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Basket, Cantù e la volata play off. Sacripanti: ''Che sorpresa Metta, uno così può farci volare''

L'Acqua Vitasnella si gioca nelle ultime cinque giornate un posto nella post season, lo fa affidandosi all'esperienza di World Peace. Il coach: ''Mi ha colpito in positivo, gli piace giocare con la squadra ed è un idolo per tutti"

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ROMA - Racconta il presidente Cremascoli che Pino Sacripanti è andato nel panico quando ha saputo che a Cantù stava per arrivare Metta World Peace. E che lo stato d'animo del coach dell'Acqua Vitasnella - impegnata domenica a Venezia nella prima delle cinque sfide che decideranno la griglia play off - non è migliorato (anzi) dopo la telefonata con Ettore Messina, che conosceva l'ex Ron Artest per averlo allenato ai Lakers e ne ricordava il carattere particolarmente fumantino (eufemismo).
Com'è questa storia del panico coach?
"Ma quale panico, non sono un ragazzino e nel panico per queste cose non ci vado più. Forse poteva succedere quando avevo 30 anni, allora sì mi avrebbe fatto tutt'altro effetto".
Quindi cos'era?
"Essere chiari, bisognava che le cose fossero molto chiare. Avevamo due strade, prendere un giocatore giovane, e stavamo trattando un croato molto interessante, oppure provare un autentico campione che si portava dietro però tanti punti interrogativi, dalla condizione fisica a quella mentale".
Avete scelto la seconda.
"Erano entrambe scelte coerenti. La prima era tecnica e di prospettiva futura, preferire un ragazzo che qui poteva crescere, come è stato per Ivan Buva. Ma era coerente anche la scelta di puntare su Metta seguendo la strada tracciata in estate, quella cioè di una squadra costruita con tante scommesse, che ci poteva esplodere o implodere tra le mani. Il suo arrivo è la nostra ultima scommessa''.
Alla fine che giocatore ha scoperto?
"Ho trovato un grande professionista, una persona che è venuta in Italia per dimostrare di poter giocare a questi livelli. Non in grandissima condizione, ma questo lo sapevamo, consapevole però dei suoi limiti e del fatto che attualmente il suo non può che essere un minutaggio limitato. Ma c'è una cosa che mi ha colpito più delle altre".
Sarebbe?
"E' uno di quei giocatori a cui piace giocare con la squadra. E considerata la sua carriera non era una cosa scontata. Fa parte di quella generazione di giocatori per cui la prima cosa è il gioco inteso come piacere, è un po' come McCullough, Stonerook, Thornton, Kaukenas, gente così è facilissima da allenare. Mi ricordo quando a Caserta presi Jumaine Jones, tutti mi dicevano che avevo in mano una patata bollente, in realtà si trattava di un professionista di altissimo livello per cui il gioco era la parte ludica del lavoro. Nel basket di oggi, con giocatori che cambiano squadra ogni tre mesi, che devono sempre trovare un ingaggio, dove c'è un individualismo esagerato, l'aspetto ludico è venuto un po' meno. E' bello ritrovarlo in certi giocatori".
Come è stato accolto dal resto del gruppo?
"L'unico giocatore che ha avuto problemi è stato Buva. Arrivando un personaggio così importante aveva paura di perdere quello che si era guadagnato con tanta fatica in un anno. Dopo la partita di Pistoia, in cui ha giocato davvero da terrorizzato, abbiamo parlato molto, anche Metta gli ha parlato e lui ha risposto molto bene. Per gli altri è stato molto più facile, Johnson Odom lo adora, per Feldeine è un mito. E poi ha l'atteggiamento giusto con tutti. Siamo sotto la luce dei riflettori e ci saremo ancora per un po', ma è un vantaggio per tutti".
Cinque giornate alla fine della stagione regolare, siete in corsa per un posto play off ma avete un calendario tutt'altro che semplice.
"Dobbiamo avere bene in testa che ci aspettano cinque finali. Non dobbiamo avere paura, serve entusiasmo. Il calendario? Quest'anno il campionato ha dimostrato che si può vincere o perdere contro chiunque. Pensiamo alla partita con Venezia, poi prepareremo quella successiva, alla fine tireremo le somme. Potevamo sicuramente avere qualche punto in più, ci sono state partite in cui non siamo stati fortunati, penso alla trasferte di Brindisi e Pistoia perse con un canestro allo scadere, e altri momenti del campionato in cui soprattutto in casa non siamo stati all'altezza. La squadra comunque è cresciuta molto da inizio stagione, abbiamo giocato un'ottima Eurocup e migliorato tanti aspetti del nostro gioco. Ci manca l'esperienza, la maturità, il killer instinct. Ma ora che è arrivato Metta...''.
 
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