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Baseball, finisce il sogno dell’Italia. Venezuela finalista, Trump: “Vittoria magica”

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Gli azzurri di Francesco Cervelli si fermano in semifinale al World Baseball Classic
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New York - A Miami, sotto le luci artificiali che trasformano il baseball in una sorta di teatro morale, l’Italia ha scoperto il limite della propria favola. Non è stata una disfatta, né un crollo: è stata la fine di una narrazione che per alcuni giorni aveva reso plausibile tutto. Per la prima volta approdata in semifinale al World Baseball Classic, questo piccolo Mondiale promosso dalla lega americana con i suoi migliori giocatori e che si disputa dal 2006, l’Italia aveva vinto cinque partite su cinque, battendo anche gli Stati Uniti e dando spettacolo dentro e fuori dal campo.

La grande illusione azzurra

A Miami gli azzurri erano andati avanti sul 2-0, puntando su Aaron Nola e Michael Lorenzen, prima di subire la lenta rimonta del Venezuela, capaci di accorciare a…

New York - A Miami, sotto le luci artificiali che trasformano il baseball in una sorta di teatro morale, l’Italia ha scoperto il limite della propria favola. Non è stata una disfatta, né un crollo: è stata la fine di una narrazione che per alcuni giorni aveva reso plausibile tutto. Per la prima volta approdata in semifinale al World Baseball Classic, questo piccolo Mondiale promosso dalla lega americana con i suoi migliori giocatori e che si disputa dal 2006, l’Italia aveva vinto cinque partite su cinque, battendo anche gli Stati Uniti e dando spettacolo dentro e fuori dal campo.

La grande illusione azzurra

A Miami gli azzurri erano andati avanti sul 2-0, puntando su Aaron Nola e Michael Lorenzen, prima di subire la lenta rimonta del Venezuela, capaci di accorciare al quarto dei nove inning con un fuoricampo di Eugenio Suárez, e poi mettere a segno tre punti nel settimo inning, con tre corse vincenti dei giocatori in base. Tutti i battitori azzurri sono stati eliminati, lasciando la squadra a zero. Da 1-2 a 4-2 nello spazio di venti minuti. E’ stato il momento chiave dell’incontro per il risultato finale, che non è più cambiato, grazie alla freddezza dei lanciatori sudamericani entrati negli ultimi inning: 4-2 per il Venezuela e finale stanotte contro gli Stati Uniti.

In finale sarà Venezuela-Stati Uniti

Non è sfuggita a queste latitudini l’ironia del duello tra due Paesi allo scontro per mesi, con il Pentagono che prima ha bombardato decine di scafi di presunti narcotrafficanti e poi rapito il presidente in carica, Nicolas Maduro, prima di sancire un accordo con Caracas sulla base di lingotti d’oro e petrolio. L’ex caudillo è rinchiuso nel carcere metropolitano di Brooklyn, New York. Donald Trump se ne starà alla Casa Bianca, a Washington. Entrambi forse guarderanno la partita che vale il titolo e una resa dei conti non solo sportiva. La sconfitta azzurra non ridimensiona il percorso straordinario di un team che ha incantato milioni di americani, grazie ai fuori campo di Vinnie Pasquantino, le corse di ‘Jac’ Caglianone, ma anche per i riti della confraternita dei paisà. Un caffè espresso per ogni fuoricampo, due baci sulle guance, la giacca Armani da indossare e una bottiglia di vino pregiato italiano al migliore della partita.

Ma per l’Italia resta un successo enorme

L’Italia è arrivata fino al penultimo traguardo con un entusiasmo quasi letterario: lo swing dei lanciatori non è stata solo tecnica, ma una dichiarazione di forza. Per almeno tre inning l’Italia - in divisa bianca, mentre gli avversari avevano quella azzurra - è apparsa la più forte, in uno stadio con 35 mila spettatori, dominato dal tifo di migliaia di venezuelani, i veri padroni di casa. Miami è la città americana con la più alta concentrazione di venezuelani. Trascinata da questo entusiasmo, la nazionale sudamericana, piena di talento e non meno ricca di memorie di migranti, ha giocato con una sicurezza che non è mai parsa arroganza, ma destino. E al centro di questa sicurezza c’è stato Ronald Acuña Jr., l’idolo della folla, che non si è limitato a dominare il campo, lo ha interpretato nei momenti chiave.

Il mito Ronald Acuña Jr.

Suo è stato il punto del pareggio (2-2), che ha segnato la svolta, seguito poi da quelli di Maikel Garcia e Luis Arráez.Le semifinali, come spesso accade, non sono il luogo della sorpresa: sono il luogo della conferma. E il Venezuela, considerato in fondo il favorito, anche per le condizioni ambientali, non ha voluto infrangere la tradizione. Per loro la finale di stanotte dovrà servire a riscrivere il proprio posto nel mondo. Trump li ha indicati per mesi come la feccia del mondo, i “peggiori criminali del mondo”, quelli della gang Tren de Aragua. Adesso troverà campioni del campionato americano decisi a mostrare chi possono essere. Per loro è la prima finale, dopo averla sfiorata due volte. Gli Stati Uniti, che domenica hanno battuto la Repubblica Dominicana 2-1, restano i grandi favoriti. Proprio per questo il Venezuela sente di avere di fronte un’occasione irripetibile per fare la storia.

Trump: “In Venezuela succedono cose buone”

Il presidente americano Donald Trump ha esultato per la vittoria. "Wow! Il Venezuela ha sconfitto l'Italia stasera, 4-2, nella semifinale del Wbc", ha scritto su Truth. "Stanno davvero benissimo. Ultimamente stanno succedendo cose buone in Venezuela! Mi chiedo cosa sia questa magia?", ha aggiunto. E poi: "Stato #51, qualcuno?", in riferimento al Venezuela come 51esimo stato dell'unione.

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