ROMA - L'azzardo, se così vogliamo chiamarlo, porta la firma di Francesco ''Cecco'' Vescovi. E' lui, attuale giemme dell'Openjobmetis, ad aver puntato su Pozzecco per il rilancio di Varese.
Come è nata l'idea?
"Intanto perché conoscevo il soggetto e poi perché a Capo d'Orlando aveva fatto intravedere delle buone cose. Ci è sembrata la persona giusta nel posto giusto. Il primo contatto c'è stato a febbraio, ho capito di averlo messo in difficoltà e abbiamo deciso di rimandare tutto a fine stagione".
Differenze tra Pozzecco giocatore e Pozzecco allenatore?
"Il Pozzecco giocatore in campo faceva impazzire avversari e compagni di squadra. Il Pozzecco allenatore è uno che si fa amare dai propri giocatori, è molto presente, scrupoloso, che si è buttato anima e corpo in questa avventura. Ha tutto per arrivare in alto".
[[ge:rep-locali:repubblica:98083246]]
Come lo ha visto nei giorni precedenti l'esordio?
"Molto nervoso, ma era comprensibile. Era la prima partita in A, a Varese e contro Cantù, tutte componenti che alzavano il livello di nervosismo. E' riuscito comunque a trasmettere grande entusiasmo alla squadra".
Come lo ha accolto Varese?
"Nonostante siano passati tanti anni Gianmarco è un giocatore sempre amato dalla gente. Nel bene e nel male è una persona che si fa apprezzare anche se qualche volta ci fa incazzare, ma fa parte del personaggio".
Con Pozzecco al comando Varese dove può arrivare?
"Abbiamo un profilo basso, vogliamo stare nell'ombra senza fare proclami. Abbiamo una buona squadra, un po' diversa dalle altre, con giocatori come Rautins ancora da scoprire. Diawara e Kangur? Hanno storto il naso quando li abbiamo ripresi, secondo me invece sono nel pieno della loro carriera. Tornare a Varese rappresenta un po' una nuova ondata di stimoli, faranno un grande campionato".
Come è nata l'idea?
"Intanto perché conoscevo il soggetto e poi perché a Capo d'Orlando aveva fatto intravedere delle buone cose. Ci è sembrata la persona giusta nel posto giusto. Il primo contatto c'è stato a febbraio, ho capito di averlo messo in difficoltà e abbiamo deciso di rimandare tutto a fine stagione".
Differenze tra Pozzecco giocatore e Pozzecco allenatore?
"Il Pozzecco giocatore in campo faceva impazzire avversari e compagni di squadra. Il Pozzecco allenatore è uno che si fa amare dai propri giocatori, è molto presente, scrupoloso, che si è buttato anima e corpo in questa avventura. Ha tutto per arrivare in alto".
[[ge:rep-locali:repubblica:98083246]]
Come lo ha visto nei giorni precedenti l'esordio?
"Molto nervoso, ma era comprensibile. Era la prima partita in A, a Varese e contro Cantù, tutte componenti che alzavano il livello di nervosismo. E' riuscito comunque a trasmettere grande entusiasmo alla squadra".
Come lo ha accolto Varese?
"Nonostante siano passati tanti anni Gianmarco è un giocatore sempre amato dalla gente. Nel bene e nel male è una persona che si fa apprezzare anche se qualche volta ci fa incazzare, ma fa parte del personaggio".
Con Pozzecco al comando Varese dove può arrivare?
"Abbiamo un profilo basso, vogliamo stare nell'ombra senza fare proclami. Abbiamo una buona squadra, un po' diversa dalle altre, con giocatori come Rautins ancora da scoprire. Diawara e Kangur? Hanno storto il naso quando li abbiamo ripresi, secondo me invece sono nel pieno della loro carriera. Tornare a Varese rappresenta un po' una nuova ondata di stimoli, faranno un grande campionato".