Basket, le pagelle dell'andata. In tre inseguono Milano
L'Olimpia si conferma squadra da battere migliorando il bilancio rispetto della scorsa stagione. Bene Sassari, Reggio Emilia e Venezia. Trento, Cremona e Capo d'Orlando le sorprese. Bocciate Caserta, Cantù e Romadi NICOLA APICELLA
ROMA - Promosse e bocciate, tempo di un primo bilancio dopo metà stagione di serie A. Se ne sono andate 15 giornate che hanno confermato sostanzialmente i pronostici della vigilia. Milano è e resta la squadra da battere, per talento, stazza e profondità di roster. Alle sue spalle ancora non è chiaro chi riuscirà a ritagliarsi il ruolo di anti Olimpia. Al giro di boa si è arrivati con l'EA7 in testa e un terzetto (Sassari, Venezia e Reggio Emilia, le tre più attrezzate come organico) ad inseguire.
MILANO A +6 - Se in Europa la squadra di Banchi paga difficoltà prevedibili (Brooks ha sprazzi di talento puro ma non vale per ora Langford e gli altri nuovi non stanno incidendo come si pensava) in Italia il talento e la taglia fisica dell'Olimpia non hanno al momento rivali. Dopo un avvio difficoltoso (due sconfitte nelle prime cinque giornate) Milano ha inserito il pilota automatico infilando dieci vittorie consecutive che l'hanno spin…
MILANO A +6 - Se in Europa la squadra di Banchi paga difficoltà prevedibili (Brooks ha sprazzi di talento puro ma non vale per ora Langford e gli altri nuovi non stanno incidendo come si pensava) in Italia il talento e la taglia fisica dell'Olimpia non hanno al momento rivali. Dopo un avvio difficoltoso (due sconfitte nelle prime cinque giornate) Milano ha inserito il pilota automatico infilando dieci vittorie consecutive che l'hanno spin…
ROMA - Promosse e bocciate, tempo di un primo bilancio dopo metà stagione di serie A. Se ne sono andate 15 giornate che hanno confermato sostanzialmente i pronostici della vigilia. Milano è e resta la squadra da battere, per talento, stazza e profondità di roster. Alle sue spalle ancora non è chiaro chi riuscirà a ritagliarsi il ruolo di anti Olimpia. Al giro di boa si è arrivati con l'EA7 in testa e un terzetto (Sassari, Venezia e Reggio Emilia, le tre più attrezzate come organico) ad inseguire.
MILANO A +6 - Se in Europa la squadra di Banchi paga difficoltà prevedibili (Brooks ha sprazzi di talento puro ma non vale per ora Langford e gli altri nuovi non stanno incidendo come si pensava) in Italia il talento e la taglia fisica dell'Olimpia non hanno al momento rivali. Dopo un avvio difficoltoso (due sconfitte nelle prime cinque giornate) Milano ha inserito il pilota automatico infilando dieci vittorie consecutive che l'hanno spinta da sola al comando con quattro lunghezze di vantaggio sulle inseguitrici. E tutto senza poter contare su Daniel Hackett, il giocatore che lo scorso anno con il suo arrivo sistemò gli equilibri dell'Olimpia. Il play, impiegato finora solo in Europa, dovrebbe tornare a breve (Petrucci gli concederà la grazia cancellando gli ultimi tre mesi di squalifica) e Banchi potrà contare su un altro giocatore in grado di spostare - almeno nei nostri confini - gli equilibri. Rispetto allo stesso periodo della passata stagione l'EA7 ha 6 punti in più ed è passata dal terzo al primo posto.
