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Qui si rifà l’Italia: la cura Spalletti contro i fantasmi

Head coach of Italy Luciano Spalletti during a training session of the Italian national team at the Coverciano traning centre near Florence, Italy, 08 September 2023
ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI
Head coach of Italy Luciano Spalletti during a training session of the Italian national team at the Coverciano traning centre near Florence, Italy, 08 September 2023 ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI (ansa)
Stasera l’Italia contro la Macedonia del Nord, la squadra che ha negato agli azzurri il Mondiale
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Skopje — Il ct della catarsi strizza gli occhi per guardare il giornalista macedone, che affonda il coltello nella beffa di Palermo: la discesa agli inferi della Nazionale, spinta nel punto più basso della sua storia dalla piccola Macedonia del Nord, che meno di un anno e mezzo fa negò il Mondiale all’Italia quattro volte campione. L’avete rivista quella partita? Luciano Spalletti non c’era e proprio per questo è l’uomo più adatto a rispondere. Sa che all’Arena Proeski non va in scena soltanto il suo debutto da successore del transfuga Roberto Mancini, ma anche la rimozione di un lutto sportivo, per mezza squadra ancora raggelata. Naturalmente privo di sensi di colpa, può ricondurre l’evento alla tattica, svuotandolo dei riflessi psicoanalitici: «Certo che abbiamo analizzato tanto quella partita: posso raccontarla tutta. L’analisi tecnica dei nostri avversari l’abbiamo tirata fuori da lì, anche perché per i reduci era più semplice».

Se deve appunto essere catartico, questo viaggio sotto la fortezza di Skopje, davanti alla statua di Alessandro Magno e al museo di Madre Teresa di Calcutta, dentro il Gradski Park dove ieri il premier Kovacevski ha celebrato la festa dell’indipendenza con un pubblico distratto, mentre sul ring i bambini tiravano di boxe, è meglio ricominciare dal concetto del calcio sport democratico, che può azzerare 60 posti della classifica Fifa (numero 8 l’Italia, 68 la Macedonia): «Loro sono fisici, cercano spazi dietro le linee e nel loro stadio assumono la postura dei protagonisti».

Ma i protagonisti devono essere gli azzurri, penalizzati nella qualificazione a Euro 2024 dalla falsa partenza con l’Inghilterra. Spalletti lo chiarisce bene: «All’inno di Mameli mi emozionerò. Ma questi giocatori li ho scelti tutti io e da loro voglio una risposta. Contano comportamento e atteggiamento, senza vittimismi: ne abbiamo parlato a Coverciano e si spera che il risultato sia una conseguenza». Tattica, ma non solo: «Dentro la corretta organizzazione va lasciato spazio a estro e fantasia». Sacrificio: «Ci saranno momenti in cui difenderemo in 9. L’importante è l’idea di calcio che faccia innamorare chi ci vuole bene: passione e amore per inorgoglire tutti gli italiani». La scelta di Immobile capitano e di Donnarumma vice è per ragioni morali: «Fino all’Europeo sarà così, poi faremo un ragionamento: a me non piace che il capitano sia per forza chi ha più presenze, ma il più generoso, amico di tutti e apprezzato: dai compagni, da chi non gioca, dalla classe arbitrale».

La curiosità è anche per il gioco, brillantissimo al Napoli. La prima formazione, col 4-3-3: Di Lorenzo-Mancini-Bastoni-Dimarco davanti a Donnarumma, Barella-Cristante-Tonali a centrocampo e in attacco, con Politano e Immobile, Zaccagni a sinistra favorito su Raspadori. Chiesa è rimasto in casa per un fastidio muscolare, come Pellegrini: «Non li ho trattenuti, poteva essere pericoloso. Con i club bisogna lavorare a braccetto». Della pericolosità del prato ha parlato Immobile. Spalletti puntualizza: «Per il nostro gioco, ferma restando la necessità di tutelare l’incolumità dei calciatori, il campo non sarà un alibi». La Macedonia, dopo lo 0-7 in Inghilterra, ha Milevski ct in bilico, sfiduciato dal capitano Ristovski, e il goleador di Palermo Trajkovski senza squadra. Sembra felice il solo Elmas, allievo di Spalletti. Il ct della catarsi.

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