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Basket, il capolavoro di Sacchetti e il flop di Milano. Gentile sparisce sul più bello

Il bilancio di una Final Eight che ha visto Sassari confermarsi e l'Olimpia fallire il secondo obiettivo stagionale. Il capitano dell'EA7 non lascia il segno
dall'inviato NICOLA APICELLA

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MILANO - Avevamo sentito Meo Sacchetti qualche giorno prima la partenza per Desio. "Intanto vinciamo la prima - ci aveva detto - poi non si sa mai". Sassari è cresciuta giorno dopo giorno. Un passetto alla volta. Come un anno fa quando tra lo stupore generale eliminò subito Milano e in finale mise fine al dominio di Siena. Con Milano è andata a briglie sciolte imponendo il suo gioco (i 101 punti segnati in finale sono record per la Final Eight) e trovando sempre risposte valide ai tentativi di rimonta dell'EA7. Segno di una maturità che sta pian piano arrivando. "Nel primo quarto i ragazzi sembravano dei bambini felici che per la prima volta giocavano a pallacanestro". Forse il segreto del nuovo trionfo della Dinamo però sta proprio nelle parole con cui Sacchetti ha chiuso la conferenza stampa post vittoria.

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FLOP MILANO - Siamo convinti che Luca Banchi avrebbe barattato volentieri qualche vittoria in campionato - dove Milano non perde da novembre - con la conquista della coppa Italia. Sta di fatto che quando la posta in palio diventa alta, Milano scompare. Era già successo ad ottobre dello scorso anno, la finale di Supercoppa persa sempre contro Sassari. Sono già due gli obiettivi sfumati, con l'Eurolega appesa ad un filo l'Olimpia a questo punto non può permettersi di fallire la conquista dello scudetto bis. Resta la squadra favorita, ma questo ko ha acceso più di un campanello d'allarme. Intanto la società ha deciso di tornare sul mercato per un lungo.

LEADER MANCATO - Non è stata la Final Eight di Alessandro Gentile. Nelle tre gare giocate a Desio il capitano dell'Olimpia ha prodotto numeri deludenti senza riuscire mai a prendere in mano la squadra. 20 punti (con un hight di 8 nel quarto con Avellino) con 4/14 da due e 0/5 da tre. Non era al meglio, vero, ma da uno come lui era lecito attendersi di più.
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VENEZIA RIMANDATA -
A Desio si presentava con ambizioni importanti, naufragate però subito nel quarto con Brindisi. La squadra di Recalcati ha potenzialità da big, un roster lungo ed esperto, ma finora quando si è trattato di lanciare un segnale ha sempre fallito, vedi le due sconfitte con Milano e gli scivoloni in casa con Sassari e Reggio Emilia. Se Goss non gira si fa dura, e Stone continua a vivere di troppi alti e bassi.

CONFERMA BRINDISI - Ha battuto Venezia in un quarto che la vedeva sfavorita, ha reso la vita durissima a Milano in semifinale uscendo a testa altissima. Alla terza partecipazione di fila alla Final Eight, l'Enel si è confermata una delle realtà del nostro campionato, con giocatori in grado di accendere il pubblico (vedi il Pullen della sfida con Venezia) e tanto talento sul campo.

LE SCELTE DI TRENTO - Protagonista con Reggio Emilia di una delle sfide più divertenti, la Dolomiti Energia ha confermato anche a Desio la bontà delle scelte fatte in estate che l'hanno portata ad essere una delle sorprese di questo campionato. Americani dal grande talento (Mitchell e Owens su tutti) e soprattutto un gruppo di giocatori italiani che rappresenta una garanzia per coach Buscaglia. Il prossimo passo sarà riuscire a confermarsi nella seconda parte di stagione.

REGGIO, PILE SCARICHE - La semifinale non è un traguardo da buttare. La Grissin Bon è arrivata a Desio con grandi ambizioni e un carico di aspettative forse eccessivo per una squadra che nonostante il secondo posto in classifica non ha mai avuto l'intero roster a disposizione dovendo fare i conti con una serie incredibile di infortuni. Sarebbe stato interessante vedere Reggio al completo, con un Darius Lavrinovic in più nel motore e un Drake Diener non limitato da problemi fisici.

CREMONA A TESTA ALTA - Ci ha provato, per un tempo ha giocato alla pari con Sassari ma alla fine ha alzato bandiera bianca meritandosi comunque gli applausi della sua gente. Per la prima volta nella sua storia alla Final Eight, la Vanoli ha onorato l'appuntamento nonostante la serata no del suo leader offensivo (Hayes) e la sfortuna che ha messo ko Vitali.

AVELLINO PER RIPARTIRE -
È arrivata ad un passo dall'impresa, motivo di orgoglio ma anche di grande rammarico. Contro Milano, e senza Anosike, la Sidigas ha messo in campo quello che a volte le è mancato in campionato, un grande spirito combattivo, una energia che può essere la chiave fondamentale in vista della seconda parte di campionato. Se Vitucci si aspettava risposta, le ha avute.


 
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