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SASSARI CERCA CONTINUITA' - Chi può essere l'anti Milano? La domanda che ci accompagna da inizio stagione non ha trovato ancora una risposta. Potrebbe diventarlo Sassari se saprà dare continuità all'ultima striscia positiva (cinque successi) e trovare un assetto definitivo tra nuovi innesti e rientro degli infortunati. La Dinamo, completamente rinnovata rispetto ad un anno fa, ha 4 punti in più dello scorso anno quando fini l'andata al sesto posto. L'impatto con l'Eurolega si è rivelato più duro del previsto, soprattutto a livello fisico e mentale, con evidenti ripercussioni sul rendimento in campionato. Il bilancio resta comunque positivo, come quello di Reggio Emilia, terza al giro di boa con sei punti in più del girone di andata di un anno fa. Menetti non ha mai potuto contare sulla squadra costruita in estate (Darius Lavrinovic debutterà solo tra un mese dopo due interventi) ma questo non gli ha impedito di costruire un gruppo dove - da Cinciarini a Della Valle passando per Polonara e Mussini - i protagonisti sono i giocatori italiani. Le ultime due sconfitte con Sassari e Capo d'Orlando hanno macchiato un po' la prima parte di stagione di Venezia comunque a +6 rispetto ad un anno fa (quando chiuse ottava) dopo essere stata a lunga in vetta. Volendo trovare un neo dell'Umana, da rilevare che ha perso contro Milano, Reggio e appunto Sassari (con le ultime due in casa), le tre squadre che la precedono in classifica.
LE ALTRE SORPRESE - Tra le promosse del girone di andata anche Brindisi (una conferma dopo che lo scorso anno chiuse l'andata in testa), la matricola Trento, la sorprendente Capo d'Orlando dell'ultimo mese, la Virtus Bologna che senza il -2 avrebbe chiuso ottava e alla Final Eight e soprattutto Cremona, la squadra che rispetto ad un anno fa è migliorata di più (+8 punti) e che per la prima volta nella sua storia giocherà la fase finale di Coppa Italia. Dove ci sarà anche Avellino, che il pass per Desio lo ha staccato grazie ad una serie di circostanze favorevoli (la sconfitta di Cantù con Roma e il -2 della Virtus). La Sidigas - con Reggio Emilia una delle due squadre ad aver battuto Milano - ha gli stessi punti dello scorso anno (14) ma ha attraversato un girone di andata con troppi alti e bassi mancando sempre il salto di qualità. E il pesante ko casalingo con Varese (che ha chiuso con lo stesso bilancio di un anno fa) ha fatto tuonare Vitucci. Ha confermato il bottino dello scorso anno (e non era scontato) Pistoia, ha due punti in più di un anno fa (era ultima, oggi è penultima) Pesaro, bilancio però che non è bastato a Sandro Dell'Agnello, esonerato dopo il ko di Caserta.
LE BOCCIATE - Chi finisce dietro la lavagna è senza dubbio Caserta, che tra allenatori cambiati (tre) e un andirivieni di giocatori (cinque volti nuovi rispetto al roster che ha iniziato la stagione) solo domenica ha vinto la sua prima partita (dopo 14 sconfitte). Sono 12 i punti in meno della Pasta Reggia rispetto allo scorso girone di andata, dieci invece quelli di Cantù, che un anno fa girò pagina al secondo posto (ma con gli stessi punti della prima) e oggi si interroga su una squadra che per due passi avanti ne fa tre indietro. Bocciata anche Roma (-8), che sorprende in positivo in Europa ma in Italia proprio non riesce a trovare continuità.
MILANO A +6 - Se in Europa la squadra di Banchi paga difficoltà prevedibili (Brooks ha sprazzi di talento puro ma non vale per ora Langford e gli altri nuovi non stanno incidendo come si pensava) in Italia il talento e la taglia fisica dell'Olimpia non hanno al momento rivali. Dopo un avvio difficoltoso (due sconfitte nelle prime cinque giornate) Milano ha inserito il pilota automatico infilando dieci vittorie consecutive che l'hanno spinta da sola al comando con quattro lunghezze di vantaggio sulle inseguitrici. E tutto senza poter contare su Daniel Hackett, il giocatore che lo scorso anno con il suo arrivo sistemò gli equilibri dell'Olimpia. Il play, impiegato finora solo in Europa, dovrebbe tornare a breve (Petrucci gli concederà la grazia cancellando gli ultimi tre mesi di squalifica) e Banchi potrà contare su un altro giocatore in grado di spostare - almeno nei nostri confini - gli equilibri. Rispetto allo stesso periodo della passata stagione l'EA7 ha 6 punti in più ed è passata dal terzo al primo posto.
