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Basket, la nuova vita di Hackett: "Mi sento un uomo migliore"

Il play-guardia di Milano torna a parlare dopo la grazia: "In questo periodo sono cresciuto molto. Non ho odio, nè rabbia e voglio guadagnarmi la convocazione in azzurro per l'Europeo. Il campionato? Scalpito, mi mancano le gare della domenica"

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MILANO - Per Daniel Hackett è un nuovo inizio. Dopo la grazia da parte del Presidente della Fip Petrucci, che ha di fatto dimezzato la squalifica che aveva colpito l'ex Siena a causa dell'abbandono non giustificato del ritiro estivo della Nazionale, il play-guardia dell'Olimpia Milano si sente cresciuto come giocatore, ma ancora di più come uomo. "La Nazionale? La convocazione va guadagnata, ma conto e spero di essere all'Europeo". Il ventisettenne di Forlimpopoli vuole lasciarsi tutto alle spalle e mette nel mirino gli Europei in programma dal 5 al 20 settembre e divisi tra Francia, Germania, Croazia e Lettonia: "Vedo un'Italia forte  -  ha spiegato  -   grazie ai giocatori NBA e ad europei di livello, oltre a diversi giovani molto interessanti. L'obiettivo è arrivare alle Olimpiadi di Rio, ma qualificarsi non è mai facile. Io non ho cicatrici, non ho odio, non ho rabbia contro nessuno. Il giorno della grazia, dopo Alessandro e Nicolò (Gentile e Melli, ndr), tutti i ragazzi della Nazionale si sono fatti vivi. Mi hanno invitato nella chat di gruppo e ho scambiato messaggi con tutti loro. E' ovvio che dovremo parlarci a quattr'occhi, ma è un buon inizio".

"IL PERIODO DELLA SQUALIFICA MI HA AIUTATO A CRESCERE"  -  Il peggio, dunque, è passato e Hackett parla così del periodo della squalifica: "E' stata una fase abbastanza particolare della mia carriera, che ho cercato di usare per migliorare a livello personale, come essere umano, con grande aiuto da parte dei compagni di squadra, di coach Banchi e degli assistenti che hanno avuto la pazienza di starmi dietro. Mi sono sentito partecipe perché i compagni hanno voluto che lo fossi. Io sono stato vicino a loro dandogli tutto il supporto che potevo dare. Di morali ce ne sono tante, ma spero che questo periodo possa aiutarmi a maturare ulteriormente. Ho capito quanto siano importanti le piccole cose e crescere".
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"IL CAMPIONATO MI MANCAVA, SCALPITO"  -  Hackett non sta più nella pelle e assapora già il gusto del ritorno sul parquet in campionato: "Scalpito. Mi manca il fascino della partita di domenica, mi manca non andare in trasferta e dover lottare contro la squadra di casa, contro i tifosi, contro un ambiente magari ostile. Mi manca il campionato. Il palcoscenico europeo è bello, spettacolare ma lo è anche il profumo di campi tosti, come Cremona, Cantù, Avellino. Sono stato una bella palla al piede per tutti, mi rendo conto. Conto di reinserirmi con calma in campionato, perché ci sono gerarchie chiare, e di aiutare la squadra anche se ha fatto un grandissimo lavoro senza di me. In generale, trovare un equilibrio tra Eurolega e campionato penso sia fondamentale in questo mese che poi culminerà con l'arrivo della Coppa Italia".

"TOP 16 MAI COSI' INCERTE, OGNI GARA E' UN ENIGMA" - Anche l'Eurolega, con le Top 16 in pieno svolgimento, sta per entrare in una fase cruciale: "Ogni partita è come un enigma. Dalla prima all'ottava squadra non vedo gare scontate. Novgorod ha vinto a Milano, l'Olympiacos in Turchia, Malaga ha rischiato di battere l'Efes, noi abbiamo vinto a Malaga. E' tutto più equilibrato. Lo scorso anno c'era una spaccatura tra le prime e le altre, ora penso sia lotta vera fino alla fine. L'importante è stare lì tra le prime quattro, poi si vedrà".
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