è anche di Pioli la decisione di emarginare Rebic e Origi, due elementi non certo di secondo piano ma giudicati inadatti, specie per indole, al nuovo corso del Milan tambureggiante. “Ho un obiettivo, e l'ho detto a tutti: essere felice e allenare giocatori felici”, ha detto l’allenatore a Sky, che ha eletto anche il successore di Ibrahimovic a livello di leadership: “Se dovessi dire il nome di un leader, allora quello è Mike Maignan. Ha una mentalità, una determinazione e un'ossessione nell'essere il migliore che possono essere contagiose. È un punto di riferimento per me e per la squadra".
Dopo Okafor servono ancora tre rinforzi
A Pioli mancano ancora almeno tre giocatori. Gli serve ancora un elemento offensivo (Rebic e Origi hanno fallito, in quella veste), quasi certamente l’estrerno destro del Villarreal Chukwueze, ha assoluto bisogno di un quinto centrocampista (in attesa di Bennacer, ci sono soltanto Loftus-Cheek, Reijnders, Krunic e Pobega) e di un terzino sinistro di scorta, visto che anche Ballo-Touré è stato estromesso e sta trattando con il Fulham, anche se interessa pure al Bologna. I titolari però ci sono.
Il tridente geniale e i terzini registi
Il tridente è potenzialmente esplosivo, chiunque sia il centravanti (Giroud? Okafor? Colombo?), perché Pulisic e Leao sono ali che, se ne hanno voglia (e se l’americano torna quello che era a Dortmund), possono diventare imprendibili con i lori colpi di genio. E ai terzini Pioli tornerà a chiedere variazioni sul tema. Nel test contro il Lumezzane, si è visto spesso Florenzi (che rimpiazzava Théo) affiancarsi a Krunic in regia, liberando lo spazio per la coppia Pobega-Pulisic, e Calabria tagliare in diagonale il campo fin sul lato opposto. E’ un calcio di movimento in cui solo i due difensori centrali e il centravanti hanno posizioni fisse e che può funzionare soltanto ad alta intensità e se il pressing sarà efficace, perché il Milan potrebbe incontrare difficoltà nell’organizzare la manovra dal basso, ma diventare letale se ruba palla e ribalta il fronte un un amen.
Lunedì all’alba l’esordio con il Real Madrid
La tournée americana darà le prime risposte, magari non già a partire dal test di domenica (l’alba di lunedì in Italia) a Pasadena contro il Real Madrid, nello stadio della finale mondiale del 1994, quella del rigore alle stelle di Roberto Baggio, troppo vicina al viaggio intercontinentale e troppo sottoposta agli effetti del jet-leg, quanto piuttosto dai due successivi contro Juventus (venerdì 28 luglio) e Barcellona (lunedì 2 agosto), tra Los Angeles e Las Vegas.