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SASSARI CERCA CONTINUITA' - Chi può essere l'anti Milano? La domanda che ci accompagna da inizio stagione non ha trovato ancora una risposta. Potrebbe diventarlo Sassari se saprà dare continuità all'ultima striscia positiva (cinque successi) e trovare un assetto definitivo tra nuovi innesti e rientro degli infortunati. La Dinamo, completamente rinnovata rispetto ad un anno fa, ha 4 punti in più dello scorso anno quando fini l'andata al sesto posto. L'impatto con l'Eurolega si è rivelato più duro del previsto, soprattutto a livello fisico e mentale, con evidenti ripercussioni sul rendimento in campionato. Il bilancio resta comunque positivo, come quello di Reggio Emilia, terza al giro di boa con sei punti in più del girone di andata di un anno fa. Menetti non ha mai potuto contare sulla squadra costruita in estate (Darius Lavrinovic debutterà solo tra un mese dopo due interventi) ma questo non gli ha impedito di costruire un gruppo dove - da Cinciarini a Della Valle passando per Polonara e Mussini - i protagonisti sono i giocatori italiani. Le ultime due sconfitte con Sassari e Capo d'Orlando hanno macchiato un po' la prima parte di stagione di Venezia comunque a +6 rispetto ad un anno fa (quando chiuse ottava) dopo essere stata a lunga in vetta. Volendo trovare un neo dell'Umana, da rilevare che ha perso contro Milano, Reggio e appunto Sassari (con le ultime due in casa), le tre squadre che la precedono in classifica.
LE ALTRE SORPRESE - Tra le promosse del girone di andata anche Brindisi (una conferma dopo che lo scorso anno chiuse l'andata in testa), la matricola Trento, la sorprendente Capo d'Orlando dell'ultimo mese, la Virtus Bologna che senza il -2 avrebbe chiuso ottava e alla Final Eight e soprattutto Cremona, la squadra che rispetto ad un anno fa è migliorata di più (+8 punti) e che per la prima volta nella sua storia giocherà la fase finale di Coppa Italia. Dove ci sarà anche Avellino, che il pass per Desio lo ha staccato grazie ad una serie di circostanze favorevoli (la sconfitta di Cantù con Roma e il -2 della Virtus). La Sidigas - con Reggio Emilia una delle due squadre ad aver battuto Milano - ha gli stessi punti dello scorso anno (14) ma ha attraversato un girone di andata con troppi alti e bassi mancando sempre il salto di qualità. E il pesante ko casalingo con Varese (che ha chiuso con lo stesso bilancio di un anno fa) ha fatto tuonare Vitucci. Ha confermato il bottino dello scorso anno (e non era scontato) Pistoia, ha due punti in più di un anno fa (era ultima, oggi è penultima) Pesaro, bilancio però che non è bastato a Sandro Dell'Agnello, esonerato dopo il ko di Caserta.
LE BOCCIATE - Chi finisce dietro la lavagna è senza dubbio Caserta, che tra allenatori cambiati (tre) e un andirivieni di giocatori (cinque volti nuovi rispetto al roster che ha iniziato la stagione) solo domenica ha vinto la sua prima partita (dopo 14 sconfitte). Sono 12 i punti in meno della Pasta Reggia rispetto allo scorso girone di andata, dieci invece quelli di Cantù, che un anno fa girò pagina al secondo posto (ma con gli stessi punti della prima) e oggi si interroga su una squadra che per due passi avanti ne fa tre indietro. Bocciata anche Roma (-8), che sorprende in positivo in Europa ma in Italia proprio non riesce a trovare continuità.